A cura di Riccardo Furieri
Ci sono diversi modi per capire che una Gamescom è davvero finita. Il primo è quando esci per l’ultima volta dai padiglioni di Koelnmesse. Il secondo è quando riesci, attraverso tecniche che la fisica moderna ancora fatica a spiegare, a far entrare nella stessa valigia vestiti, gadget, documenti, merchandise e tutto ciò che hai accumulato durante la settimana. Il terzo è quando arrivi finalmente a casa. Nel nostro caso, però, ne serviva anche un quarto: aprire la gigantesca scatola HoYoverse ricevuta durante l’afterparty di Colonia.
Avevamo resistito per tutto il viaggio di ritorno, o quasi. Dopo giorni intensissimi trascorsi tra appuntamenti, anteprime, incontri, chilometri macinati nei padiglioni e una quantità non meglio precisata di gadget che ha seriamente messo in discussione la sopravvivenza delle nostre valigie, avevamo deciso che il gift set HoYoverse sarebbe rimasto chiuso fino al rientro in Italia. Missione compiuta. Una volta arrivati a casa, però, la stanchezza ha perso immediatamente la sua battaglia contro la curiosità. Quella scatola andava aperta.
Il gift set HoYoverse non è il classico pacco da fiera
Lo diciamo subito: ci aspettavamo qualcosa di molto più tradizionale. Quando durante un evento viene consegnato un gift set, generalmente il copione è abbastanza prevedibile: borsa brandizzata, qualche gadget, magari una borraccia, adesivi e altri oggetti destinati prima o poi a colonizzare la redazione. HoYoverse ha scelto invece una strada diversa. Una volta aperta la confezione ci siamo trovati davanti a una selezione sorprendentemente coerente di prodotti dedicati soprattutto a due concetti: viaggiare e rilassarsi. Considerando che il pacco ci è stato consegnato al termine di una Gamescom, difficile immaginare un tema più appropriato. E, cosa ancora più importante, quasi tutto ciò che abbiamo trovato dentro è qualcosa che utilizzeremo realmente.
L’adattatore universale HoYoverse vince già tutto
Partiamo probabilmente dall’oggetto più utile dell’intero set: un adattatore universale da viaggio HoYoverse, fornito con la sua custodia e pensato per funzionare con diversi standard internazionali. Per chi viaggia frequentemente per fiere, eventi e appuntamenti di lavoro è praticamente il genere di accessorio che dovrebbe vivere permanentemente nello zaino. Fantastico, se non fosse per un piccolo dettaglio: ne avevamo comprato uno proprio durante questa stessa trasferta. Evidentemente HoYoverse sapeva che prima o poi ci sarebbe servito, ma ha deciso di comunicarcelo con qualche giorno di ritardo. Poco male: a questo punto siamo ufficialmente pronti ad affrontare qualsiasi presa elettrica il mondo decida di metterci davanti. Premio utilità dell’intero gift set? Già assegnato.
White Tea, candele e il disperato bisogno di relax post-Gamescom
La parte forse più interessante del pacco arriva però con gli oggetti dedicati al relax. All’interno abbiamo infatti trovato un diffusore per aromi HoYoverse, accompagnato da un olio essenziale White Tea, oltre a un set composto da tre candele profumate nelle fragranze Zen Tea, Gardenia e Golden Osmanthus. E prima che qualcuno lo chieda: sì, le abbiamo aperte e sì, profumano tantissimo. Le candele utilizzano inoltre uno stoppino in legno e hanno un aspetto decisamente elegante, tanto che diffusore e set di candele sono probabilmente diventati immediatamente i nostri oggetti preferiti dell’intero pacco.
Dopo una settimana di sveglie improbabili, appuntamenti continui, folle oceaniche e chilometri percorsi dentro Koelnmesse, l’idea di tornare a casa e accendere qualcosa chiamato “Zen Tea” assume quasi i contorni di un intervento terapeutico. Ottima scelta, HoYoverse.
Poi arrivarono i calzini. O almeno crediamo.
Naturalmente non poteva essere tutto così semplice. A completare il gift set troviamo infatti una tote bag HoYoverse, una mascherina per dormire e quelli che, dopo un’attenta attività investigativa, possiamo finalmente confermare essere un paio di calzini lunghi e morbidissimi. Perché specifichiamo “possiamo finalmente confermare”? Perché inizialmente non avevamo assolutamente capito cosa fossero. Prima ipotesi: una copertina. Plausibile. Seconda ipotesi: qualcosa da utilizzare come asciuga-viso. Molto meno plausibile, ma per qualche istante ci abbiamo creduto. Poi l’illuminazione: erano semplicemente calzini. A nostra discolpa possiamo soltanto dire che erano piegati molto bene.
Se quindi l’adattatore conquista il premio per l’utilità e diffusore e candele quello per il nostro gradimento personale, non abbiamo dubbi sul terzo riconoscimento ufficiale del gift set: premio rivelazione ai calzini. Un autentico plot twist da fine Gamescom.
Il vero valore aggiunto di HoYoverse sono state le persone
Battute e gadget a parte, c’è però un motivo più importante per cui abbiamo voluto raccontare questo ultimo frammento della nostra esperienza a Colonia. Gli eventi come la Gamescom sono giganteschi: per alcuni giorni migliaia di persone si muovono continuamente tra stand, appuntamenti, presentazioni, sale riservate, interviste e feste. Si incontrano decine di professionisti e si passa spesso da una conversazione all’altra senza praticamente avere il tempo di fermarsi. Ed è proprio in contesti del genere che le persone capaci di farti sentire realmente accolto finiscono per lasciare il segno.
Per questo vogliamo ringraziare in particolare Haoyue Ouyang.Lei, Global Public Relations Manager e Natacha Concordel, PR manager per l’Europa di HoYoverse, per l’accoglienza, la disponibilità e soprattutto il calore con cui siamo stati accolti durante l’evento.
Dopo tanti anni trascorsi a raccontare videogiochi e fiere, una cosa continua infatti a essere sempre più evidente: le anteprime si dimenticano, i gadget prima o poi finiscono su qualche scaffale, ma le persone incontrate durante questi eventi sono spesso ciò che resta davvero.
Adesso ci siamo: Gamescom 2026, questa volta è davvero finita. O almeno fino a quando non apriremo la prossima valigia.



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