I servizi in abbonamento hanno rappresentato per anni una delle soluzioni più convenienti per i videogiocatori. Invece di spendere circa 70 euro per acquistare un singolo titolo, era possibile sottoscrivere un abbonamento a un prezzo più contenuto e accedere a cataloghi composti da centinaia di giochi.
Con il passare del tempo, però, la situazione è cambiata. Nonostante servizi come Xbox Game Pass, PlayStation Plus e Nintendo Switch Online continuino a offrire un buon rapporto tra prezzo e contenuti, i costi sono aumentati sensibilmente.
Secondo un nuovo report, oltre il 40% degli utenti che cancella servizi come Game Pass e PS Plus lo fa a causa dell’aumento dei prezzi, pur dichiarandosi soddisfatto dell’offerta.
Il dato è particolarmente significativo perché mostra come il problema non sia necessariamente legato alla qualità dei servizi. In un contesto segnato dall’inflazione e dall’aumento generale del costo della vita, infatti, molti consumatori si trovano costretti a ridurre le spese non essenziali, compresi gli abbonamenti dedicati all’intrattenimento.
A evidenziarlo è il sondaggio Future of Insights for Video Games Consumer Survey di Circana, secondo cui una larga parte degli utenti statunitensi non abbandona servizi come Game Pass, PlayStation Plus e Nintendo Switch Online perché insoddisfatta.
Al contrario, circa il 40% di chi disdice l’abbonamento afferma di apprezzare il servizio, ma di essere costretto a rinunciarvi a causa dei rincari.
Un esempio evidente è rappresentato proprio da Xbox Game Pass. Il prezzo dell’abbonamento era arrivato fino a 26,99 euro al mese, prima di essere successivamente ridotto a 20,99 euro, una cifra che rimane comunque elevata per molti consumatori.
Il prezzo, tuttavia, non è l’unico elemento che incide sulle cancellazioni. Molti utenti scelgono inizialmente questi servizi per l’enorme quantità di giochi disponibili, ma finiscono poi per utilizzarli poco o per nulla.
La vastità dei cataloghi può infatti trasformarsi in un limite: di fronte a centinaia di titoli disponibili, alcuni abbonati faticano a trovare il tempo o la motivazione per sfruttare realmente il servizio. Di conseguenza, anche utenti soddisfatti dell’offerta possono decidere di cancellare l’abbonamento semplicemente perché non riescono a giustificarne il costo mensile.
Il quadro che emerge suggerisce quindi un problema sempre più evidente per il mercato degli abbonamenti videoludici: gli utenti continuano ad apprezzare il modello, ma prezzi più elevati e un utilizzo spesso limitato stanno rendendo sempre più difficile mantenerlo all’interno del proprio budget mensile.
According to Circana's Future of Insights for Video Games Consumer Survey, cost is becoming a stronger driver of US cancellations to Xbox Game Pass Essential, PS Plus Essential and Nintendo Switch Online. Over 40% of those canceling in the US cite cost as a primary driver, higher than seen in Q1.
— Mat Piscatella (@matpiscatella.bsky.social) 2026-09-11T15:26:16.969Z
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