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Warhammer 40.000: Boltgun 2 | Recensione

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Nel 2023 Auroch Digital aveva dimostrato che il cupo universo di Warhammer 40000 e la frenesia dei boomer shooter anni ’90 potevano convivere benissimo, regalando con Boltgun un omaggio a Doom e Quake capace di far sentire il giocatore un vero Space Marine, pur con qualche inciampo nel level design e qualche picco di difficoltà di troppo. 

Tre anni dopo lo studio torna a farci vivere l’epurazione con Boltgun 2 seguendo la regola d’oro dei sequel, quella del “di più e meglio”, e lo fa mettendo sul piatto premesse ben precise: due protagonisti giocabili con stili opposti, un arsenale più ampio, una campagna ramificata, ambientazioni lontane dai corridoi d’acciaio dell’originale e l’addio al frustrante sistema di resistenze, il tutto accompagnato da una colonna sonora originale.

Sulla carta c’è tutto per un sequel riuscito, resta da capire se Auroch Digital sia riuscita a mantenere le promesse e questa è la sede per scoprirlo.

Versione provata: PC

Purificazione con due protagonisti

La storia riprende da dove si era interrotto il primo capitolo e porta l’Ultramarine Malum Caedo e la Sorella Guerriera Nyra Veyrath in un sistema stellare isolato, dove Vashtorr l’Arkifane, un semidio di immenso potere, risveglia una gigantesca macchina demoniaca che annienta buona parte della flotta imperiale, costringendo i due a saltare da un mondo all’altro per estirpare la corruzione e ricacciarlo nel Warp. È un pretesto narrativo che, come da tradizione del genere, fa da collante tra una carneficina e l’altra, ma che i fan della lore apprezzeranno per la cura con cui richiama fazioni, nomi e iconografia del 41° millennio, raccontato da brevi filmati al completamento delle missioni che danno contesto senza mai spezzare il ritmo dell’azione. 

La novità più importante è la possibilità di scegliere all’inizio dell’avventura tra due protagonisti con armi, abilità e stile di gioco differenti e la differenza si sente fin dai primi minuti. Malum, veterano Sternguard già protagonista del capitolo d’esordio, è una palla da demolizione che avanza a testa bassa e sfonda le linee nemiche con spada a catena e fucile a pompa, mentre Nyra rinuncia alla corazza di uno Space Marine in cambio di un’agilità molto superiore, fatta di scivolate, rallentamenti del tempo a mezz’aria e attacchi rapidi con cui incenerisce i nemici a colpi di lanciafiamme.

La stessa missione cambia così a seconda di chi la affronta, con Malum che premia l’aggressività frontale e Nyra che chiede di restare sempre in movimento, ed è proprio questa doppia anima a giustificare una seconda partita una volta arrivati ai titoli di coda, anche perché il bilanciamento regge dall’inizio alla fine e diverte allo stesso modo con entrambi. L’arsenale è più ampio e in gran parte diverso per i due personaggi, con Nyra che attinge all’arsenale tipico delle Sorelle Guerriere, fatto di fiamme purificatrici e armi capaci di ridurre in cenere qualsiasi eretico, mentre i potenziamenti temporanei aggiungono pepe agli scontri. Alcune armi sono più efficaci di altre, ma nessuna si rivela davvero inutile, un bel passo avanti rispetto al predecessore, dove il bolter finiva per oscurare tutto il resto.

Anche il bestiario cresce, con nuove creature demoniache ad affiancare i volti già noti ai veterani della serie e una varietà di avversari che obbliga a cambiare spesso approccio e arma, e un’intelligenza artificiale aggressiva come ci si aspetta dal genere, ma è nelle boss fight che Boltgun 2 dà il meglio di sé, con scontri impegnativi e a tratti completamente folli, vere e proprie danze tra i colpi in cui bisogna imparare gli schemi d’attacco degli avversari, sfruttare ogni angolo dell’arena e non smettere mai di muoversi, pena una rapida e sanguinosa sconfitta.

