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Build A Rocket Boy, nuovi licenziamenti dopo il disastro di MindsEye

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Build A Rocket Boy, lo studio di sviluppo di MindsEye, avrebbe effettuato una nuova e consistente tornata di licenziamenti. Il numero esatto dei dipendenti coinvolti non è ancora noto, ma secondo quanto riportato da Kotaku si tratterebbe di circa 170 persone.

La notizia è stata condivisa da molti degli attuali o futuri ex dipendenti attraverso LinkedIn e Discord. Se la stima fosse confermata, Build A Rocket Boy resterebbe con circa 80 membri dello staff, rispetto ai 250 presenti prima dei tagli.

Lo studio è stato fondato nel 2016 da Leslie Benzies, ex dirigente di Rockstar Games. Proprio il suo passato legato alla serie Grand Theft Auto aveva contribuito ad alimentare grandi aspettative intorno a MindsEye, uscito lo scorso anno. Il gioco, tuttavia, è stato tra i titoli peggio recensiti del 2025, e la sua accoglienza negativa ha portato a una prima serie di licenziamenti poco tempo dopo il lancio.

A rendere la vicenda ancora più controversa sono state le dichiarazioni del co-CEO di Build A Rocket Boy, Mark Gerhard, che ha attribuito parte dei problemi del gioco a una presunta campagna organizzata per screditarlo e a episodi di spionaggio aziendale.

Ad aprile, il sindacato IWGB Game Workers Union ha avviato un’azione legale per conto degli sviluppatori di Build A Rocket Boy, accusando l’azienda di aver installato software di sorveglianza sui dispositivi dei dipendenti senza informarli. In precedenza, gli sviluppatori avevano pubblicato una lettera aperta in cui denunciavano condizioni di crunch definite “insostenibili” e una generale mancanza di trasparenza e comunicazione da parte della società.

Gerhard ha poi ribadito le proprie accuse di spionaggio aziendale, arrivando a suggerire che un aggiornamento di MindsEye avrebbe incluso personaggi ispirati ad alcuni ex dipendenti ritenuti responsabili del presunto sabotaggio.

Scritto da
Lorenzo Bologna

Appassionato di tutto ciò che concerne il mondo videoludico, sono un inguaribile amante dei titoli horror e un accumulatore compulsivo di trofei (meglio se di platino). Avvicinato al medium grazie a mamma Nintendo e papà Crash Bandicoot.

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