Il genere survival horror ha spesso fatto della solitudine e della vulnerabilità del protagonista due elementi fondamentali per costruire la tensione. Con Beyond the Dark: Nightwatch, Atlantis Studio prova invece a ribaltare questa concezione, proponendo un’esperienza nella quale la sopravvivenza dipende interamente dalla collaborazione tra due giocatori. Disponibile dal 22 ottobre in esclusiva su Nintendo Switch 2, il titolo combina le dinamiche di un’escape room con quelle di un horror asimmetrico, affidando ai partecipanti ruoli profondamente differenti.
L’idea alla base della produzione è indubbiamente interessante, ossia mentre un giocatore esplora una misteriosa abitazione cercando di sfuggire a una creatura letale, il secondo osserva gli ambienti attraverso un sistema di sorveglianza, fornendo indicazioni e individuando eventuali pericoli. La comunicazione diventa quindi uno strumento indispensabile, capace di fare la differenza tra la sopravvivenza e l’ennesimo tentativo fallito.
Sarà quindi riuscito il compito? Scopriamolo insieme.
Non svegliare il can che dorme
La premessa narrativa di Beyond the Dark: Nightwatch è volutamente essenziale. Uno dei due protagonisti si risveglia all’interno di un’abitazione sconosciuta, apparentemente disabitata, senza sapere come sia arrivato lì e soprattutto come riuscire a fuggire. Ben presto diventa evidente che qualcosa di estremamente pericoloso si aggira tra le stanze: Gloam, una misteriosa creatura sensibile ai rumori, pronta a inseguire chiunque abbia la sfortuna di attirare la sua attenzione.
La casa rappresenta il vero fulcro dell’avventura, non soltanto come ambientazione, ma anche come luogo ricco di segreti da scoprire. Durante l’esplorazione è possibile imbattersi in documenti, oggetti e indizi che permettono di ricostruire progressivamente gli eventi e comprendere meglio la natura dell’inquietante situazione.
Gli ambienti presentano una discreta varietà, passando da stanze dall’aspetto moderno e quasi asettico a spazi decisamente più suggestivi, come un cinema, un acquario e diverse aree di servizio. Questa diversificazione contribuisce ad alimentare la curiosità e rende interessante scoprire cosa si nasconda dietro ogni nuova porta.
La narrazione privilegia dunque il racconto ambientale rispetto alle sequenze cinematografiche, lasciando ai giocatori il compito di interpretare quanto scoperto. Si tratta di un approccio coerente con la natura investigativa dell’esperienza, anche se la conclusione dell’avventura risulta piuttosto brusca e poco appagante, soprattutto considerando gli sforzi necessari per raggiungerla.
Guidare o essere guidati
Il principale punto di forza di Beyond the Dark: Nightwatch risiede nella sua struttura cooperativa asimmetrica, che obbliga i due giocatori a collaborare costantemente pur disponendo di strumenti e informazioni completamente differenti.
Il primo interpreta l’Esploratore, chiamato a muoversi in prima persona all’interno della casa, recuperare oggetti, interagire con gli ambienti e risolvere enigmi. La sua condizione è particolarmente vulnerabile: la visibilità è limitata, ogni rumore può attirare la creatura e spesso è impossibile comprendere quale direzione seguire senza l’aiuto del compagno.
Il secondo giocatore assume invece il ruolo dell’Overseer, una sorta di operatore di sicurezza che controlla le telecamere dell’abitazione. Attraverso i monitor può individuare oggetti, consultare informazioni, controllare gli obiettivi e soprattutto monitorare gli spostamenti di Gloam. Dispone inoltre di strumenti per distrarre temporaneamente il mostro, sebbene il loro utilizzo comporti alcune conseguenze, come la perdita definitiva del segnale di determinate telecamere.
La comunicazione rappresenta quindi il cuore dell’intero sistema. L’Esploratore deve fidarsi delle indicazioni ricevute, mentre l’Overseer deve osservare attentamente la situazione e reagire rapidamente agli imprevisti. Quando questa collaborazione funziona, il gioco riesce a costruire sequenze particolarmente coinvolgenti, nelle quali anche attraversare un semplice corridoio può trasformarsi in un momento di grande tensione.
