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La grafica negli AAA avrebbe raggiunto il limite della sostenibilità economica

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La ricerca di una grafica migliore nell’industria videoludica è sempre stata un fattore più che rilevante per lo sviluppo di un titolo, è inutile girarci attorno. Dai recenti Alan Wake 2 e Black Myth: Wukong, fino ad arrivare a Grand Theft Auto e God of War, l’industria ha cercato di puntare sempre più in alto per quanto riguarda il comparto visivo, in modo da offrire esperienze impareggiabili.

Sfortunatamente però, sembra che questa ricerca abbia portato gli studi in un vicolo cieco, con gli sviluppatori che ora ritengono che i costi per tale risultato abbiano raggiunto livelli ormai insostenibili. Come riportato dal New York Times, molti ingegneri hanno infatti osservato che l’industria non può più sostenere la necessità costante di superarsi in termini di grafica.

Ciò è dovuto principalmente al fatto che le tecnologie di alto livello spingono i budget dei giochi AAA a livelli eccessivi, creando pressioni inutili su tutti coloro che sono coinvolti nello sviluppo. Quando un gioco dal valore di oltre 200 o 300 milioni di dollari fallisce, porta inevitabilmente a licenziamenti, un fenomeno che è diventato fin troppo comune nel settore.

A seguito di recenti fallimenti come Suicide Squad e Concord, i team ed i rispettivi publisher hanno perso milioni di dollari quest’anno.  Come se ciò non bastasse, secondo un ex dirigente di Square Enix, le grafiche realistiche interessano solo a una piccola parte del mercato complessivo. Egli sostiene che il pubblico più giovane è attratto dalle grafiche stilizzate presenti in giochi come Minecraft e Fortnite.

Lo sviluppatore Rami Ismail ha inoltre osservato che una soluzione ai problemi attuali dell’industria potrebbe essere quella di concentrarsi su giochi più brevi e con una grafica meno avanzata. Questo potrebbe temporaneamente contrastare l’aumento esponenziale dei budget dei giochi AAA senza allontanare il pubblico.

Al termine del report viene poi fatto l’esempio di un titolo come Astro Bot, il quale come ben sappiamo ha vinto il premio Gioco dell’Anno. L’opera di Team Asobi è difatti la dimostrazione di come prodotti più economici che si basano su un’estetica coinvolgente, hanno vita migliore rispetto a produzioni aventi una grafica all’avanguardia.

Scritto da
Lorenzo Bologna

Appassionato di tutto ciò che concerne il mondo videoludico, sono un inguaribile amante dei titoli horror e un accumulatore compulsivo di trofei (meglio se di platino). Avvicinato al medium grazie a mamma Nintendo e papà Crash Bandicoot.

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