Come riporta Bloomberg, era ormai da novembre che Nintendo era in costante calo passando da un valore massimo per azione di ¥14.105 (76,79 EUR) ad un minimo di ¥8.350 (45,46 EUR) il 13 febbraio, un calo di oltre il 40%. Mentre nella settimana in corso è passata da ¥8.606 (46,85 EUR) registrato ieri, al massimo di ¥10.075 (54,85 EUR) di oggi portando poi la chiusura definitiva a ¥ 9.932 (54,07 EUR). Se consideriamo il lasso temporale di un giorno si nota un incremento di valore del 10,4%, ma se invece dovessimo considerare la minima al lunedì 9 si noterebbe un incremento di circa il 15%.
Questo aumento del valore azionario è ovviamente attribuibile all’enorme successo commerciale del nuovo gioco Pokémon: Pokopia, che ha portato all’esaurimento delle copie fisiche presso quasi tutti i rivenditori mondiali e non dimentichiamo che è il gioco Pokémon con il punteggio più alto di sempre su Metacritic.
L’analista giapponese Hideki Yasuda ha dichiarato a Bloomberg:
Il gioco dei Pokémon è stato un outsider. Era totalmente fuori dai radar, quindi la sua popolarità è stata una sorpresa positiva.
Nonostante la tendenza positiva, la società deve ancora lavorare prima di poter raggiungere il picco massimo storico per l’azienda, registrato ad agosto 2025, di ¥14.795 (80,51 EUR), anche se potrebbe essere utopistico aspettarselo a breve.
Inoltre, a gennaio 2026, il presidente di Nintendo Shuntaro Furukawa aveva comunicato:
Ci riforniamo dai fornitori in base ai nostri piani aziendali a medio-lungo termine, ma l’attuale mercato delle memorie è molto volatile. Non ci sono impatti immediati sui profitti, ma è un aspetto che dobbiamo monitorare attentamente.
Ciò in merito alla crisi delle memorie e ai dazi legati all’amministrazione Trump, che si pone ancora come il problema principale da risolvere.
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