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Honkai: Nexus Anima | Lo abbiamo provato alla Gamescom

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A cura di Riccardo Furieri

Tra i numerosi titoli che abbiamo avuto occasione di provare durante la Gamescom, Honkai: Nexus Anima è riuscito a ritagliarsi uno spazio tutto suo.

Il nuovo progetto di HoYoverse si allontana almeno in parte dalle formule a cui lo studio ci ha abituati con titoli come Genshin Impact, Honkai: Star Rail e Zenless Zone Zero, pur conservando quella particolare attenzione alla presentazione, alla caratterizzazione dei personaggi e alla pulizia visiva che negli ultimi anni è diventata quasi un marchio di fabbrica della compagnia. Al centro dell’esperienza troviamo questa volta gli Anima, creature da incontrare e collezionare che accompagnano il giocatore durante l’esplorazione e diventano protagoniste soprattutto nei combattimenti.

Durante la demo abbiamo potuto schierare fino a otto Anima, componendo una squadra prima di assistere allo svolgimento dello scontro. La componente strategica passa quindi dalla scelta delle creature, dal loro posizionamento e dalle possibili sinergie, mentre una volta iniziata la battaglia sono gli Anima ad agire autonomamente.

Ed è proprio durante questi momenti che emerge quello che, probabilmente, è stato l’aspetto che ci ha colpito maggiormente: la qualità delle animazioni.

Gli Anima si muovono in maniera fluida e convincente, con attacchi ed effetti capaci di rendere gli scontri estremamente piacevoli da osservare. Non si tratta solamente di una questione estetica: la qualità delle animazioni contribuisce a dare personalità alle singole creature, rendendole immediatamente riconoscibili anche nel caos delle battaglie.

È uno di quegli aspetti che, leggendo semplicemente una lista delle caratteristiche del gioco, rischierebbe di sembrare secondario. Una volta davanti allo schermo, però, diventa difficile non notarlo. In questo senso si percepisce chiaramente quella cura per la presentazione che HoYoverse ha già dimostrato nelle sue produzioni più recenti: pur adottando un sistema di combattimento completamente differente, Nexus Anima riesce a trasformare anche un confronto automatizzato in qualcosa di spettacolare da guardare.

Durante la demo abbiamo inoltre avuto la possibilità di scegliere tra circa una decina di personaggi. Le differenze non riguardavano solamente il loro aspetto, ma anche le rispettive abilità e caratteristiche, lasciandoci intravedere una discreta varietà nelle possibili composizioni.

Anche qui l’impronta di HoYoverse appare evidente. Chi arriva da Honkai: Star Rail o Zenless Zone Zero riconoscerà immediatamente una certa attenzione nel rendere ogni personaggio visivamente distinto dagli altri, anche se sarà necessario trascorrere molto più tempo con il gioco per capire quanto queste differenze riescano poi a tradursi in una reale profondità strategica.

Lo stesso discorso vale naturalmente per gli Anima disponibili. Alcuni ci hanno colpito particolarmente per il design e per la qualità della realizzazione, mostrando una varietà di forme e personalità che sembra essere uno dei punti su cui il progetto vuole costruire buona parte del proprio fascino.

Il paragone più immediato potrebbe naturalmente essere quello con altri creature collector, ma Nexus Anima sembra voler inserire questa formula all’interno della classica struttura produttiva di HoYoverse: personaggi estremamente caratterizzati, ambientazioni colorate, animazioni elaborate e una forte componente legata alla costruzione della propria squadra.

Una prova relativamente breve in fiera non permette però di capire fino a che punto questa varietà riuscirà a sostenere l’esperienza sul lungo periodo. Per il momento possiamo limitarci a dire che, almeno sotto questo aspetto, le prime impressioni sono state positive.

Esplorazione a dorso di Anima

Un altro elemento che abbiamo particolarmente apprezzato è stata la possibilità di utilizzare alcune creature come cavalcature per esplorare il mondo di gioco.

Sulla carta potrebbe sembrare un’aggiunta piuttosto semplice, ma durante la nostra prova ha contribuito a rendere gli spostamenti più piacevoli e soprattutto a rafforzare il rapporto tra esplorazione e Anima. Le creature, insomma, non sembrano esistere esclusivamente in funzione delle battaglie, ma diventano strumenti attraverso cui interagire con il mondo.

Muoversi rapidamente attraverso gli ambienti in sella a una di esse rende l’esplorazione più dinamica e rappresenta anche un piacevole cambio di ritmo rispetto alla preparazione dei combattimenti.

