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Tales of Seikyu | Recensione

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Tales of Seikyu è un rilassante farming simulator che vuole colpire i giocatori grazie ai suoi numerosi elementi di gameplay, al suo stile artistico e alla sua storia interessante, invitandoci nella peculiare terra di Seikyu e sperando di trattenerci abbastanza a lungo da aiutare la città a prosperare, innamorarci e scoprire i misteri dell’isola. Il gioco possiede abbastanza personalità da mantenere vivo l’interesse del giocatore oppure finirà per perdersi tra la miriade di titoli simili? Scopritelo leggendo la nostra recensione!

Un villaggio chimerico

Tales of Seikyu ha per protagonisti una nutrita schiera di ibridi metà umani e metà animali, oltre a qualche normale essere umano. Tutti sono stati progettati per risultare attraenti, così che più avanti nell’avventura possiamo scegliere uno di loro come partner romantico e convincerlo ad aiutarci nella nostra mistica missione alla ricerca dei nostri genitori e del resto del Clan della Volpe.

Vestiamo i panni di un personaggio che, insieme alla sorella Karn, una volpe del deserto, segue un messaggio lasciato dai genitori fino alle isole di Seikyu, terra ancestrale del Clan della Volpe. Oggi queste isole ospitano un tranquillo villaggio popolato da personaggi eccentrici che sembrano poco preoccupati del fatto di aver costruito un parcheggio sopra le rovine di un’antica civiltà perduta.

Versione provata: PC

Tutto si trasforma

Dopo esserci stabiliti nell’ultima tana delle volpi rimasta, siamo stati accolti sull’isola e incaricati di coltivare, pescare e combattere giorno dopo giorno, mentre i nostri vicini continuano a chiederci oggetti su oggetti senza mostrare il minimo interesse per la nostra difficile situazione.

Ovviamente non siamo obbligati a completare le loro missioni, ma se vogliamo guadagnare denaro, fare amicizia e avere qualcosa da fare tra una spedizione e l’altra nelle rovine, allora dovremo svolgerne parecchie. Parteciperemo a eventi comunitari, doneremo somme di denaro per la costruzione del casinò, scopriremo tane di volpe sparse per la mappa che nascondono segreti del passato e, esplorando le rovine del Clan della Volpe, otterremo nuove forme animali e creature in cui trasformarci, rendendo esplorazione e agricoltura molto più semplici.

Naturalmente, come in ogni farming simulator che si rispetti, troveremo casse in cui depositare i raccolti, collezioni da completare ed espansioni da acquistare. Tuttavia, Tales of Seikyu cerca di distinguersi grazie alla narrativa del Clan della Volpe e alle abilità di trasformazione.

Le trasformazioni, la selezione degli strumenti e quella dell’inventario sono gestite tramite tre diverse ruote di scelta. Le abilità di trasformazione servono a svolgere moltissime attività. La forma del cinghiale rende il terreno coltivabile, quella dello slime permette di attraversare specchi d’acqua e raggiungere nuove aree, oltre ad accelerare l’irrigazione delle colture. La volpe consente di risolvere enigmi grazie ai suoi poteri di controllo, mentre l’uccello permette ovviamente di volare verso nuove zone della mappa.

Queste abilità introducono variazioni interessanti nel gameplay e spesso rappresentano l’unico modo per proseguire. Sarebbe però stato utile avere qualche indicazione in più su come ottenerle. Il gioco si limita a suggerire di continuare a esplorare e molte cose rimangono poco chiare. Certo, alla fine abbiamo ottenuto le varie trasformazioni, ma più per fortuna che per una progressione ben costruita. Considerando le numerose occasioni che il gioco avrebbe avuto per guidare meglio il giocatore tramite missioni o indicatori sulla mappa, ci sarebbe piaciuto vedere una maggiore cura in questa fase.

Lavori in corso…

Ci sono inoltre alcuni bug e problemi tecnici che continuano a manifestarsi e che avremmo pensato fossero già stati corretti al momento del rilascio della versione definitiva dopo un anno trascorso in Early Access. A volte il comando per parlare con gli NPC non compariva affatto, costringendoci a girare attorno al personaggio fino a trovare il minuscolo punto esatto in cui appariva l’icona di interazione.

