Sono passati oltre vent’anni dall’ultimo capitolo principale della serie, ma bastano pochi minuti con la demo di Onimusha: Way of the Sword per capire che Capcom non ha intenzione di riportare in vita il franchise solo per fare leva sull’effetto nostalgia. Il nuovo episodio, in arrivo il 25 settembre 2026 su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC, punta infatti a rilanciare il marchio attraverso una formula che recupera gli elementi iconici della saga e li reinterpreta con una sensibilità moderna.
La demo, rilasciata dopo l’ultimo State of Play di Sony, permette di affrontare una delle sezioni iniziali dell’avventura, ambientata nel celebre tempio Kiyomizu-dera di Kyoto. Si tratta di un assaggio piuttosto contenuto, infatti il tempo di completamento è di 30/40 minuti, ma risulta sufficiente per farsi un’idea della direzione intrapresa da Capcom con questo nuovo titolo.
Miyamoto Musashi contro i Genma
Come già confermato nei mesi scorsi, il protagonista dell’avventura sarà Miyamoto Musashi, reinterpretazione fantasy del celebre samurai giapponese. Il guerriero si ritrova coinvolto in una nuova invasione dei Genma, creature demoniache che hanno trasformato Kyoto in un luogo dominato da morte, follia e corruzione soprannaturale. Ad accompagnarlo troviamo il leggendario Guanto Oni, un artefatto che gli consente di assorbire le anime dei nemici sconfitti e ottenere poteri speciali.

La demo non approfondisce particolarmente la trama, ma introduce alcuni elementi interessanti del contesto narrativo. Una misteriosa energia oscura, chiamata Malice, sembra essere al centro degli eventi e Musashi può sfruttare il potere del Guanto Oni per osservare frammenti del passato legati a questa forza maligna. Una soluzione che promette di intrecciare esplorazione e narrazione in modo piuttosto originale. All’avvio, la demo offre due opzioni di gioco: layout dei pulsanti difensivi e layout dei pulsanti offensivi e due difficoltà: Storia (Facile) e Azione (Normale).
Un sistema di combattimento preciso e tecnico
Il vero protagonista della demo è però il sistema di combattimento. Dimenticate l’idea di un semplice hack and slash: Onimusha: Way of the Sword richiede attenzione, tempismo e capacità di lettura degli avversari.
Le basi sono quelle tipiche della serie, ma l’esecuzione appare molto più moderna. Musashi può attaccare, schivare, deviare i colpi nemici e utilizzare diverse tecniche avanzate. La meccanica più importante è senza dubbio quella delle parate perfette, che consentono di interrompere le offensive avversarie e creare preziose finestre offensive.
Durante la demo abbiamo avuto modo di sperimentare numerose tecniche caratteristiche, tra cui Deviazione, Parata, Schivata Perfetta e soprattutto il ritorno dell’iconico Issen, la devastante contromossa eseguibile con il giusto tempismo che permette di eliminare rapidamente i nemici più comuni.

La sensazione generale è quella di un combat system che prende spunto da alcune produzioni moderne senza mai trasformarsi in un soulslike puro. Il ritmo rimane più dinamico rispetto ai titoli del genere, ma il gioco premia chiaramente la precisione rispetto all’aggressività incontrollata.
Questa versione di prova culmina con uno scontro particolarmente interessante contro Sasaki Ganryu, storico rivale di Musashi e personaggio che, proprio come il protagonista, possiede un Guanto Oni. Il combattimento mette in mostra alcune delle meccaniche più avanzate del sistema di combattimento e lascia intuire come le boss fight rappresenteranno uno dei punti di forza dell’esperienza.
Torna inoltre il classico sistema di assorbimento delle anime, da sempre marchio di fabbrica della serie. Dopo aver sconfitto i nemici, sarà possibile raccogliere le anime rilasciate sul campo di battaglia con il tasto R2, per ottenere risorse e attivare abilità speciali.
Impressioni a caldo
La demo di Onimusha: Way of the Sword ci ha dato decisamente delle sensazioni positive. Capcom sembra aver trovato un equilibrio convincente tra il rispetto della tradizione e la necessità di modernizzare una formula che mancava dal mercato da troppo tempo.
Il combat system appare profondo e appagante, l’ambientazione mantiene intatto il fascino oscuro della saga e il comparto tecnico si dimostra già molto solido. Naturalmente sarà la versione completa a decretare il successo dell’operazione, ma se queste premesse verranno confermate, Way of the Sword ha tutte le carte in regola per riportare una delle serie più amate di Capcom tra i protagonisti del panorama action moderno.
Nel corso dell’avventura troverete degli altari che svolgono una funzione molto simile ai celebri falò di Dark Souls. Presso questi punti potrete salvare la partita, gestire e immagazzinare gli oggetti raccolti durante l’esplorazione. In caso di sconfitta, tornerete in vita all’altare più vicino visitato. Inoltre, riposando presso un altare, tutti i nemici presenti nell’area verranno rigenerati, permettendovi di affrontarli nuovamente.

Sul piano tecnico il RE Engine continua a dimostrare tutta la sua versatilità. Le ambientazioni del Kiyomizu-dera sono ricche di dettagli, con una ricostruzione storica realizzata in collaborazione con il personale del tempio reale di Kyoto. L’illuminazione, gli effetti particellari e il design dei Genma contribuiscono a creare un’atmosfera cupa e affascinante che richiama le origini horror della serie.
Scrivi un commento