Da quando ha assunto la guida di Xbox come CEO, Asha Sharma starebbe lavorando a diverse soluzioni per rilanciare il marchio agli occhi dei videogiocatori. Tra alcune risposte pubblicate sui social media e un recente memo interno, in cui ha ammesso che Xbox Game Pass fosse “troppo costoso” per gli utenti, emerge la consapevolezza che ci sia ancora molto da fare per migliorare risultati e reputazione della divisione.
Una delle strade allo studio per rafforzare il brand potrebbe essere proprio il ritorno di alcuni titoli in esclusiva sulla piattaforma.
Nel corso dell’ultima puntata dell’Xbox Two Podcast, Jez Corden di Windows Central ha parlato delle discussioni in corso dietro le quinte in casa Xbox, soffermandosi anche sul tema delle esclusive:
Sapete quando dicevo che stavano pensando di rivedere Game Pass? Ci sono discussioni molto, molto, molto importanti in corso sulla questione delle esclusive. Credo che riconoscano il valore di questa scelta. Alla fine, però, tutto dipende dal tipo di azienda che vuoi essere: vuoi essere prima di tutto una società basata sull’ecosistema, oppure una società focalizzata sul publishing?
Corden non ha aggiunto ulteriori dettagli sul contenuto di queste discussioni, né su quanti, all’interno dell’azienda, sarebbero favorevoli a un cambio di rotta. Tuttavia, l’ipotesi di un ritorno di Xbox a una qualche forma di politica basata sulle esclusive verrebbe interpretata come un vero segnale di discontinuità nella gestione del marchio.
Una simile mossa riporterebbe inoltre Xbox più vicina alle strategie adottate da Nintendo e PlayStation. Nintendo, in particolare, resta il caso più rigido sul fronte delle esclusive, dal momento che i suoi giochi non arrivano su altre piattaforme. PlayStation, pur avendo pubblicato alcuni titoli first-party come Helldivers 2 e Marathon anche su Xbox e PC, continua comunque a mantenere un portafoglio di esclusive molto forte, che potrebbe rafforzarsi ulteriormente nel prossimo futuro.
Resta ora da capire se Xbox sceglierà davvero di cambiare direzione. Una decisione del genere potrebbe infatti comportare per Microsoft la rinuncia a una parte dei ricavi potenziali, in nome però di una possibile riqualificazione del brand.
Scrivi un commento