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Twixt | Recensione Blu-ray

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Il rapporto di Francis Ford Coppola con la critica negli ultimi 30 anni è stato a dir poco contrastato. Dopo il clamoroso successo del magnifico ed immaginifico Bram Stoker’s Dracula nel 1992, il regista italoamericano venne letteralmente massacrato per la commedia Jack con protagonista Robin Williams. Le conseguenze furono tremende, con il pubblico che ignorò The Rainmaker temendo che Coppola avesse perso il suo smalto. Due flop consecutivi erano difficili da digerire anche per chi diresse alcuni dei film più importanti della storia del cinema, come Il Padrino e Apocalypse Now e, come sappiamo, Hollywood perdona tutto, tranne i fallimenti economici.

Fu così che Francis Ford Coppola si ritirò dalle scene per un decennio, prima di dare il via ad una trilogia di progetti intimi e personali iniziata con Un’altra giovinezza nel 2007, proseguita con Segreti di famiglia nel 2009 e conclusa con Twixt nel 2011.

Il titolo è traducibile come “tra due mondi” o “stato intermedio”, e mette in evidenza la condizione del protagonista, Hall Baltimore, sospeso in un limbo sotto molteplici aspetti. Se consideriamo la sua vita privata, è ancora devastato dal lutto per la figlia Vicky, morta prematuramente in un tragico incidente in barca. Inoltre, è uno scrittore di romanzi fantastici bloccato tra la stesura di due libri. Sul piano geografico, si trova in soggiorno in una sperduta cittadina dell’America più profonda, a metà strada fra due grandi centri urbani. Ed infine, lo troviamo diviso anche nel piano mentale, dove sembra galleggiare in uno stato di semi-incoscienza, alimentato anche dal suo alcolismo, che gli rende sempre più difficile distinguere il sogno dalla realtà.

Ma questo “tra due mondi” evocato dal titolo potrebbe descrivere anche lo stesso Coppola e il modo in cui affronta questo film apparentemente “minore”: un horror di serie B solo in apparenza, destinato a colmare l’intervallo fra il melodramma familiare Segreti di famiglia e il gigantesco progetto che sarebbe poi diventato il visionario Megalopolis, completato soltanto tredici anni più tardi.

Tra due mondi

Twixt si presenta quindi come un’opera di genere, un racconto di vampiri nel quale uno scrittore specializzato in storie di stregoneria, Hall Baltimore (Val Kilmer), si ritrova isolato in una piccola cittadina teatro di sanguinosi omicidi, di presunti vampiri uccisi con paletti di legno e infestata dal ricordo di una serie di delitti di bambini compiuti negli anni Cinquanta da un pastore protestante. A tutto ciò si aggiungono viaggi nel tempo attraverso i sogni, favoriti da un campanile dotato di sette quadranti che sembrerebbe sospendere la città in una dimensione fuori dal tempo, e la presenza spettrale di Edgar Allan Poe, sorta di Caronte che guida Baltimore nei limbi dei suoi sogni, alimentati dall’alcol e dai farmaci, verso la soluzione di un enigma apparentemente assurdo ma la cui risposta è tanto evidente e vicina quanto la celebre lettera nascosta del racconto di Poe.

Da questo affascinante miscuglio di suggestioni, raccontato attraverso improvvisi cambi di direzione e continue deviazioni narrative, nasce quello che probabilmente è uno dei film più personali e commoventi dell’intera filmografia di Coppola.

Per realizzare questo “piccolo” film ludico e al tempo stesso profondamente intimo, Coppola aveva però bisogno innanzitutto di sentirsi al sicuro, circondato dagli affetti, in famiglia. E se Twixt parla esplicitamente dei legami familiari, soprattutto del rapporto fra un padre e i suoi figli, anche il modo in cui il film è stato concepito riflette una complessa rete di relazioni, di sangue e non solo.

