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A Qualcuno Piace Indie | Settembre 2026

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Dopo un’estate tutt’altro che avara di sorprese, la scena indie si prepara ad affrontare settembre con una selezione di titoli particolarmente interessante. Come spesso accade, sono proprio gli sviluppatori indipendenti a dimostrare di avere meno paura di sperimentare, mescolando generi, recuperando formule del passato e introducendo meccaniche capaci di dare una nuova identità a esperienze apparentemente familiari. E così, mentre il calendario delle grandi produzioni comincia a farsi sempre più fitto in vista dell’autunno, vale la pena tenere d’occhio anche ciò che arriva dal sottobosco indipendente.

Il mese di settembre offre infatti una proposta estremamente eterogenea: si passa dai monster collector in salsa horror ai simulatori agricoli con inquietanti creature soprannaturali, dai deck builder action ai giochi tattici, fino ad arrivare a titoli che reinterpretano il survival crafting, il gestionale e persino il combattimento tra castelli. In questa nuova puntata di A Qualcuno Piace Indie abbiamo quindi raccolto dieci giochi che, per un motivo o per l’altro, meritano di essere inseriti nella vostra lista dei desideri.

Yami Kids

Chi ha un debole per i monster collector e per le atmosfere decisamente più oscure rispetto a quelle a cui ci ha abituato il genere dovrebbe tenere d’occhio Yami Kids. Il progetto arriva dagli sviluppatori di Dokumon Quest e ripropone la struttura del classico gioco di ruolo dedicato alla cattura e all’allenamento delle creature, reinterpretandola attraverso una direzione artistica rétro e una storia decisamente più macabra. I protagonisti sono i gemelli Yuki e Yumi, impegnati a dare la caccia alle persone responsabili dell’uccisione della loro famiglia. Al posto dei tradizionali mostri troviamo gli Oni, oltre 80 creature che potranno essere catturate, allenate e utilizzate nei combattimenti a turni. Ma sarà necessario fare attenzione a non inimicarsi queste creature. Una delle caratteristiche più interessanti sono infatti gli Shadow Duels, scontri mortali che possono verificarsi esclusivamente durante la notte contro altri evocatori. Perdere uno di questi combattimenti significa essere trascinati nell’Underworld, un mondo misterioso pieno di oggetti e luoghi da esplorare dal quale non sarà possibile tornare immediatamente nel regno dei vivi. A colpire è anche la splendida pixel art, perfettamente in linea con l’atmosfera cupa dell’avventura.

Welcome to Elderfield

Non è ancora ottobre, ma Welcome to Elderfield sembra intenzionato ad anticipare l’atmosfera di Halloween. Il gioco si presenta come un particolare RPG horror “cozy”, ambientato in una cittadina dove l’anormale è diventato assolutamente normale. Gli abitanti sono eccentrici, le notizie locali diventano sempre più inquietanti e, nelle zone più oscure, si nascondono creature provenienti da dimensioni decisamente poco rassicuranti. Il giocatore dovrà occuparsi di una fattoria, ma dimenticate le normali coltivazioni: accanto a mais e zucche sarà possibile far crescere denti e bulbi oculari, oltre ad allevare bestiame decisamente fuori dall’ordinario. Non mancano pesca, estrazione mineraria, raccolta di risorse, decorazione della casa e relazioni con gli abitanti, compresa la possibilità di stringere amicizie e persino sposarsi. Il combattimento si discosta invece dalla formula action tipica di molti farming simulator, adottando un sistema a turni più vicino agli RPG giapponesi. Il risultato sembra riuscire a trovare un curioso equilibrio tra comfort e orrore, sostenuto da uno stile grafico inquietante ma estremamente efficace.

Golden Swirl

Golden Swirl è un dark fantasy action deck builder che sembra voler mettere alla prova contemporaneamente riflessi e capacità strategiche. La particolarità principale risiede nel sistema di combattimento semi-real-time: non si attende semplicemente il proprio turno per giocare una carta, ma bisogna muoversi fisicamente sul campo, schivare gli attacchi nemici e decidere contemporaneamente quale abilità utilizzare. Sono disponibili quattro personaggi giocabili, ciascuno dotato di un proprio set iniziale di reliquie e carte, che potranno essere progressivamente ampliati con oltre 100 reliquie, 120 carte e numerose rune. Le possibilità di creare sinergie sembrano quindi enormi. Particolarmente interessante è il sistema Golden Will, attraverso il quale le scelte inquietanti compiute durante l’avventura producono conseguenze sul percorso, sulle condizioni del personaggio e, di conseguenza, sulla composizione del mazzo. Ogni spedizione viene generata proceduralmente, con ambientazioni, nemici e tesori differenti, garantendo una buona dose di rigiocabilità. A completare il quadro troviamo oltre venti NPC, ognuno con un proprio design e una storia tragica da scoprire.

