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Che fine ha fatto Cyberleek?

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A pochi mesi dal lancio ufficiale di GTA 6, Rockstar Games si è trovata a fare i conti con un’entità finora sconosciuta. Presentatasi sul web sotto il nome di Cyberleek, il 18 agosto 2026 ha iniziato a diffondere quotidianamente filmati inediti, dettagli sulla mappa e spezzoni di storia provenienti da una build di prova del titolo più atteso del decennio.

Filmati diffusi online

A differenza dei leak disordinati del passato, l’azione di Cyberleek si è distinta da subito per una pianificazione quasi chirurgica. Il materiale video è stato rilasciato a goccia d’olio sui social e su canali dedicati: dalle prime sequenze dei protagonisti Jason e Lucia in giro per la mappa di Vice City, fino a veri e propri spezzoni del prologo e dettagli sul gameplay.

Per dimostrare l’autenticità dei filmati, in uno dei video più celebri il giocatore sparava a un muro scrivendo proprio la parola “Leek” con i segni dei proiettili, un dettaglio che ha spinto molti analisti a ipotizzare che il leaker stesse eseguendo il codice in prima persona e non semplicemente rilanciando video registrati da altri. Le clip risalirebbero a una build del 2023 e Rockstar avrebbe avviato una procedura di violazione del copyright (DMCA) per buttare giù questi filmati.

L’avidità di Cyberleek

L’operazione ha assunto contorni ancor più controversi quando il gruppo ha tentato di trasformare questo materiale trafugato in una vera e propria impresa commerciale priva di scrupoli. Cyberleek ha infatti aperto sul proprio sito una sezione per potenziali inserzionisti, proponendo l’acquisto di spazi pubblicitari direttamente nei futuri leak attraverso watermark personalizzati, messaggi promozionali e persino sequenze di gameplay realizzate su richiesta. La controversia ha raggiunto il picco con la richiesta di un “ticket d’ingresso” a fondo perduto di ben 400 Monero (circa 165.000 dollari) solo per avviare una trattativa riservata. Sostenendo di voler finanziare le proprie attività, il gruppo ha provato a creare un inedito quanto discutibile modello di monetizzazione, trasformando un atto illecito ai danni degli sviluppatori.

Non contento, ha poi deciso di scendere nel campo della finanza decentralizzata lanciando sul mercato la propria meme coin dedicata. Attraverso la creazione del token legato al brand dell’hackeraggio, il gruppo ha integrato sulla propria piattaforma un meccanismo di votazione in cui gli utenti potevano acquistare e muovere le criptovalute per sbloccare i leak successivi. La moneta digitale ha registrato un’impennata speculativa clamorosa, gonfiata da migliaia di utenti disposti a investire pur di decidere quale spezzone di Vice City rivelare al mondo.

GTA6.exe

Questo clima di frenesia ha purtroppo scatenato anche una pericolosa scia di sciacallaggio informatico. Sfruttando la caccia ai video rimossi e l’uso di fake generati dall’intelligenza artificiale, alcuni malintenzionati hanno iniziato a diffondere su portali e piattaforme di sharing falsi file di installazione di GTA 6. Gli esperti di sicurezza lanciano infatti un fermo allarme: non esiste alcuna versione di prova giocabile e chiunque tenti di scaricare questi presunti installer finisce unicamente per infettare il proprio PC con malware ideati per rubare dati personali e credenziali.

Livello ricercato 6 stelle

Di fronte al costante leak di materiale riservato, Take-Two Interactive e Rockstar Games sono passate al contrattacco su tutti i fronti. Oltre ad aver definito la fuga di notizie un duro colpo per il team di sviluppo, il colosso del gaming ha avviato azioni legali presentando citazioni in giudizio contro alcune piattaforme come Microsoft e Discord per identificare l’identità dietro l’account. Contestualmente, i domini principali e i profili social riconducibili a Cyberleek sono stati rimossi o sospesi.

In fuga con la cassa

La storia ha raggiunto il suo apice nell’imminenza dell‘extended look programmato su Netflix il 27 agosto 2026. Dopo aver pubblicato i filmati più d’impatto, la presenza di Cyberleek si è improvvisamente dissolta. Le analisi della blockchain hanno mostrato che i portafogli legati alla meme coin gestita dal leaker sono stati svuotati per una cifra stimata oltre i 250.000 dollari, portando il valore della criptovaluta al collasso.

Oggi, con i canali chiusi e le tracce finanziarie incassate, di Cyberleek si sono perse le tracce. Resta l’incognita sull’identità reale di chi si nascondesse dietro il soprannome, mentre la parabola si chiude con il classico schema della fuga d’autore, lasciando dietro di sé una scia di spezzoni inediti e la dimostrazione di come il mondo dei leak sia diventato un business tanto lucroso quanto imprevedibile.

Scritto da
Federico "Blue" Marchetti

Press play on tape: cresciuto a suon di C64 e Coin-op, mi diverto a seguire l'evoluzione videoludica next-gen.

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