Il mese scorso la Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che i dazi imposti dal presidente Donald Trump in base all’IEEPA erano illegali. A quel punto, però, erano già stati riscossi miliardi di dollari attraverso tariffe poi dichiarate illegittime, lasciando aperto il nodo su che fine faranno quei fondi. Diverse aziende hanno già citato in giudizio il governo americano per recuperare le somme versate, e ora si aggiunge anche Nintendo, come riportato da Aftermath.
Nell’atto depositato in tribunale, Nintendo chiede esplicitamente il rimborso integrale dei dazi. “La società chiede che, in coerenza con la decisione della Corte Suprema nel caso Learning Resources e con le sentenze del Federal Circuit e di questa Corte nel caso V.O.S. Selections, questa Corte disponga il rapido rimborso, con interessi, di tutti i dazi IEEPA pagati dall’attrice, indipendentemente dallo stato di liquidazione, e conceda ogni altro rimedio ritenuto appropriato”, si legge nel documento.
L’azione legale è stata presentata presso la United States Court of International Trade e indica come convenuti diverse figure e agenzie governative. Nell’elenco compaiono il Dipartimento per la Sicurezza Interna degli Stati Uniti e la sua ex segretaria Kirsti Noem, recentemente rimossa dall’incarico; l’Ufficio del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti e il rappresentante commerciale Jamieson Greer; l’Agenzia delle Dogane e della Protezione delle Frontiere (CBP) con il commissario Rodney Scott; infine il Dipartimento del Commercio e il segretario Howard Lutnick.
Nintendo si unisce così a numerose altre aziende, tra cui Costco, Staples e Dole, che hanno avviato azioni legali per ottenere il rimborso dei dazi IEEPA, ormai dichiarati illegali. Resta però da capire se queste cause avranno successo e, soprattutto, se eventuali rimborsi finiranno per tradursi in un beneficio anche per i consumatori. Per ora, la US Customs and Border Protection ha dichiarato in un atto giudiziario che i sistemi attualmente in uso non sono in grado di elaborare subito i rimborsi, ma potrebbero essere pronti entro 45 giorni.
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