Consigli per acquistare un power bank

Di Federico "Blue" Marchetti
27 Giugno 2020

Viviamo in una società che ha sempre più bisogno di vari dispositivi elettronici pensati per facilitare la vita di tutti i giorni, tra cui gli ormai immancabili smartphone, computer portatili, tablet… e tutti questi hanno una cosa in comune: hanno bisogno di una batteria per poter funzionare!

Ma non solo: a questi prodotti dobbiamo aggiungere alcuni accessori che in passato non avevano bisogno di ricaricarsi cosi tanto di frequente (perché non possedevano così tante funzionalità come ora) o di batterie per poter funzionare, come i vari smartwatch, smartband, altoparlanti, auricolari Bluetooth e molti altri ancora

Il problema di questo aumento di dispositivi che richiedono energia costante per poter funzionare è che dobbiamo fare attenzione ai livelli di carica in modo da non permettere che smettino di funzionare quando meno ce lo aspettiamo.

Qual è la soluzione? Magari portarsi con sé un caricabatterie, ma non sempre si ha a disposizione la possibilità di collegarlo ad una presa da muro, ed è per questo motivo che sono nati i power bank, dispositivi che fornisco quel pizzico di energia extra di cui hanno bisogno tutti i tuoi accessori!

Ma… come scegliere il powerbank giusto? Con così tanti modelli sul mercato non si sa se è meglio puntare sul prezzo, capacità, tecnologie di ricarica… non ti allarmare, noi ti aiuteremo 😉

Tecnologie di ricarica rapida sui power bank: Quick Charge 3.0 e Power Delivery

Le due tecnologie suddette sono le più conosciute nel mondo della ricarica -rapida- perché sono le più «universali» nel senso che hanno un’ampia compatibilità con protocolli dei vari marchi di smartphone e computer, oppure di dispositivi di ricarica, come possono essere RAVPower o Anker.

Sai come funzionano queste tecnologie? È semplice, invece di aumentare solo l’amperaggio nel processo di ricarica, aumentano il voltaggio, ciò permette una velocità di trasferimento di energia più elevata, in altre parole, ricariche molto più veloci e sicure (aumentare l’amperaggio smisuratamente può essere anche pericoloso).

È proprio per questo che sui powerbank da 20000mAh si possono apprezzare dei miglioramenti notevoli, passando, a volte, di tempi di ricarica da 6 ore a 3 ore o anche meno* (dipende dal modello/marchio/potenza).

*In questi casi dovrai utilizzare un caricabatterie compatibile con la tecnologia suddetta (QC o PD).

Grazie ai test realizzati da parte dello staff del sito PowerBank20 si possono confrontare tantissimi modelli di powerbank e vedere come si comportano nelle varie modalità di ricarica, per esempio, qui sotto vediamo un grafico in cui si mostrano i tempi di ricarica in modalità standard di power bank da 20000mAh:

In questo caso, come si può osservare, il tempo minimo di ricarica è 6 ore, tempo ottenuto dal modello OMPB20KPLT di Omars, ma possiamo stabilire che il tempo medio si aggira sulle 7 ore e può, infatti, arrivare alle 8 ore, come lo dimostra il modello BW-P8 di BlitzWolf.

Ora vediamo come si comportano i powerbank con la tecnologia di ricarica Power Delivery:

A colpo d’occhio la prima cosa che possiamo notare è che i tempi di ricarica medi calano notevolmente, passando da 7 ore a 4/5 ore, invece, il tempo minimo è stato di 2 ore, ottenuto con il modello OMPB20PW40GYCJNL di Omars. Il peggiore della classifica è stato il modello Aideaz ID1002 che ci ha messo 7 ore.

Ti ricordiamo che in questi casi i caricatori da utilizzare devono essere compatibili con la tecnologia PD.

Porte di ricarica di un power bank: quante e quali?

Come detto nella domanda, è importante sempre domandarsi quali sono le proprie necessità per poter determinare quante e quali porte deve avere il tuo prossimo power bank.

Per esempio, se non hai dispositivi con la porta USB C, allora non sarebbe necessario acquistarne uno con questa tecnologia ma in futuro è probabile che ti possa servire (tanti smartphone e portatili iniziano a includerla, ora anche monitor!).

E ricorda che ci sono porte d’ingresso (di solito micro USB, USB C o, in casi meno comuni, Lightning o DC) e in uscita (USB-A, USB-C…) e non tutti i power bank le possiedono tutte, anche se alcuni modelli ci provano, come questo Romoss con tre porte diverse in ingresso:

Attenzione: che abbia tre porte non significa che ammetta la ricarica multipla (come questo caso), cioè ricaricare più dispositivi alla volta attraverso le tre porte. Il marchio deve indicarlo sulla descrizione del prodotto.

Capacità, dimensioni, peso… e gli extra!

La regola da seguire è molto semplice: + capacità = + peso e dimensioni. A questa regola devi aggiungere due domande che risultano fondamentali al momento di scegliere un power bank:

  • Chi utilizzerà il power bank? Una, due o più persone…
  • Quante volte utilizzerò il power bank? Tutti i giorni, una/due volte al mese…

In base a tutto ciò, il nostro consiglio è prendere un power bank da 10000mAh o 20000mAh perché sono capaci di fornire una o più ricariche intere ai vari dispositivi.

Da tenere in considerazione è la tipologia di batteria che ha il power bank scelto, se si tratta di batterie agli ioni di Litio 18650 sarà più grosso il power bank, invece, se si tratta di una batteria LiPo sarà più sottile: attenzione, non parliamo di una legge scientifica!

Gli extra dipendono di ogni marchio: presenza di schermo LCD/LED, protezione contro polvere/acqua e/o cadute, bussola, torcia, pannelli solari, custodia inclusa nella confezione.

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Press play on tape: cresciuto a suon di C64 e Coin-op, mi diverto a seguire l'evoluzione videoludica next-gen. Co-Founder dell'universo Uagna, ho lavorato a fondo per far nascere una community videoludica di successo ma differente dalle altre esistenti. "Sono sempre pronto ad imparare, non sempre a lasciare che mi insegnino".




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