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Dragon Ball Xenoverse 3 | Anteprima

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Dopo anni di richieste insistenti da parte di una community che non ha mai smesso di popolare i mondi dei capitoli precedenti, Dragon Ball Xenoverse 3 è finalmente realtà e si arricchisce di dettagli.

Bandai Namco ha tolto il velo sul terzo capitolo della sua saga action-RPG più longeva e amata, candidandolo di diritto a diventare uno dei titoli più attesi dagli appassionati del franchise di Akira Toriyama per i prossimi anni. Le informazioni ufficiali sono state, finora, poco dettagliate, ma da oggi potremo analizzare ogni singolo frame e parlare del gameplay tramite una speciale anteprima a cui abbiamo preso parte. Ecco, allora, tutto ciò che sappiamo finora e cosa ne pensiamo.

COSA SAPEVAMO

Ad aprile abbiamo assistito al Dragon Ball Games Battle Hour 2026, l’evento celebrativo che Bandai Namco dedica ogni anno all’universo videoludico di Dragon Ball, durante il quale abbiamo dato il primo occhio al terzo capitolo della saga di Xenoverse.

Se i capitoli precedenti ruotavano attorno alla città di Toki Toki e al concetto di Pattuglia del Tempo incaricata di proteggere la storia ufficiale dalle alterazioni, questo nuovo episodio compie un balzo temporale netto, proiettando i giocatori nell’Age 1000, un’epoca mai esplorata prima all’interno del franchise.

Il cuore pulsante di questo nuovo mondo è West City, la metropoli che i fan conoscono bene ma che qui si presenta cresciuta e trasformata in un vivace hub urbano, descritta ufficialmente come “il cuore pulsante di questo nuovo mondo”. Proprio a West City è dedicato uno dei primi filmati di gameplay mostrati, intitolato non a caso “Welcome to West City”, segno che la città fungerà da centro nevralgico per l’esplorazione, le interazioni e probabilmente la gestione delle missioni, esattamente come avveniva con gli hub dei capitoli passati.

Bandai Namco ha sottolineato con forza come l’intero mondo di Dragon Ball Xenoverse 3 sia stato “portato in vita dall’autore originale, Akira Toriyama“, e come i personaggi originali inediti del gioco siano frutto delle sue matite. Considerando la scomparsa del maestro avvenuta nel marzo 2024, questi character design rappresentano dunque alcuni degli ultimi contributi creativi che il padre di Dragon Ball ha lasciato al suo universo videoludico — un dettaglio che il marketing ufficiale ha giustamente messo in primo piano e che ha aggiunto un valore affettivo non trascurabile all’annuncio.

Dopodiché, non abbiamo ricevuto ulteriori dettagli, né informazioni sul gameplay. Fino ad oggi.

ANALISI DELL’ANTEPRIMA

Dragon Ball Xenoverse 3 si svela concretamente, delineando la filosofia di un progetto che punta sulla continuità e sull’evoluzione delle sue meccaniche storiche.

Sotto la guida del produttore Masayuki Hirano, il titolo introduce i giocatori nell’Age 1000, un’epoca successiva alle imprese storiche di Goku. Il pilastro narrativo e di design di questo capitolo è il concetto di legame, inteso come interazione profonda tra l’avatar del giocatore, i nuovi membri del cast — come Brett della squadra GS — e i personaggi iconici della serie.

L’editor per la creazione del personaggio si conferma l’elemento centrale dell’esperienza. Nella build mostrata sono presenti diverse razze impersonabili, tra cui Terrestri e Saiyan, ognuna con caratteristiche proprie. Il punto di partenza e fulcro dell’avventura è West City, un hub futuristico che sostituisce idealmente Conton City. L’esplorazione della mappa introduce già i primi nodi narrativi da sciogliere, legati alla presenza insolita e ancora inspiegabile di figure come Future Trunks e Vegeta.

