Capita raramente di prendere in mano un portatile pensato per le riunioni e ritrovarsi, mezz’ora dopo, a controllare quanti frame regge in un gioco. Eppure stavolta è andata proprio così.
ASUS presenta l’Expertbook Ultra come un notebook da lavoro per chi vive di trasferte e scadenze, leggerissimo e blindato come una cassaforte, ma dentro quel guscio da meno di un chilo si nasconde una delle piattaforme Intel più fresche sul mercato e una grafica integrata che non ha nessuna voglia di restare nei ranghi. Con queste premesse, ci prepariamo a recensire un portatile che promette tanto, per tutti.
CONFEZIONE E SPECIFICHE

Partiamo con l’elencare ciò che sarà direttamente reperibile dall’utente finale, ossia:
- Asus Expertbook Ultra
- Cavo di ricarica
- Un foglietto relativo alla garanzia
- Una guida rapida utente
Le specifiche tecniche rispecchiano, inoltre, tutto ciò che possiamo aspettarci dal prodotto:
- Processore: Intel Core Ultra X7 358H (Panther Lake), 16 core – 4 Performance, 8 Efficient, 4 Low Power Efficient – 16 thread, 18 MB di cache, fino a 50W in turbo
- Grafica: Intel Arc B390 integrata, 12 Xe-core fino a 2,5 GHz
- Memoria: 32 GB LPDDR5X-8533 (saldata, non espandibile)
- Archiviazione: SSD PCIe da 1 o 2 TB
- Display: 14″ Tandem OLED 3K (2880×1800) touch, 30-120 Hz variabile, fino a 1.400 nit in HDR, 100% sRGB e 100% DCI-P3, Gorilla Glass Victus con finitura opaca
- Audio: 6 altoparlanti (2 woofer doppio magnete + 2 tweeter), Dolby Atmos
- Webcam: Full HD 1080p IR con otturatore fisico
- Connettivita: 2x Thunderbolt 4 Type-C, 2x USB 3.2 Gen 2 Type-A, HDMI 2.1, jack audio combo, Wi-Fi 7
- Batteria: 70 Wh, ricarica USB-PD (50% in 30 minuti)
- Costruzione: lega magnesio-alluminio, finitura Nano Ceramic 9H, certificazione MIL-STD-810H
- Peso e spessore: da 0,99 kg, 10,9 mm
DESIGN E HARDWARE

La mano se ne accorge prima ancora degli occhi. Sollevarlo dal tavolo è quasi straniante: il nostro campione si è fermato attorno al chilo tondo, e infilato nello zaino sparisce tra le altre cose.
Il design è composto di una scocca in magnesio e alluminio rifinita con uno strato Nano Ceramic da durezza 9H, che oltre a tenere lontane le impronte regala una rigidità rara per un corpo così sottile. Lo abbiamo afferrato per gli angoli, premuto sul coperchio, appoggiato su superfici tutt’altro che piane: nessun cigolio, nessuna flessione fastidiosa. Il poggiapolsi, poi, ha quel rivestimento vellutato che dopo qualche ora di tastiera si fa apprezzare più di quanto si creda. Sul fronte resistenza, la certificazione militare MIL-STD-810H qui ha un senso concreto: è un portatile nato per incassare la quotidianità ruvida fatta di borse stipate e tavolini ballerini. L’unica nota stonata l’abbiamo trovata nella cerniera, che sugli esemplari pre-produzione provati cede un po’ troppo facilmente, tanto che sollevando il portatile da un lato lo schermo tende a riadagiarsi all’indietro. Confidiamo che le unità definitive risolvano la questione.
Il pannello Tandem OLED da 14 pollici in 3K rientra senza esitazioni tra i più belli che ci siano passati sotto gli occhi su un portatile. I neri spariscono nel vero senso della parola, il contrasto è quello senza compromessi della tecnologia OLED, e la precisione dei colori è da strumento di lavoro professionale: gli scarti cromatici che abbiamo riscontrato restano sotto la soglia di uno, con l’intero spazio sRGB coperto e il DCI-P3 sfiorato per intero. In HDR la luminosità di picco sfonda quota 1.400 nit, e i contenuti compatibili ne escono trasformati. A fare la differenza rispetto a un comune portatile da scrivania c’è la frequenza variabile fino a 120 Hz: lo scorrimento delle pagine diventa morbido, e quando ci si concede una pausa tra una sessione di gioco e l’altra, la fluidità si fa sentire subito. Il rivestimento Gorilla Glass spegne i riflessi in modo eccellente, una manna per chi lavora vicino a una finestra, ma in cambio introduce una leggera grana percepibile sulle tinte chiare.
Sul piano della digitazione, l’ExpertBook Ultra convince, Con una corsa di un millimetro e mezzo circa, che restituisce un battito netto e ben dosato. La retroilluminazione regolabile completa il quadro e regge bene le maratone alla tastiera. Insomma, si comporta in maniera adatta all’hardware proposto e le premesse, almeno per il momento, sono pienamente soddisfatte.
FUNZIONI E PRESTAZIONI