Non mancano, tuttavia, alcuni limiti piuttosto evidenti. L’intelligenza artificiale della creatura si dimostra spesso eccessivamente aggressiva, dando talvolta l’impressione di conoscere in anticipo la posizione dell’Esploratore. Questo comportamento può generare situazioni frustranti, costringendo entrambi i giocatori ad attendere a lungo prima di poter riprendere l’esplorazione.
A complicare ulteriormente le cose interviene una struttura basata sulla ripetizione dei tentativi. La morte comporta infatti la necessità di ricominciare l’avventura, perdendo gran parte dei progressi e degli oggetti raccolti, pur conservando documenti e informazioni. Alcune scorciatoie consentono di velocizzare le sessioni successive, ma non bastano a eliminare una sensazione di ripetitività che diventa particolarmente evidente nella seconda metà del gioco.
La durata complessiva si aggira intorno alle cinque o sei ore, considerando i numerosi tentativi necessari per comprendere le meccaniche e completare l’avventura. Una volta acquisita sufficiente familiarità, tuttavia, è possibile portare a termine una partita in tempi decisamente più contenuti.
Da segnalare infine il supporto alla cooperazione locale e online, con la necessità di utilizzare due console separate. La presenza del Friend’s Pass permette fortunatamente di condividere l’esperienza con un amico utilizzando una sola copia acquistata.
Comparto tecnico e artistico
Dal punto di vista visivo, Beyond the Dark: Nightwatch sfrutta una versione personalizzata di Unreal Engine 5 per costruire ambientazioni che puntano principalmente sull’atmosfera. L’illuminazione ridotta, le stanze immerse nell’oscurità e il contrasto tra ambienti moderni e spazi più inquietanti contribuiscono a trasmettere un costante senso di insicurezza.
La direzione artistica riesce a valorizzare la natura claustrofobica dell’esperienza, mentre il sistema di telecamere introduce una prospettiva visiva alternativa che rafforza l’identità del progetto. Non tutto, però, funziona alla perfezione: la leggibilità di alcuni ambienti e l’interfaccia dell’Overseer possono risultare poco intuitive, ostacolando occasionalmente la comunicazione tra i partecipanti.
Emergono inoltre diverse imperfezioni tecniche, soprattutto legate ai comportamenti della creatura, che può rimanere bloccata contro alcuni elementi dello scenario. Anche il funzionamento delle telecamere non appare sempre coerente, dando origine a inconvenienti che rischiano di influenzare negativamente partite già particolarmente punitive.
Più convincente il comparto sonoro, elemento essenziale per un horror costruito attorno alla percezione del pericolo. I rumori ambientali e gli effetti sonori contribuiscono a mantenere alta la tensione, assumendo anche un’importante funzione pratica durante gli spostamenti. La colonna sonora firmata da Oscar Araujo accompagna efficacemente l’atmosfera inquietante, mentre la partecipazione di Troy Baker alla narrazione introduttiva aggiunge ulteriore personalità alla produzione.
Il codice per la recensione è stato fornito dal publisher.

Verdetto
Riassunto
Beyond the Dark: Nightwatch è un survival horror dalle buone idee, ma dalla realizzazione discontinua. La cooperazione asimmetrica rappresenta un'intuizione riuscita, capace di regalare momenti memorabili quando entrambi i giocatori riescono a coordinarsi. Tuttavia, l'intelligenza artificiale poco equilibrata, la ripetitività dei tentativi e alcune problematiche tecniche impediscono al titolo di esprimere pienamente il proprio potenziale. Rimane comunque un'esperienza interessante per chi cerca un horror diverso dal solito, da affrontare rigorosamente in compagnia di un amico e con una buona dose di pazienza.
Pro
Cooperazione asimmetrica originale e coinvolgente Atmosfera horror efficace, con momenti di autentica tensioneContro
Intelligenza artificiale del mostro troppo aggressiva e poco equilibrata Progressione ripetitiva e frustrante, soprattutto dopo numerosi fallimenti- Valutazione6.5




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