OpenMoney, un servizio che fornisce informazioni sulle condizioni di lavoro nelle aziende giapponesi basandosi sui dati degli utenti, ha raccolto i dati relativi alle principali aziende di videogiochi.
I dati includono lo stipendio medio dei dipendenti, la quantità di straordinari mensili e la loro soddisfazione generale in base a un sistema che va da 1 a 5, dalle analisi è emersa la seguente tabella:
| Azienda | Reddito medio annuo | Straordinario mensile medio | Soddisfazione (1-5, dove 5 è il punteggio più alto) |
| Sony Interactive Entertainment | 9,94 milioni di JPY (circa 54.000 EUR) | 17.6 ore | 3,85 |
| Capcom | 8,40 milioni di JPY (circa 46.000 EUR) | 20 ore | 3.83 |
| SEGA | 8,10 milioni di JPY (circa 44.000 EUR) | 23.5 ore | 3.52 |
| Bandai Namco Entertainment | 7,95 milioni di JPY (circa 43.000 EUR) | 28.3 ore | 3,89 |
| Nintendo | 7,64 milioni di JPY (circa 41.000 EUR) | 27.2 ore | 3.48 |
| Konami Digital Entertainment | 7,11 milioni di JPY (circa 39.000 EUR) | 24,2 ore | 2.83 |
| Square Enix | 6,87 milioni di JPY (circa 37.000 EUR) | 19.00 ore | 2.77 |
Da questi dati si evince che Sony Interactive Entertainment si è piazzata al primo posto nelle prime due categorie, ma il suo livello di soddisfazione generale è leggermente al di sotto di quello di Bandai Namco, mentre si può notare come l’azienda peggiore risulti Square Enix.
Tuttavia, in linea di massima si può notare come l’industria videoludica giapponese sembri essere in condizioni più sane rispetto alle controparti occidentali, dove si sentono sempre più notizie di licenziamenti di massa e cancellazioni, come il recente caso di EA. A quest’ultimo riguardo bisogna fare una piccola precisazione, che a causa di pressioni culturali e sociali i licenziamenti non vengono esplicitamente segnalati, mostrando come anche in Giappone ci siano ridimensionamenti dei team di sviluppo, con conseguenti licenziamenti dei dipendenti delle divisioni occidentali.
In ogni caso, Sony sembra versare in buone acque e sembra che i dipendenti si trovino bene presso l’azienda, a differenza delle altre concorrenti nipponiche.
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