Il punto focale però lo ricopre il lato prestazionale, che si rivela avere molto da dire.
La piattaforma Core Ultra X7 358H, che Intel chiama in casa Panther Lake, schiera sedici core ben distribuiti tra potenza ed efficienza, e nei nostri test non ha mai dato segni di affanno. Sostanzialmente si allinea alla generazione precedente e con un buon margine sul corrispettivo AMD Ryzen AI di pari fascia. Sotto carico prolungato la temperatura del processore si è mantenuta attorno ai 70 gradi, senza quei crolli di prestazioni che ci si aspetterebbe da un telaio tanto compatto.
La sorpresa vera, però, porta il nome di Arc B390. La grafica integrata, con i suoi dodici Xe-core spinti fino a 2,5 GHz, si avvicina a quanto offrirebbe una scheda dedicata di fascia d’ingresso come una RTX 4050 (circa). I titoli più leggeri girano lisci a dettagli elevati, quelli più esigenti chiedono qualche rinuncia sensata e una leggera mano con l’upscaling, ma restano perfettamente godibili. Per un dispositivo che pesa quanto un quaderno spesso, è un risultato che fino a poco tempo fa avremmo definito improbabile.
Sul piano della digitazione l’ExpertBook Ultra convince. La corsa di un millimetro e mezzo restituisce un battito netto e ben dosato, anche se sui tasti Spazio e Invio abbiamo avvertito una resistenza un filo più cedevole rispetto ad altri portatili votati al lavoro. La retroilluminazione regolabile completa il quadro e regge bene le maratone alla tastiera. Più altalenante il giudizio sul trackpad aptico in vetro: ampio e silenzioso quanto basta, ci ha però lasciato con la sensazione di un ritorno tattile troppo flebile, e la superficie perfettamente a filo con la scocca apre la porta a sporadici click involontari. Anche il comparto audio ci ha catturato in positivo. I sei driver, con woofer dedicati e supporto Dolby Atmos, tirano fuori un suono corposo e ben articolato, ai vertici di quanto si trova in questa categoria. La webcam Full HD con infrarossi e otturatore meccanico assolve il compito senza guizzi: ottima per le chiamate di lavoro, niente di più, e lo stesso discorso vale per i microfoni, onesti ma non memorabili. La dotazione di porte, invece, non lascia scoperto nessun fianco: doppia Thunderbolt 4, doppia USB-A, HDMI 2.1 e Wi-Fi 7, il tutto ripartito con criterio sui due lati così da tenere lontano il borsello di adattatori.
Infine, l’efficienza in termini di autonomia si traduce in una resistenza che mette tranquillità. Con la giornata-tipo da lavoro, fatta di browser aperti, documenti e qualche videochiamata, siamo arrivati in scioltezza tra le tredici e le quattordici ore, e in standby il consumo è prossimo allo zero. La ricarica via USB-PD rimette in piedi metà della batteria in una mezz’ora scarsa. Resta valido l’avvertimento di prima: appena si pretende potenza grafica lontano dalla presa, autonomia e prestazioni calano di pari passo.
Tutte le informazioni sull’Expertbook Ultra le trovate sul sito di Asus.

CONCLUSIONE
Riassunto
L'ExpertBook Ultra riesce nell'impresa di indossare due vestiti contemporaneamente senza sfigurare in nessuno dei due. Da una parte c'è l'ultrabook da lavoro come lo si desidera: leggerissimo, robusto, pensato per durare anni di trasferte. Dall'altra c'è una macchina che, alla chiusura dell'ufficio, si concede senza imbarazzo qualche ora di gioco grazie a una grafica integrata che ridisegna le aspettative su questo formato. Per chi cerca un unico compagno per molteplici usi, qui c'è una delle proposte Windows più complete e versatili che si possano mettere oggi sul tavolo.
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