Infinity: Hexadome Tactics

E se Overwatch fosse un gioco di strategia a turni? È questa, in estrema sintesi, l’idea alla base di Infinity: Hexadome Tactics, titolo che combina il genere dei tactical game con alcuni elementi tipici degli hero shooter. Le battaglie si svolgono all’interno di arene trasformate in veri e propri spettacoli di sangue per il pubblico, mentre il giocatore deve costruire la propria squadra scegliendo tra dodici campioni, specializzati nel combattimento a distanza, negli attacchi ravvicinati, nel controllo del campo o nel supporto. L’obiettivo non consiste semplicemente nell’eliminare gli avversari: sarà necessario conquistare e mantenere determinate zone per accumulare punti, valutando costantemente il rapporto tra rischio e ricompensa. Il sistema viene ulteriormente arricchito da elementi di deck building, con decine di carte tattiche utilizzabili per creare centinaia di combinazioni insieme alle abilità dei diversi eroi. La campagna dovrebbe inoltre raccontare progressivamente il mondo di gioco, sbloccando nuovi campioni e oggetti cosmetici, prima di lasciare spazio al PvP. Ambientato nell’universo di Infinity, una realtà fantascientifica con oltre 25 anni di storia, il gioco rappresenta un’interessante trasposizione videoludica di questo universo.

Wind Runners

Wind Runners è uno di quei progetti indipendenti che hanno avuto un percorso particolarmente travagliato prima di arrivare al traguardo. Lo sviluppo è stato infatti caratterizzato da diversi alti e bassi, al punto che il suo autore ha dovuto dedicarsi al lavoro su un altro progetto per poter continuare a finanziare lo sviluppo. Anche l’aspetto grafico è cambiato nel corso del tempo, passando da una pixel art pura a una soluzione che combina elementi bidimensionali e modelli 3D. Ora, però, il gioco sembra finalmente pronto a vedere la luce. Si tratta di un bullet hell roguelite incentrato sui combattimenti aerei ad alta velocità, nel quale vestiremo i panni di un ribelle impegnato a combattere il brutale regime tecnocratico noto come Realm. Potremo scegliere tra tre Wind Runners, ognuno dotato di uno stile di gioco differente, e decidere quali missioni affrontare: sabotare le linee di rifornimento, distruggere fortezze strategiche o liberare interi mondi. I combattimenti richiedono precisione, movimento e capacità di leggere rapidamente il fuoco nemico. A rendere ancora più interessanti le spedizioni sono i Saints, potenti boss che governano attraverso la paura e che comandano gigantesche creature cardinali. Ogni run permette inoltre di sbloccare nuove armi e potenziamenti, aprendo progressivamente nuove possibilità di costruzione.

Moonlighter 2: The Endless Vault

Dopo il successo del primo capitolo, Moonlighter 2: The Endless Vault è pronto a raccoglierne l’eredità con una formula che ancora una volta mescola gestione di un negozio, action RPG e meccaniche roguelite. Il protagonista è ancora Will, impegnato a condurre una doppia vita: durante il giorno gestisce il proprio negozio, mentre di notte si avventura all’interno di misteriosi vault interdimensionali alla ricerca di tesori da rivendere. Questa volta, però, il protagonista si ritrova senza un soldo in un nuovo villaggio, costringendolo a ricominciare da zero. Il combattimento è stato reso più rapido e dinamico e comprende quattro categorie di armi, diversi set di armature e quasi cento perk legati a negozio e dungeon. Il passaggio alla grafica tridimensionale rappresenta una delle principali novità rispetto al pixel art del predecessore, ma il cuore dell’esperienza resta invariato: bisogna decidere attentamente quali oggetti conservare e quali abbandonare per massimizzare i profitti, tenendo conto che morire significa perdere il bottino raccolto durante l’esplorazione. Tornati al negozio, bisognerà fissare i prezzi, contrattare con i clienti, sfruttare gli eventi e organizzare le esposizioni per aumentare gli incassi. La versione completa aggiungerà inoltre un nuovo finale e ulteriori contenuti.