Dal punto di vista tecnico, il gameplay introduce dinamiche di squadra composte da quattro elementi, studiate per offrire una maggiore flessibilità tattica in base alla missione. Il sistema di combattimento mantiene i fondamentali della serie, come combo aeree e Ki Blast, ma si sposta verso una gestione più strutturata grazie ad abilità regolate da cooldown e interamente personalizzabili nel loadout. La gestione delle risorse è cruciale: il Ki viene consumato sia per l’offesa che per la difesa. La rottura della guardia espone a danni massicci, mentre l’esecuzione della Perfect Guard permette di ricaricare l’energia parando con il giusto tempismo.

Il sistema di potenziamento si divide in due rami legati alle Anime. Il Soul Assist permette di evocare compagni storici per attacchi combinati diretti, come la doppia Galick Gun eseguita insieme a Vegeta. La trasformazione consente invece all’avatar di assimilare temporaneamente lo stile di combattimento, le animazioni e le mosse di un guerriero leggendario, molto potenziato e a tempo molto limitato. Per la razza Saiyan rimangono confermate le Awakening Skill specifiche per le trasformazioni, come il Super Saiyan 3, che modificano l’estetica e i perk del personaggio.

Il ciclo di gioco si completa con una progressione ruolistica classica: il superamento delle missioni e dei boss, tra cui Broly, garantisce punti esperienza, Zeni ed equipaggiamento, elementi fondamentali per incrementare il livello del proprio guerriero in vista delle sfide successive.

CI HA CONVINTO?

Mettendo a confronto questa nuova iterazione con il fortunato Xenoverse 2, emergono chiaramente sia la volontà di preservare i punti fermi della saga, sia il desiderio di svecchiarne la formula strutturale.

La continuità con il passato è garantita dal ritorno dell’editor e delle razze multiple, ma a cambiare radicalmente sono i presupposti narrativi: il concetto della Pattuglia del Tempo e il compito di riparare la storia passata vengono accantonati per fare spazio alla difesa attiva di una linea temporale futura. Anche la componente social si rinnova, con una futuristica West City che prende il posto di Conton City mantenendo le medesime funzioni di hub, ma l’attenzione si sposta sensibilmente sulla cooperazione, con team da quattro combattenti elevati a pilastro fondamentale delle missioni. Il gameplay guadagna così uno spessore tecnico nettamente superiore rispetto al capitolo precedente, grazie all’introduzione dei cooldown per le abilità, della Perfect Guard e degli status alterati legati alle skill. Persino le classiche trasformazioni subiscono una profonda riscrittura attraverso il sistema delle Anime, che permette di ereditare lo stile e le mosse dei guerrieri evocati.

Rispetto al primo reveal ufficiale dello scorso aprile, che si era limitato a mostrare la cornice estetica e narrativa senza sequenze in-game, questa sessione colma finalmente i dubbi sul gameplay, mostrando per la prima volta i sistemi di combattimento, la progressione e la gestione delle risorse. Se prima la stampa poteva solo ipotizzare la presenza dell’editor o il ruolo di Brett all’interno della Great Saiyan Squad, oggi queste caratteristiche trovano una conferma ufficiale e coerente con quanto annunciato. Tuttavia, l’analisi odierna lascia ancora aperti alcuni nodi cruciali per la community: non è stato fatto alcun riferimento al motore grafico utilizzato, la data di uscita rimane fissata a un generico 2027 e mancano dettagli significativi sul roster completo, sulla stabilità del netcode per il multiplayer e sull’eventuale inclusione di contenuti legati a Dragon Ball Daima.

Considerando tutto ciò, è innegabile che il gioco abbia fatto passi da gigante, così come l’evoluzione sia dietro l’angolo e l’attesa alle stelle.

Scritto da
Marco "Mr. Mark" Corazza

Videogiocatore dall'infanzia, dalla fine degli anni '90, fino ad arrivare ai titoli più recenti. Dal PC alla console, una vita basata su questo mondo, appassionato di trame fitte e giochi in team.

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