È forse proprio qui che Honkai: Nexus Anima mostra una delle sue idee più interessanti, ossia provare a integrare le creature all’interno di più aspetti dell’esperienza, evitando che si trasformino semplicemente in pedine da posizionare sul campo di battaglia.

Un primo approccio immediato

Interessante anche il primo contatto con il sistema di potenziamento. Per quanto abbiamo potuto vedere nella demo, ci è sembrato semplice da comprendere e soprattutto intuitivo. Non abbiamo avuto la sensazione di trovarci davanti a meccaniche inutilmente complicate o a menu capaci di rallentare eccessivamente il ritmo dell’esperienza.

Naturalmente questo è uno degli elementi sui quali sarà necessario trascorrere molto più tempo prima di poter esprimere un giudizio vero e proprio. Una demo alla Gamescom permette di avere solamente un assaggio della progressione e sarebbe prematuro trarre conclusioni sulla reale profondità del sistema.

Considerando la storia recente di HoYoverse, inoltre, sarà particolarmente interessante capire come verranno gestiti sul lungo periodo elementi come crescita dei personaggi, sviluppo degli Anima, composizione delle squadre e acquisizione delle risorse. Sono aspetti centrali nell’economia dei titoli dello studio, ma sui quali una breve sessione in fiera può raccontare inevitabilmente molto poco.

Quello che possiamo dire è che il primo approccio è stato estremamente immediato e non ci siamo mai sentiti spaesati di fronte alle possibilità offerte dal gioco.

Ed è forse proprio l’immediatezza una delle sensazioni migliori che Honkai: Nexus Anima ci ha trasmesso durante questo primo incontro.

Nonostante la presenza di diversi personaggi, numerosi Anima da gestire, combattimenti, potenziamenti ed esplorazione, durante il tempo trascorso con il gioco non abbiamo avuto la sensazione che tutti questi elementi finissero per appesantire inutilmente l’esperienza. Al contrario, siamo riusciti a entrare rapidamente nel suo ritmo e a concentrarci su ciò che stavamo facendo.

Una nuova strada per HoYoverse?

È ancora presto per capire quale sarà la profondità dell’esperienza completa o quanto riusciranno a evolversi le meccaniche intraviste durante la demo. La nostra è stata una prova limitata al contesto della Gamescom e proprio per questo preferiamo non spingerci oltre ciò che abbiamo effettivamente potuto vedere.

Quel poco, però, è bastato a rendere Honkai: Nexus Anima uno dei progetti HoYoverse più curiosi degli ultimi anni.

Non tanto perché rinneghi completamente quanto fatto dallo studio fino a oggi, quanto perché prova a rielaborarne alcuni elementi familiari all’interno di una struttura differente. La cura estetica di Genshin Impact, la forte enfasi sulla costruzione della squadra che può risultare familiare a chi arriva da Honkai: Star Rail e l’attenzione quasi maniacale riservata alle animazioni vista anche in Zenless Zone Zero sembrano convivere qui con una formula basata sulla collezione degli Anima e su combattimenti dalla forte componente strategica.

È però importante non interpretare questi riferimenti come equivalenze dirette: Nexus Anima sembra avere una propria identità, e sarà proprio la capacità di svilupparla senza appoggiarsi eccessivamente ai successi precedenti di HoYoverse uno degli elementi più interessanti da osservare nei prossimi mesi. Per il momento, quello che possiamo dire è che Honkai: Nexus Anima ci ha convinto.

Il sistema costruito attorno agli Anima ci incuriosisce, la varietà mostrata durante la demo rappresenta una buona premessa e la possibilità di sfruttare alcune creature anche durante l’esplorazione rende il loro ruolo più interessante rispetto a quello di semplici unità da combattimento.

Ma se dovessimo scegliere un solo elemento da ricordare della nostra prova, torneremmo inevitabilmente alle animazioni: fluide, convincenti e capaci di dare carattere tanto agli scontri quanto alle creature che ne sono protagoniste.

Siamo usciti dalla postazione con una sensazione molto semplice, ma probabilmente anche la migliore che possa lasciare una demo in fiera: la voglia di continuare a giocare.

Scritto da
Lorenzo Bologna

Appassionato di tutto ciò che concerne il mondo videoludico, sono un inguaribile amante dei titoli horror e un accumulatore compulsivo di trofei (meglio se di platino). Avvicinato al medium grazie a mamma Nintendo e papà Crash Bandicoot.

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