Nella scelta della troupe e del cast, Coppola si è infatti affidato alla propria “famiglia”, sia quella biologica sia quella cinematografica, estendendo però questo concetto anche a rapporti del passato, magari ormai conclusi ma comunque importanti. Oltre alla presenza della figlia Gia nel ruolo di consulente creativa, è significativo ritrovare diversi interpreti ormai stabilmente inseriti nella “famiglia cinematografica” del regista.

V, la misteriosa ragazza dall’aura vampiresca che Hall Baltimore incontra nei propri sogni, è interpretata da Elle Fanning, protagonista appena un anno prima di Somewhere, diretto dalla figlia Sofia Coppola. Allo stesso modo Alden Ehrenreich, già interprete di Tetro e anch’egli presente in Segreti di famiglia, va ad ampliare ulteriormente questa sorta di famiglia artistica costruita dal regista nel corso degli anni.

Rivedendo oggi Twixt e conoscendo ciò che sarebbe accaduto in seguito a Val Kilmer, è impossibile non provare una particolare commozione davanti a un piccolo gesto che l’attore ripete più volte nel corso del film. Ogni volta che Baltimore si trova davanti al computer, sia per parlare con la moglie o con il suo editore sia per cercare di scrivere, porta istintivamente una mano alla gola, come se cercasse la voce o l’ispirazione. Soltanto quattro anni dopo la realizzazione del film, Kilmer avrebbe ricevuto la diagnosi di un tumore alla gola che lo avrebbe progressivamente privato della voce e profondamente debilitato, fino a portarlo alla sua triste e prematura dipartita nell’aprile dello scorso anno.

Ma soprattutto il film rappresenta una confessione profondamente autobiografica da parte di Francis Ford Coppola. Attraverso questa storia il regista rende omaggio al figlio Gian-Carlo, morto in un incidente in barca, e soprattutto affronta il proprio vissuto rispetto a quella tragedia, mettendo in scena il senso di colpa che da allora non lo ha mai abbandonato.

Sono molte le scene che potremmo definire catartiche e che danno un senso assolutamente privato e fami(g)liare all’operazione alla base di Twixt. Per un grande autore come Coppola, quale luogo migliore del cinema stesso per evocare la memoria di una persona scomparsa e, allo stesso tempo, affrontare una profonda autocritica che coinvolge la propria famiglia e il suo intimo?

L’edizione Blu-ray

Proprio come nel caso di Dellamorte Dellamore, CG Entertainment propone questa edizione Blu-ray di Twixt dopo il successo della sua campagna Start-up, che aveva proposto ai finanziatori un cofanetto con copertina cartonata. Qui invece abbiamo un semplice amaray, e purtroppo il comparto extra prevede unicamente il trailer del film, ma per quanto riguarda i comparti tecnici siamo su alti livelli. Abbiamo un’ottima resa visiva, con immagini ben definite e un formato 2.20:1 che rispetta a pieno le intenzioni di Coppola. Per quel che concerne l’audio, segnaliamo che il film non è stato doppiato in italiano (al tempo non fu nemmeno distribuito su grande schermo…) e quindi sono unicamente disponibili le tracce in lingua originale Dolby Digital 2.0 e Dolby Digital 5.1, ovviamente sottotitolate nella nostra lingua.

Prodotto fornito da CG Entertainment

4.25
Riassunto
Riassunto

Twixt è una pellicola che ci lascia sospesi tra sogno e realtà, tra dramma privato e messa in scena in pubblico. Ingiustamente bollato da una certa critica come una sciocchezza, Twixt è invece una pellicola ricca di immaginazione e di sentimento, e che non deve assolutamente essere trascurata dagli appassionati di cinema. Grazie a CG Entertainment per aver portato in home video questo piccolo gioiello di uno dei più grandi maestri del cinema, che al tempo non trovò distribuzione nelle sale.

  • Giudizio complessivo4.25
Scritto da
Silvia SiL Mannu

Nel lontano 1990 entro in una sala giochi e scopro i cabinati arcade. Da quel momento, la passione per i videogames non mi ha mai abbandonata. Oggi sono una PC Gamer legata soprattutto a titoli action, giochi di ruolo, stealth e picchiaduro.

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