Inoltre, la domenica gli abitanti del villaggio si prendono giustamente il giorno libero: i negozi chiudono e i loro spostamenti abituali cambiano. Il problema è che in un’occasione questa situazione è proseguita anche il giorno successivo. Nessuno sembrava intenzionato a uscire di casa per andare al lavoro e siamo stati costretti a riavviare il gioco.

A proposito di amicizie, ogni giorno possono comparire nuove richieste da parte degli abitanti del villaggio, e il gioco lo segnala tramite il calendario. Ogni missione completata aumenta il livello di affinità con il personaggio interessato. A tre cuori diventiamo amici e possiamo abbracciarci; a cinque cuori possiamo iniziare una relazione con qualsiasi NPC disponibile per una romance.

Sono presenti anche alcuni combattimenti contro boss: per lo più si tratta di tanuki dispettosi che continuano a rubare le pergamene necessarie per ottenere le trasformazioni. Sono scontri piuttosto semplici che possono essere conclusi in pochi minuti, soprattutto dopo aver ottenuto armi di livello superiore.

Per questo motivo, chi teme il sistema di combattimento di Tales of Seikyu non dovrebbe preoccuparsi troppo: impostando la difficoltà su facile non incontrerà particolari ostacoli. In aggiunta, possiamo dire che il gioco si concentra soprattutto sul crafting di mobili per arredare la propria abitazione, l’acquisto dei vestiti e accessori e sulla coltivazione, quindi il tutto risulta rilassante e mai frustrante.

Un mondo colorato

Il gioco non include il doppiaggio e tutti i dialoghi vengono presentati tramite finestre di testo. Non è purtroppo disponibile una traduzione in italiano. Nel complesso la colonna sonora è gradevole e accompagna bene il colorato mondo di gioco. Tuttavia, durante alcune scene narrative in cui gli abitanti del villaggio si scatenano in balli e festeggiamenti, vengono utilizzate le stesse tracce rilassanti che accompagnano l’esplorazione quotidiana.

Dal punto di vista visivo, il gioco è gradevole. È colorato e fantasioso, ma ovviamente i personaggi non sono granché dettagliati.

Al netto dei problemi già citati, il gioco non ha presentato altre magagne tecniche, a parte certe scritte che fanno riferimento ad alcuni asset non rintracciati dal codice. Nulla che però non possa essere risolto da una patch. Sono presenti alcune schermate di caricamento e, quando compaiono, l’animazione associata tende quasi sempre a bloccarsi dopo pochi secondi. Non è un problema grave, ma vale comunque la pena segnalarlo.

Solido, ma manca ancora qualcosa…

Nel complesso, Tales of Seikyu è un buon gioco. Offre i suoi elementi di gameplay con competenza, le variazioni introdotte nella classica formula dei farming life sim aggiungono una piacevole ventata di freschezza e abbiamo apprezzato molto l’inclusione della trama legata al Clan della Volpe.

Almeno offre a chi ha bisogno di una struttura narrativa e di obiettivi ben definiti qualcosa a cui aggrapparsi, anche se alcune parti richiedono un po’ di fatica per essere scoperte. Il gioco è carino da vedere, la colonna sonora è gradevole e il ciclo di gameplay risulta intrinsecamente soddisfacente. Ma manca ancora qualcosa per definirlo un ottimo gioco.

Ringraziamo il publisher per averci fornito il codice per la recensione.

7
Riassunto
Riassunto

Non ci è dispiaciuto trascorrere del tempo con Tales of Seikyu, ma non possiamo nemmeno dire che ci abbia davvero impressionato. Chi è appassionato dei giochi rilassanti e ha passato moltissime ore su titoli come Stardew Valley e simili potrebbe esserne incuriosito, ma con così tanti giochi dello stesso genere che vengono pubblicati continuamente, crediamo che serva qualcosa di più di una semplice meccanica di trasformazione per convincerci che questo titolo meriti davvero più attenzione rispetto ai suoi numerosi concorrenti.

Pro
Interessante meccanica delle trasformazioni Mondo di gioco coloratissimo Basi di gameplay molto solide
Contro
Fa fatica a distinguersi dall'agguerrita concorrenza Diverse magagne tecniche
  • Giudizio complessivo7
Scritto da
Silvia SiL Mannu

Nel lontano 1990 entro in una sala giochi e scopro i cabinati arcade. Da quel momento, la passione per i videogames non mi ha mai abbandonata. Oggi sono una PC Gamer legata soprattutto a titoli action, giochi di ruolo, stealth e picchiaduro.

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