The Long Walk è l’adattamento del primo romanzo cult di Stephen King. Un ritorno alle origini con la storia che ha dato il via al genere battle royal, e che viene proposto in edizione Blu-ray da CG Entertainment.
The Long Walk è diretto da Francis Lawrence. Inizialmente regista di videoclip musicali per grandi star come Jennifer Lopez, Lady Gaga, Beyoncé e Shakira, Lawrence si è avvicinato al cinema con Constantine, per poi lavorare all’intera saga di Hunger Games.
La storia è ambientata in un futuro imprecisato, ma non troppo distante dall’America contemporanea. Ogni anno, a partire dal primo maggio, una competizione chiamata La lunga marcia viene trasmessa in televisione, riscuotendo un enorme successo. Un gruppo di adolescenti deve camminare giorno e notte senza interruzioni, mantenendo una velocità minima prestabilita e senza avere un traguardo da raggiungere. Se un partecipante si ferma, viene giustiziato. L’ultimo rimasto in piedi è il vincitore.
Le ragioni alla base della marcia rimangono poco chiare, ma in fondo non sono importanti. Seguiamo così il giovane Raymond «Ray» Garraty nel corso della sua lunga marcia, insieme agli altri cinquanta concorrenti. I partecipanti sono scortati da militari che forniscono loro acqua e razioni alimentari, agli ordini di un comandante, il cui nome non viene mai rivelato perché, semplicemente, non è necessario. Il film si configura quindi come un road movie, scandito dalle conversazioni tra i protagonisti e dalle esecuzioni.
Ne rimarrà soltanto uno
Siamo di fronte all’ennesimo adattamento di un romanzo di Stephen King, ma qui non c’è nulla di soprannaturale: The Long Walk è la storia originaria di una competizione televisiva nella quale adolescenti vengono costretti a uccidersi a vicenda, con qualche aiuto logistico da parte degli organizzatori e l’aggiunta fondamentale della dimensione spettacolare. Tra le opere più conosciute che devono molto a questo modello narrativo troviamo L’implacabile (The Running Man), tratto anch’esso da un romanzo di King, Battle Royale e Hunger Games. Il film rappresenta quindi un ritorno alle origini del genere, se non addirittura un omaggio alle sue fondamenta.
Se l’atmosfera generale della marcia ricorda il viaggio dei ragazzi di Stand by Me – Ricordo di un’estate, il film dissemina lungo il percorso anche alcuni riferimenti ad altri adattamenti cinematografici delle opere di King. Un grosso San Bernardo, richiamo a Cujo, e poco più avanti una Plymouth del 1957 che rimanda a Christine – La macchina infernale, sono soltanto alcuni degli indizi da individuare.
The Long Walk è un adattamento piuttosto fedele del romanzo omonimo, fatta eccezione per il finale alternativo. Oltre a rappresentare un’evidente metafora della dura realtà della nostra società, il film affronta indirettamente l’ossessione dell’essere umano per la violenza e l’assurdità della guerra, che manda i giovani a morire senza una ragione valida. L’opera riflette anche sull’illusione della libertà di scelta all’interno di uno Stato fascista.
L’autorità assoluta dovrebbe essere rappresentata in maniera caricaturale, ma l’interpretazione del Comandante offerta da Mark Hamill è talmente credibile da risultare inquietante, soprattutto per le somiglianze con comportamenti che possiamo riconoscere nella realtà.
Prima di tutto, gli amici
Tra i concorrenti troviamo Cooper Hoffman nel ruolo del protagonista, Raymond Garraty. E il giovane attore dimostra perché sia già stato candidato ai Golden Globe come miglior attore, dopo la grandissima prova di esordio in Licorice Pizza di Paul Thomas Anderson.
Hoffman dà vita a un personaggio sensibile, capace di controllare la propria rabbia senza nasconderla del tutto, e che osserva il mondo attraverso gli occhi di un adolescente. Ogni gesto e ogni battuta contribuiscono a conferire al ruolo la complessità necessaria. Ray è un protagonista con cui viene spontaneo condividere il cammino, al punto da desiderare che riesca a vincere.
Tra i compagni di sventura è difficile non soffermarsi su David Jonsson, che interpreta Peter McVries. L’attore si era fatto conoscere dal grande pubblico soltanto qualche tempo prima grazie ad Alien: Romulus. Il suo personaggio è concepito per suscitare curiosità e mantenere un alone di mistero, ma Jonsson riesce ad arricchirlo di sfumature, rendendolo ancora più affascinante e spingendo lo spettatore a voler conoscere ogni dettaglio della sua storia.
