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Bacurau | Recensione Blu-ray

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Kleber Mendonça Filho e il suo fidato collaboratore e sceneggiatore Juliano Dornelles firmano insieme nel 2019 il film distopico Bacurau, una visione simbolica sulla presidenza di Jair Bolsonaro, e della sua progressiva demolizione del settore culturale e messa in pericolo del patrimonio storico del Brasile. Dopo anni nei quali la pellicola è stata sostanzialmente inedita in Italia, CG Entertainment porta in Blu-ray questa particolare opera a quattro mani, in concomitanza con l’uscita in home video de L’agente segreto, del quale vi avevamo già parlato.

Scontro tra civiltà e inciviltà

Bacurau, un piccolo villaggio sperduto, ospita appena una cinquantina di abitanti. Abbandonato dal governo, riceve soltanto le sporadiche visite di un politico codardo in cerca di rielezione, il quale tenta di comprarne il favore scaricando dal cassone di un camion della spazzatura montagne di libri, come fossero rifiuti, e distribuendo viveri ormai scaduti. Immuni a qualsiasi tentativo di seduzione elettorale, gli abitanti si barricano nelle loro case e lo ricoprono di insulti. Pretendono che venga loro restituito l’accesso all’acqua, negato da imprecisate forze militari. Il politico si rifiuta di intervenire e, da un giorno all’altro, Bacurau viene letteralmente cancellata dalla mappa. Abbandonato al proprio destino, il villaggio può contare solo sulla solidarietà dei suoi abitanti, profondamente legati alla loro terra. Ma improvvisamente una milizia americana invade la zona e inizia a massacrarli senza pietà, per ragioni che inizialmente rimangono oscure.

Bacurau è attraversato da un’aura spettrale, magica e misteriosa, da una spiritualità vibrante che si cela sotto un racconto apparentemente oscuro. Più la milizia avanza, invade e uccide, più sembra che Bacurau venga animata da uno spirito invisibile e potente che attraversa le strade dissestate, le carcasse delle auto crivellate di colpi e gli stessi abitanti del villaggio, senza mai manifestarsi del tutto. Inizialmente questo elemento enigmatico coincide con l’assenza di una spiegazione per il massacro: il paese viene sorvegliato da un drone, tenuto sotto controllo e infine assaltato senza apparenti motivazioni. Ben presto, però, si comprende che il gruppo di assassini agisce semplicemente seguendo ordini impartiti attraverso auricolari bianchi. Di fronte a una violenza tanto gratuita, è impossibile non vedere in loro individui ormai completamente disumanizzati, incapaci persino di rendersi conto delle proprie azioni e dell’enorme squilibrio tra il loro armamento tecnologicamente avanzato e le vittime praticamente indifese.

Modernità e antichità

Sul piano formale, questo squilibrio prende corpo attraverso il contrasto fra un montaggio classico, quasi meccanico, costruito su ellissi, e immagini digitali catturate mediante strumenti moderni come droni e sofisticate gru cinematografiche. Tale scelta estetica dà forma allo scontro tra il mondo antico e quello moderno, incarnato dalla milizia, la quale rifiuta perfino di visitare il piccolo museo del paese quando glielo viene suggerito. Se lo avesse fatto, avrebbe scoperto la vera identità della comunità: un popolo storicamente combattivo, orgoglioso delle proprie radici culturali, che conserva nel museo una collezione di antichi fucili e pistole ancora perfettamente funzionanti. Una conoscenza che avrebbe forse evitato il sanguinoso contrattacco degli abitanti di Bacurau.

L’ignoranza culturale della milizia, il suo oscurantismo, la priva degli strumenti necessari per comprendere il mondo e, in questo caso, per intuire le reali intenzioni e le risorse della comunità che intende annientare. Al contrario, ciò che salva gli abitanti è proprio la consapevolezza della propria storia. Le loro armi non sono moderne, fredde e sofisticate come quelle degli invasori, ma reliquie di una cultura preservata con fatica e trasformate nuovamente negli strumenti di difesa che erano state un tempo.

Metafora dell’agonia della cultura brasiliana e globale, Bacurau mostra con lucidità quanto il vuoto intellettuale possa generare stupidità e violenza. Grazie all’intuizione creativa dei suoi autori, il film suona come un presagio funebre della sorte delle istituzioni culturali intrappolate nella logica della redditività economica.

L’edizione Blu-ray

Come accaduto per l’uscita de L’agente segreto, anche per Bacurau CG Entertainment propone un’edizione Blu-ray ricchissima di extra. In particolare siamo felici di evidenziare la presenza di quattro cortometraggi di Kleber Mendonça Filho: Vinil Verde (2004), Eletrodomestica (2005), Recife frio (2008), A copa do mondo no recife (2014). Ottima la qualità visiva, anche se a differenza de L’agente segreto non è disponibile un disco in 4K. Per quel che riguarda il comparto audio segnaliamo la presenza delle tracce Dolby Digital 2.0 in italiano e in lingua originale e DTS HD Master Audio 5.1 in italiano e in lingua originale. Non manca poi anche il trailer del film nel comparto degli extra.

Prodotto fornito da CG Entertainment

4.25
Riassunto
Riassunto

Bacurau di Kleber Mendonça Filho e Juliano Dornelles è una pellicola tanto divertente quanto simbolica, e un monito sulla precarietà della cultura in tutto il globo, non solo nel Brasile della presidenza Bolsonaro. È un film di resistenza, giustamente celebrato a Cannes nel 2019 con il Premio della Giuria. L’edizione Blu-ray di CG Entertainment è particolarmente ricca, e vede la presenza di ben 4 cortometraggi di Mendonça Filho.

  • Giudizio complessivo4.25
Scritto da
Silvia SiL Mannu

Nel lontano 1990 entro in una sala giochi e scopro i cabinati arcade. Da quel momento, la passione per i videogames non mi ha mai abbandonata. Oggi sono una PC Gamer legata soprattutto a titoli action, giochi di ruolo, stealth e picchiaduro.

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