Il successo di un videogioco non sembra più essere una garanzia per chi lo realizza. A dimostrarlo è l’ennesima ondata di licenziamenti annunciata da Ubisoft, che questa volta coinvolge anche lo studio responsabile di Assassin’s Creed: Black Flag Resynced.
Il remake dell’amata avventura di Edward Kenway, pubblicato lo scorso luglio, ha infatti registrato risultati commerciali estremamente positivi. Numeri che, tuttavia, non sono bastati a mettere al riparo i suoi sviluppatori.
Ubisoft continua a ridimensionare i propri studi
Come riportato da Tech4Gamers, Ubisoft Singapore subirà un taglio di 70 dipendenti, pari a circa il 20% del personale. La decisione rientra nel processo di ristrutturazione aziendale avviato dal publisher francese, che punta a riorganizzare le proprie risorse in funzione dei progetti futuri.
La compagnia ha precisato che lo studio continuerà comunque a ricoprire un ruolo importante nella propria struttura produttiva.
Ma le difficoltà non si fermano a Singapore. Ubisoft ha infatti proposto anche la chiusura dello studio finlandese RedLynx, conosciuto soprattutto per la serie Trials, con ulteriori 52 posti di lavoro a rischio. La decisione dovrà però affrontare le procedure di consultazione previste dalla legislazione locale.
A rendere amaramente ironica la vicenda sono i risultati di Black Flag Resynced: il titolo ha venduto 2 milioni di copie nel primo giorno e oltre 3 milioni nella prima settimana, confermandosi uno dei maggiori successi recenti della compagnia.
Nella nostra recensione di Assassin’s Creed: Black Flag Resynced avevamo sottolineato la qualità del comparto tecnico e la riuscita dell’operazione nostalgica, pur evidenziando alcune occasioni mancate sul fronte del gameplay e della narrazione.
Resta quindi evidente il contrasto tra gli ottimi risultati raggiunti dal progetto e le difficoltà che continuano a interessare i suoi sviluppatori.
E voi cosa ne pensate? Trovate giustificabile una ristrutturazione di queste dimensioni anche dopo un successo commerciale così importante?
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