È impossibile non affezionarsi a Peter, alla speranza e alla gioia che riesce a trasmettere lungo il percorso. Ma anche Ray e tutti gli altri concorrenti conquistano progressivamente il nostro interesse. Il resto del cast comprende diversi giovani interpreti da tenere d’occhio, come Ben Wang e Roman Griffin Davis, già apparso in Jojo Rabbit.
Ciò che conta è il viaggio
Vorremmo che tutti riuscissero a vincere e potessero vivere felici. Questo coinvolgimento emotivo nasce dalla qualità della scrittura, che trasforma il viaggio in uno spazio narrativo ristretto nel quale impariamo a conoscere le vite dei singoli concorrenti.
Alcune storie personali possono apparire piuttosto ordinarie, ma bisogna ricordare che ci troviamo nel territorio narrativo abituale di Stephen King. Apprezziamo i momenti di tregua condivisi dai protagonisti, proprio come temiamo il momento in cui qualcuno di loro sarà costretto a cedere. Scopriamo le loro motivazioni, che talvolta finiamo persino per giudicare.
La sceneggiatura si concede anche il lusso di mostrare l’evoluzione di alcuni partecipanti, lasciando intravedere per ciascuno di loro la possibilità di un futuro. Ogni chilometro percorso rappresenta una piccola vittoria, ma significa anche avvicinarsi sempre di più alla conclusione.
L’esito della competizione sarà inevitabilmente segnato da perdite e tragedie, con la solitudine come unica ricompensa. Le emozioni attraversano lo schermo e rendono la nostra permanenza in sala sempre più scomoda, mentre accompagniamo i protagonisti lungo il loro cammino. Rimane soltanto la flebile speranza di un ipotetico colpo di scena che possa liberarli da un destino già scritto, e liberare anche noi dalla prospettiva di un epilogo inevitabile.
Partendo da un’atmosfera quasi goliardica, caratterizzata dalle battute e dalla spensieratezza iniziale dei partecipanti, il lungometraggio scivola progressivamente verso la crudeltà, con una precisione e un’efficacia davvero impressionanti.
Il minimalismo della scrittura e della regia lascia spazio alla riflessione e alle emozioni. Non si tratta di una rinuncia, ma di una precisa scelta stilistica che punta all’efficacia narrativa. Ciò che conta è il viaggio, non la destinazione, anche perché una vera destinazione non esiste. E non esiste nemmeno un finale che si possa davvero desiderare.
L’edizione 4K + Blu-ray

The Long Walk viene distribuito da CG Entertainment in questa ottima edizione che comprende Blu-ray 4K e Blu-ray standard, che comprende peraltro parecchi extra. Abbiamo Ever Onward, un documentario sul Making of della pellicola, l’analisi di una scena che ha come protagonisti i personaggi di Cooper e di David, un omaggio al Re del Brivido, Stephen King, il finale alternativo e il trailer.
La qualità dell’immagine è eccellente, anche grazie alla fonte di partenza, e nell’edizione 4k prevede una risoluzione di 2160p UHD con rapporto 2m39:1 e HDR10, mentre il Blu-ray abbiamo una risoluzione 1080p. Per quel che concerne il comparto audio, abbiamo le classiche quattro tracce: Dolby Digital 2.0 in italiano e in lingua originale e DTS HD Master Audio 5.1 in italiano e in lingua originale.
Prodotto fornito da CG Entertainment

Riassunto
Riassunto
The Long Walk pone poche domande, preferendo denunciare e mettere in guardia lo spettatore. Con questo adattamento del romanzo di Stephen King, il cinema recupera il posto discreto di questa storia come pietra miliare originaria del genere, rendendola, paradossalmente, più attuale che mai. La regia mantiene un ritmo costante, mentre le immagini e alcuni dialoghi rimangono impressi nella memoria. L'aspetto più importante, però, è che i personaggi riescono a conquistare il pubblico: un elemento indispensabile affinché l'intera operazione funzioni. Percorriamo insieme a loro questo tratto di strada e, una volta arrivati alla fine, ne usciamo con un senso di tristezza e amarezza. L’edizione 4K + Bluray di CG Entertainment è eccellente: a fronte di un ottimo master di partenza, il cofanetto comprende svariati extra, con in particolare un Making of che fa sempre gola ai cinefili.
- Giudizio complessivo4
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