Dopo 25 anni il padre dei GDR moderni è pronto a fare il suo ritorno con una crema svecchiante sul viso, il gioco passa dalle mani dei tedeschi di Piranha Bytes agli spagnoli di Alkimia Interactive, che hanno avuto un compito difficile: prendere uno dei GDR più amati, uno dei titoli più influenti del genere, per svecchiarlo e far avvicinare nuove leve senza intaccare l’atmosfera unica che regala questo gioco.
Come tutti i remake è sempre un’operazione delicata, soprattutto quando ad essere toccate sono delle pietre miliari della storia videoludica.
I ragazzi di Alkimia saranno riusciti a riproporre un’avventura tanto bella quanto punitiva? Saranno riusciti a svecchiare i comandi del primo che erano tanto macchinosi, prendendosi una fetta di videogiocatori moderna? Riuscirà Gothic a riprendersi la corona da re dei GDR e non solo il titolo di padre?
Le premesse sono tante, quindi iniziamo questa analisi, buttiamoci all’interno della Barriera e iniziamo ad esplorare la Colonia e tutti i suoi segreti.
Versione provata: PS5 Standard
Tu vali meno di zero, non sei nessuno
Esatto, tu non sei nessuno e vali meno di zero. Gothic aveva rotto i canoni del genere presentando una trama dove non metteva il giocatore al centro della storia o del mondo, ma lo rendeva solo una pedina della grande ruota della Colonia.
Il giocatore vestirà i panni di un condannato comune che verrà buttato all’interno di una colonia penale dalla quale nessun essere vivente può uscire con una lettera, della quale non è noto il contenuto, da consegnare ai Maghi del Fuoco. In passato, per volere del Re, i maghi hanno sigillato la prigione con una Barriera Magica; tuttavia, a causa di un imprevisto, l’incantesimo è andato fuori controllo, imprigionando all’interno guardie, maghi e prigionieri stessi. La Barriera era stata eretta per volere del sovrano, al quale servivano i minerali per combattere la guerra contro gli Orchi, sfruttando i detenuti per estrarre quanto più ferro possibile, dopo la ribellione dei prigionieri, quest’ultimi e il Re strinsero un patto: i detenuti avrebbero garantito il minerale in cambio di viveri e beni dall’esterno.

Questo è l’incipit brutale della storia nella quale si tuffa il giocatore, che già nei primi minuti, si ritroverà in faccia la cattiveria di Gothic. Sul fronte narrativo, Alkimia Interactive ha optato per un devoto lavoro di restauro piuttosto che per una riscrittura con la trama principale e l’iconico tono cinico e ruvido rimangono rigorosamente intatti, ma il team di sviluppo ha intelligentemente colmato alcune lacune del materiale originale. Se i veterani ritroveranno la familiare epopea dell’Eroe Senza Nome e le complesse dinamiche politico-sociali tra le fazioni, la vera sorpresa risiede nella seconda metà dell’avventura: dove il titolo del 2001 inciampava in capitoli finali frettolosi e smaccatamente lineari a causa degli antichi tagli di budget, il Remake espande la lore, approfondisce il background dei comprimari e arricchisce alcune missioni.

Il risultato è un’opera che non tradisce il passato, ma che riesce a mantenere la visione originale del titolo facendola funzionare, riesce a porsi per tutti, nuove leve e vecchie, giocatori ai quali interessa solo la narrazione diretta e quelli più maniacali che si vogliono buttare negli approfondimenti. Inoltre, grazie ad un comodo glossario è possibile tenere traccia di tutte le persone incontrate e delle missioni (principali e secondarie, che si amalgamano bene, sono variegate e non risultano quasi mai ripetitive). Il mondo è ricco di NPC ognuno con le sue routine e in più, possiamo ritrovare il nostro stalker di fiducia, Mud, che farà scendere ai nostalgici una lacrimuccia per i primi 5 minuti… per poi far tornare la voglia di sparargli una bella freccia in fronte.
Amaro come la vita, dolce come la morte
Gothic 1 era un gioco con una vecchia mentalità, difficile e poco accessibile, anche il suo remake si attesta sulla stessa scuola di pensiero, aggiungendo però qualche miglioria per far fronte alle nuove generazioni. L’introduzione della scelta della difficoltà riduce un po’ la durezza degli scontri, ma tiene comunque intatta l’anima del titolo che ti vuole gettare in un mondo ostile con l’assenza iniziale di una mappa, di bussole e di indicatori degli obiettivi erano tutti fattori che rendevano unico questo gioco in passato rimango anche in questo rifacimento.
Approfondiamo proprio la mappa per spiegare l’unicità dell’esperienza: all’inizio non avrete alcun supporto visivo se non i riferimenti reali nel mondo, come i cartelli e solo dopo aver acquistato la mappa dal cartografo potrete averne una generica nella quale verrà indicata solo la vostra posizione e, a differenza dell’esperienza originale, sarà inoltre possibile segnare dei waypoint per orientarsi.

Un’altra unicità rimasta intatta, anzi migliorata, risiede nel combat system, reso più accessibile togliendo la maggior parte delle “macchinosità” dello storico capitolo. Pad alla mano il feeling è molto buono, è possibile eseguire attacchi con i tasti rendendo gli scontri divertenti fin da subito e l’introduzione del lock-on sui nemici rende l’azione intuitiva.
La particolarità del gioco risiede ancora nella gestione della progressione: per imparare nuove combo o migliorare un’arma non vi è un classico albero delle abilità, ma bisognerà, come nell’originale, rivolgersi ai maestri che fisicamente ci insegneranno le loro tecniche (caccia, magia, armi a 2 mani, spada e scudo, furtività). In più, tutto ciò che impareremo sarà tangibile visivamente tramite il cambio delle animazioni del nostro personaggio. Una piccola nota a margine per la nuova meccanica di scassinamento: è un sistema di indovinelli logici a combinazioni, una sorta di gioco delle tre leve ma dieci volte più complicato, forse anche troppo per certi versi.

