Avete presente quelle notizie sembrano così assurde da diventare reali? Eccone una.
Ricordate quando Battlefield 6 è stato un grande successo commerciale lo scorso anno, diventando il gioco più venduto negli USA e superando per la prima volta da anni il grande rivale di Call of Duty? Bene, perché il CEO di Electronic Arts, Andrew Wilson, ha intascato un sostanzioso stipendio da 38 milioni di dollari per questo successo. Si tratta di un aumento di 8 milioni di dollari rispetto al suo stipendio del 2025, dovuto appunto agli ottimi risultati di Battlefield 6.
Dati alla mano, però, queste cifre mostruose sembrano essere davvero uno schiaffo alla miseria. Il rapporto aziendale evidenzia che nel 2026 il rapporto tra la retribuzione di Wilson e lo stipendio mediano dei dipendenti di EA è di 305:1, ulteriormente aumentato dal rapporto del 2025 che era di 170:1. Questo divario si è ampliato nonostante anche lo stipendio mediano in EA sia aumentato, passando da 117.302 dollari nel 2025 a 126.612 dollari nel 2026, sebbene EA abbia precisato di aver calcolato un nuovo stipendio mediano per il confronto del 2026.
Ma a parte questo, il vero nocciolo della questione è come sono stati trattati gli studi che hanno lavorato a Battlefield 6, che nei mesi scorsi hanno registrato licenziamenti improvvisi. Una situazione paradossale di fronte a un prodotto di così tanto successo, e per il quale i vertici di EA hanno incassato tanti bei milioni nelle proprie tasche.
Ah, il capitalismo…
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