La campagna diventa ramificata e lascia al giocatore la scelta del percorso, con bivi che conducono a livelli diversi a seconda della strada imboccata, tanto che una sola partita non basta per vedere tutto ciò che il gioco ha da offrire. La longevità non è certo il punto di forza del pacchetto, visto che i titoli di coda arrivano tra le 5 e le 7 ore in base alla difficoltà, ma la struttura invita a rigiocarlo almeno una seconda volta con l’altro protagonista, raddoppiando di fatto la durata, mentre i completisti a caccia di ogni percorso e segreto troveranno motivi per tornarci anche più a lungo.

Le ambientazioni spaziano dalle vertiginose altezze di una città alveare alle paludi di un mondo giungla fino a distese ghiacciate, ognuna con un’identità visiva ben precisa che risponde alle critiche di chi trovava il predecessore troppo monotono. Alternare mondi così diversi tiene vivo il ritmo dall’inizio alla fine ed evita quella sensazione di ripetitività che pesava sull’originale, dove si finiva per attraversare corridoi e strutture metalliche fin troppo simili tra loro.

La difficoltà cresce in modo graduale di missione in missione, con scontri sempre più serrati che costringono a sfruttare al meglio movimento e arsenale per restare in piedi, senza però mai trasformarsi in un muro invalicabile per chi ha un minimo di dimestichezza con il genere, mentre il livello di sfida più alto promette di essere un vero delirio, pensato per i veterani dei boomer shooter in cerca di una prova all’ultimo proiettile.

Direzione artistica e comparto tecnico

Sul piano visivo Boltgun 2 resta fedele alla pixel art anni ’90 del predecessore, rendendola più dettagliata e colorata e amplificando la violenza grafica tra esplosioni di sangue e brandelli di cultisti che volano ovunque, e dalle impostazioni si può scegliere come vedere il mondo di gioco, senza filtri, con un filtro retrò o con uno ultra retrò per chi vuole tornare davvero agli anni ’90. Al netto di qualche imperfezione grafica e qualche piccolo bug che non intacca l’esperienza, le prestazioni su PC sono impeccabili, complice un motore tutt’altro che esigente, mentre la colonna sonora è una vera bomba sostenuta da ottimi effetti sonori che “gasa” il giocatore durante l’avventura e fa sentire tutta la violenza dell’epurazione.

Missione Completata?

Boltgun 2 non reinventa di certo la formula, ma è un ottimo passo avanti rispetto al primo capitolo, con due protagonisti che offrono modi diversi di vivere gli stessi scontri, armi e ambientazioni che rispondono alle critiche mosse al capostipite. Forse il limite della formula è proprio la fedeltà assoluta all’old school, a tratti eccessiva, che lascia poco spazio a un guizzo originale, ma è un difetto che pesa poco quando il risultato è uno sparatutto così solido, divertente e impegnativo.

Chi ha amato il primo capitolo troverà qui tutto ciò che cercava in una veste più ricca e rifinita e anche chi non l’ha mai giocato può gettarsi nella mischia senza timori, visto che per godersi la carneficina non serve conoscere gli eventi precedenti, mentre chi sperava in una piccola rivoluzione del genere dovrà accontentarsi di un’ottima variazione sul tema.

Il codice per la recensione è stato fornito dal publisher

8.2
Verdetto
Riassunto

Warhammer 40000: Boltgun 2 prende tutto ciò che funzionava nel primo capitolo e lo moltiplica, con due protagonisti ben bilanciati, armi finalmente equilibrate e boss fight da ricordare, e pur restando fin troppo ancorato alla tradizione per sorprendere davvero si conferma un ottimo FPS retrò, capace di divertire dall'inizio alla fine.

Pro
Campagna valida e rigiocabile... Ottima lettera d'amore al passato... Due protagonisti due modi di giocare Notevole passo avanti rispetto al primo capitolo
Contro
...ma la trama è un semplice pretesto per epurare ...forse anche fin troppo
  • Giudizio Complessivo8.2
Scritto da
Daniele Madau

Quando avevo 7 anni mio padre mi ha fatto giocare con lui a Metal Gear e da allora con i videogiochi è stato solo amore. RPG, Survival Horror e, ovviamente, Stealth Game sono i miei preferiti.

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