L’economia di gioco è spietata come il mondo che la ospita, con un farming complicato da effettuare soprattutto nelle prime ore, gli NPC non respawnano, mentre i nemici respawnano solo agli snodi principali della trama, rendendo altamente tesi i primi passi in un mondo dove anche un semplice ratto riesce a metterti in difficoltà (specialmente se in gruppo). Purtroppo, a fronte di questa perfezione strutturale, bisogna denotare i primi difetti legati all’intelligenza artificiale: se tutti hanno le loro routine, alcuni nemici (soprattutto gli umani) sono facilmente aggirabili con un po’ di ingegno: uscendo dal loro raggio di “aggro” per poi tornare indietro, si riescono a scagliare colpi fatali sfruttando i loro tempi di reazione dilatati.
La vera cattiveria del mondo: il comparto tecnico
Se su lato gameplay e trama risulta un gioco solidissimo, il comparto tecnico è afflitto da problemi di stabilità e numerosi bug di ogni sorta, dai più invalidanti ai più comuni pop-up grafici. Nella versione da noi provata abbiamo riscontrato un costante crescendo di instabilità, facciamo un esempio pratico: se partiamo dal punto A al punto B, parliamo con un NPC, moriamo e ricarichiamo la partita ripartendo per lo stesso viaggio, noteremo un aumento dei pop-up invasivi e dei ritardi nel caricamento delle texture. Ricaricando ripetutamente lo stesso salvataggio dopo varie morti, si arriverà a un vero e proprio “punto di rottura” in cui musica e suoni spariscono e il framerate crolla a livelli ingiocabili, il preludio al crash. In queste situazioni conviene salvare, chiudere il gioco e riaprirlo per permettere al codice di riprendersi.

Questa è una situazione esasperata, ma anche in una normale sessione di esplorazione, dopo un po’ il gioco inizia a collassare su se stesso, per fare una media, in due ore di gameplay il titolo crasha almeno una volta e in altre occasioni ci siamo visti costretti a riavviare per paura di perdere i progressi.
Questo è il punto che scricchiola di più del titolo, l’ottimizzazione infastidisce e impedisce a pieno di godersi il gioco, ovviamente molto sarà sistemabile con le patch, per un gioco così sistemico qualche bug minore è fisiologico, ma la costante instabilità è un problema grave che speriamo venga arginato con patch future, per permettere ai giocatori di godersi a pieno l’opera. A questo quadro altalenante si aggiunge una limitazione importante per gli standard odierni, su console manca del tutto un selettore per le modalità grafiche quindi il gioco non offre un’opzione che predilige la prestazione, risultando giocabile solo a 30 fps che non riescono quasi mai a mantenersi stabili.
La resa visiva nel suo complesso è invece buona, la grafica dà un’ottima veste next-gen al titolo ed esplorare i vecchi posti del passato è eccezionale. Una nota positiva va al sangue e agli effetti particellari delle magie, semplicemente stupendi, i modelli di nemici e NPC funzionano, sebbene un piccolo difetto risieda nelle animazioni leggermente legnose (soprattutto nella corsa e nel salto), chiaramente asservite più alla reattività del gameplay che all’estetica. Il sonoro, infine, è altrettanto d’eccezione, con tracce impattanti, riarrangiate per l’occasione dallo storico compositore Kai Rosenkranz, che accompagnano divinamente l’avventura, i versi di nemici e mostri sono ben realizzati e, uniti a un ridoppiaggio totale che preserva religiosamente la ruvidità e lo slang del 2001, immergono perfettamente nell’atmosfera del titolo.
Un remake che tra un paio di mesi sarà perfetto
Gothic è tornato ammodernato a dovere, ma con non pochi problemi sul piano tecnico, i quali però, visto il cuore che ci hanno messo i ragazzi di Alkimia, ci aspettiamo vengano corretti velocemente. Gothic Remake fa comprendere alle nuove generazioni che un GDR unico come questo mancava da troppo tempo, è un gioco che ci permettiamo di consigliare a tutti, anche per un acquisto immediato se siete disposti a scendere a patti con l’attuale instabilità del codice.
Sia che siate fan storici o novizi, Gothic Remake è un’esperienza che ogni appassionato del genere prima o poi deve provare, un titolo che, quando portato a termine, riesce a restituire una reale soddisfazione.
Ringraziamo il publisher per averci fornito il codice per la recensione.

Review Overview
Riassunto
Il Remake di Gothic è un sincero atto d'amore verso uno dei pilastri del gioco di ruolo occidentale. Alkimia Interactive compie un'operazione difficilissima: svecchia il sistema di combattimento e amplia la narrazione, mantenendo rigorosamente intatta quell'anima spietata, cruda e punitiva che ha reso immortale l'opera del 2001. A ostacolare questo affascinante ritorno nella Colonia ci pensa purtroppo un comparto tecnico singhiozzante, piagato da crash sistemici e un'ottimizzazione non all'altezza. È un titolo che ha cuore, elogia l'originale e dal fascino immutato, caldamente consigliato a veterani e novizi, a patto di avere la pazienza di sopportare i pesanti singhiozzi del motore grafico o di attendere le inevitabili patch correttive.
Pro
Fedeltà all'opera originale, un vero inno al classico GDR Sistema di combattimento divertente e migliorato rispetto al classico Mondo tutt'ora unico da esplorare Sonoro d'impattoContro
A livello tecnico è urgente un intervento degli sviluppatori Assenza di un opzione prestazione a 60 FPS Animazioni un poco legnose- Giudizio Complessivo7.5
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