[Recensione] Zombie Cure Lab

Di giangireds
4 Agosto 2022

Un gruppo di simpatici scienziati, accompagnati da alcuni sopravvissuti, sta cercando una cura per salvarsi dall’epidemia che ha portato gli zombie ad assediare l’intero mondo. Questo è Zombie Cure Lab, un titolo indie sviluppato da Thera Bytes GmbH, che abbiamo avuto modo di provare in early access su Steam. A differenza di altri titoli nei quali l’obiettivo è sempre quello di sterminare più zombie possibile, la peculiarità di questo gestionale “pacifista” sta nella volontà di salvare il maggior numero di vite. Diamo dunque un’occhiata a Zombie Cure Lab in questa recensione.

Zombie Cure Lab accampamento

Inizialmente ci ritroveremo a costruire e gestire un accampamento, con l’obiettivo di assicurare un posto comodo per far riposare i nostri lavoratori e accumulare più risorse utili possibile. Il sistema di costruzione e gestione degli edifici è ben realizzato, intuibile e permette di personalizzare al meglio il proprio campo. Alcuni problemi sono stati invece riscontrati con le descrizioni di oggetti e abilità, che a volte non compaiono a schermo e, di conseguenza, rendono difficile la corretta comprensione del loro uso.

Tra i primi compiti che ci vengono assegnati, troviamo quello di costruire una barricata intorno al quartier generale: questo perché, soprattutto di notte, inizieranno a comparire sempre più zombie intenzionati a distruggere i nostri edifici. Sarà dunque essenziale recuperare molte risorse per migliorare le difese all’esterno dell’accampamento. Ampliando la mappa sarà possibile mandare diversi lavoratori in ricognizione per ottenere vecchi rottami utili alla costruzione di conduttori di elettricità, utili per mantenere attivo il laboratorio di ricerca.

Zombie Cure Lab ricerca

Anche il cibo, oltre alla naturale capacità di mantenere in vita i nostri lavoratori, ha un suo valore: delle scorte ben rifornite manterranno alto il morale dei sopravvissuti, ottimizzando i processi di ricerca e costruzione degli edifici. A questo punto inizia la fase clou di Zombie Cure Lab: la cattura e lo studio dei non-morti, tramite il processo di trasformazione in Humbies, ovvero un incrocio tra esseri umani (Humans) e non-morti (Zombies).

Da questo momento in poi, Zombie Cure Lab ci farà affrontare continui assalti da parte degli zombie, che richiederanno strutture più avanzate e tecnologiche, per permettere loro di ritornare allo stato umano. Dopo aver concluso il tutorial iniziale, con conseguenti mini-missioni proposte dal gioco, avremo la possibilità di visitare una vasta zona di mappa, composta da diversi biomi. Si passa dal ghiaccio dell’Alaska alla più calda Florida, fino ad arrivare ai confini del Messico.

Zombie Cure Lab mappa

Lo stile originale e cartoon è tuttavia accompagnato da una meccanica di gioco abbastanza semplice che rende Zombie Cure Lab un titolo facilmente fruibile. Le opzioni e le varie funzioni messe a disposizione dal titolo sono infatti quelle tipiche di un gestionale sandbox, tenendo conto di alcuni bug presenti nell’early access. La possibilità di assegnare un dato lavoratore a una specifica attività permette di personalizzare al meglio il proprio accampamento, consentendo così al giocatore di dare diversi livelli di priorità alla costruzione e alla gestione delle strutture.

In linea generale, le meccaniche presenti all’interno di Zombie Cure Lab non fanno gridare al miracolo, ma il suo punto forte potrebbe essere l’originalità in questa nuova visione degli zombie cosiddetti Humbies. “Potrebbe” perché, allo stato attuale di early access, ci sono ancora diversi piccoli problemi da sistemare per rendere il titolo fluido e veramente godibile. Tuttavia, gli sviluppatori hanno fornito una roadmap che indica i futuri aggiornamenti e le novità in arrivo.

Zombie Cure Lab roadmap

Per concludere, possiamo dire che Zombie Cure Lab è certamente un gioco valido, adatto agli amanti dei gestionali, i quali potrebbero trovare un po’ di freschezza nell’insolita formula utilizzata dagli sviluppatori per differenziarsi da centinaia di altri titoli simili. Siamo curiosi di vedere come lo studio tedesco di Thera Bytes riuscirà a implementare le novità promesse in questi mesi.

Punti di forza:

  • Estetica originale
  • Meccaniche semplici da comprendere
  • Ottime potenzialità

Punti deboli:

  • Bug che impediscono la corretta comprensione di alcune meccaniche
  • Mancanza di colonna sonora

Ringraziamo Thera Bytes GmbH per il codice in anteprima.



Abbiamo parlato di:

Ciao! Sono un ragazzo di 22 anni che fa cose, e a volte capita anche che queste siano buone. Altre un po' meno. Vabbè mi limiterò a dire che so fare la carbonara, come scrivono i ragazzi nella bio su Tinder.




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