Home Videogiochi News Stop ai dischi PlayStation dal 2028: rallenta la petizione contro Sony

Stop ai dischi PlayStation dal 2028: rallenta la petizione contro Sony

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All’inizio di luglio è comparsa online una petizione di protesta contro la decisione di Sony Interactive Entertainment di interrompere, a partire da gennaio 2028, la produzione di copie fisiche dei nuovi giochi PlayStation.

L’iniziativa ha raccolto rapidamente consensi, raggiungendo circa 250.000 firme in una settimana. Con il passare del tempo, tuttavia, la mobilitazione ha perso slancio, nonostante Sony sia tornata pubblicamente sull’argomento.

Durante un recente aggiornamento finanziario, la società giapponese ha dichiarato di voler procedere «con cautela» verso l’abbandono dei dischi. Nonostante questa conferma, il ritmo delle adesioni alla petizione ha continuato a rallentare. Anche altri protagonisti dell’industria videoludica sono intervenuti nel dibattito, e alcuni si sono mostrati favorevoli alla scelta.

La reazione iniziale alla decisione di Sony Interactive Entertainment potrebbe essere stata soprattutto istintiva. Dopo aver avuto il tempo di assimilare la notizia, una parte del pubblico sembra infatti aver ridimensionato la propria opposizione.

Il forte aumento di firme registrato nei primi giorni aveva attirato l’attenzione di sostenitori della conservazione dei videogiochi, collezionisti, appassionati delle edizioni fisiche e giocatori legati alle tradizioni del settore. Nel giro di circa due settimane, però, l’entusiasmo si è progressivamente affievolito, fino a portare la raccolta firme vicino a una fase di sostanziale stallo.

Nei primi sei giorni la petizione aveva ottenuto 250.000 adesioni. Nei 24 giorni successivi ne sono arrivate soltanto altre 105.000. Considerando il numero complessivo degli abbonati a PlayStation Plus e la vasta base installata delle console PlayStation, si tratta di una percentuale estremamente ridotta rispetto al pubblico potenzialmente coinvolto.

Sony ha preso atto delle critiche espresse sui social network e nelle comunità di giocatori di tutto il mondo, ma non ha modificato la propria posizione. Nel corso di un altro aggiornamento finanziario, anche Yves Guillemot di Ubisoft, figura di lungo corso dell’industria videoludica, ha affermato che il cambiamento non dovrebbe provocare particolari sconvolgimenti nel settore.

Il mercato digitale, del resto, è ormai una realtà consolidata e nel corso degli anni è diventato il principale canale attraverso cui acquistare e giocare ai videogiochi. Gli ultimi tempi hanno comunque offerto numerosi esempi dei rischi legati a un ecosistema interamente digitale.

Scritto da
Lorenzo Bologna

Appassionato di tutto ciò che concerne il mondo videoludico, sono un inguaribile amante dei titoli horror e un accumulatore compulsivo di trofei (meglio se di platino). Avvicinato al medium grazie a mamma Nintendo e papà Crash Bandicoot.

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