Shroom and Gloom

Tra i deck builder più curiosi in arrivo troviamo Shroom and Gloom, un roguelite in prima persona che aggiunge una trovata decisamente particolare alla formula. Il gioco utilizza infatti due mazzi distinti: uno dedicato al combattimento e l’altro all’esplorazione. Il primo serve per affrontare le creature che popolano i dungeon, mentre il secondo permette di orientarsi e interagire con l’ambiente. La vera forza del sistema risiede però nella possibilità di modificare le carte e potenziarle praticamente senza limiti. Un attacco inizialmente insignificante può essere trasformato in una carta devastante, mentre una carta rara può essere modificata fino a generare combinazioni capaci di rompere completamente gli equilibri del gioco. Ma c’è un’altra trovata particolarmente originale: invece di concentrarsi sulla difesa, il giocatore dovrà letteralmente mangiare i nemici. Sarà possibile condirli, infilzarli o arrostirli prima di consumarli per recuperare salute. Gli avversari arrostiti potranno inoltre essere gettati in una pentola per preparare zuppe capaci di modificare l’andamento della run. Un’idea folle, ma proprio per questo estremamente intrigante.

Graveyard Keeper 2

Il cimitero più improbabile della storia dei videogiochi sta per riaprire i battenti con Graveyard Keeper 2, seguito di uno dei simulatori più irriverenti del panorama indie. Questa volta il giocatore vestirà i panni del Grande Inquisitore, alle prese con una vera e propria apocalisse zombie. La gestione del cimitero rimane comunque il cuore dell’esperienza, inserita in una struttura che ricorda i farming simulator e che permette di raccogliere flora, fauna e persino resti umani per costruire macchinari sempre più sofisticati. L’obiettivo è automatizzare la produzione e trasformare il lavoro in un’attività efficiente e redditizia. A occuparsi dei compiti più pesanti saranno gli stessi non morti, che potranno essere utilizzati come forza lavoro mentre il giocatore aiuta gli abitanti a ricostruire le loro case, naturalmente cercando di ottenere il massimo profitto possibile. La grande novità è rappresentata dalla guerra su larga scala: sarà possibile guidare gli zombie in battaglia, addestrarli, creare armature e armi per equipaggiarli e costruire torri e fortificazioni per proteggere la propria città. A fare da collante ci sarà ancora una volta l’umorismo nero e la scrittura dissacrante che hanno reso celebre la serie.

Wanderburg

Se avete sempre pensato che a un castello mancassero soltanto delle ruote per diventare una perfetta macchina da guerra, Wanderburg potrebbe essere il gioco che fa per voi. Questo action roguelite medievale mette infatti il giocatore al comando di una fortezza mobile, trasformando l’intero mondo in una gigantesca fonte di risorse. Villaggi in fuga, greggi di pecore, piccole fortezze e qualsiasi altra cosa si trovi sulla propria strada possono essere letteralmente divorati dal castello per aumentarne la potenza. Anche i castelli nemici diventano carburante per la crescita, dando vita a una sorta di “catena alimentare” applicata alla guerra medievale. La fortezza può essere progressivamente ampliata attraverso una struttura modulare, aggiungendo cannoni, torri arcane piene di maghi, giganteschi motori d’assedio alimentati a vapore e altre diavolerie. Non mancano nemmeno cavalieri che combattono in sella a biciclette, dettaglio sufficiente a far capire il tono volutamente assurdo dell’intera produzione. Tra una run e l’altra sarà possibile sbloccare nuovi moduli d’assedio, strutture, veicoli, artefatti e capitani, mentre biomi e livelli di difficoltà differenti dovrebbero garantire una buona varietà di situazioni.

Valheim

Dopo più di cinque anni e mezzo trascorsi in Early Access, settembre dovrebbe infine segnare un momento storico per Valheim, con l’arrivo della versione 1.0 del celebre survival crafting di Iron Gate. Il gioco, che ha conquistato milioni di giocatori fin dal debutto, mette da uno a dieci partecipanti nei panni di vichinghi morti e trasportati in una sorta di purgatorio generato proceduralmente, dove dovranno dimostrare il proprio valore a Odino. La struttura è quella del survival classico: raccogliere materiali, costruire strumenti, armi e armature, esplorare biomi differenti e affrontare giganteschi boss che sbloccano nuove possibilità di costruzione e accesso a territori ancora inesplorati. Il combattimento, però, richiede una buona preparazione: stamina, schivate, parate, contrattacchi e attacchi a distanza sono tutti elementi fondamentali, mentre il cibo consumato prima di una battaglia può fornire preziosi bonus. Anche il sistema di costruzione è più complesso di quanto possa sembrare, visto che tiene conto dell’integrità strutturale degli edifici e della ventilazione. La versione 1.0 promette inoltre una nuova area endgame nel profondo Nord, insieme a ulteriori nemici, strumenti e animali. Un traguardo importante per uno dei titoli indipendenti di maggior successo degli ultimi anni.

Scritto da
Silvia SiL Mannu

Nel lontano 1990 entro in una sala giochi e scopro i cabinati arcade. Da quel momento, la passione per i videogames non mi ha mai abbandonata. Oggi sono una PC Gamer legata soprattutto a titoli action, giochi di ruolo, stealth e picchiaduro.

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