Che i costi di sviluppo dei videogiochi tripla A siano aumentati in modo vertiginoso negli ultimi anni non è certo una novità. Oggi, però, la situazione avrebbe raggiunto livelli impressionanti.
Secondo quanto riferito dal giornalista Jason Schreier in una serie di interventi pubblicati su BlueSky, il budget medio delle grandi produzioni avrebbe ormai superato i 300 milioni di dollari, con alcuni casi capaci di spingersi ben oltre questa soglia. Un quadro che, secondo Schreier, impone una riflessione urgente sullo stato di salute dell’industria videoludica.
Il giornalista ha precisato che queste cifre riguardano quasi esclusivamente stipendi e spese operative, senza comprendere i compensi dei dirigenti, spesso corrisposti sotto forma di azioni. Si tratterebbe inoltre di stime riferite soprattutto a produzioni sviluppate negli Stati Uniti e in Canada, dove il costo del lavoro è particolarmente elevato. In altri mercati, caratterizzati da salari differenti, i costi complessivi potrebbero risultare più contenuti.
A rendere ancora più evidente la portata del problema è il semplice calcolo proposto dallo stesso Schreier. Un videogioco venduto a 70 dollari garantirebbe infatti al publisher circa 49 dollari netti per copia, una volta sottratta la quota trattenuta dagli store digitali come Steam o PlayStation Store. Di conseguenza, per recuperare un investimento di 300 milioni di dollari servirebbe superare i 6 milioni di copie vendute, senza nemmeno includere le spese di marketing. Un risultato che resta appannaggio di una ristrettissima élite di titoli.
Per quanto il dato possa apparire sorprendente, il contesto sembra confermarlo. Basti pensare a Marvel’s Spider-Man 2, pubblicato nel 2023, che secondo le informazioni emerse dall’attacco informatico subito da Insomniac Games avrebbe avuto un costo di produzione pari a 315 milioni di dollari.
Exact budgets of video-game productions can be tough to corroborate (more transparency from publishers would be nice!) but the numbers I've heard floating around AAA game dev these days are $300 million or more — sometimes much more! — which I think helps explain the current state of the industry
— Jason Schreier (@jasonschreier.bsky.social) 2026-03-25T20:38:45.547Z
Alla luce di questi numeri, appare sempre più evidente quanto l’attuale modello produttivo dei videogiochi AAA sia fragile, oneroso e ad altissimo rischio per le aziende. Non stupisce quindi che i grandi publisher scelgano quasi sempre di puntare su franchise già affermati, riducendo progressivamente lo spazio per nuove proprietà intellettuali. In un simile scenario, l’innovazione finisce inevitabilmente per diventare l’eccezione, non più la regola.
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