[Recensione] Subaru Baracca: Il ritorno

Di Andrea "Geo" Peroni
12 Dicembre 2020

C’è voluta una pandemia globale per un virus. C’è voluto un periodo storico tra i più imprevedibili di sempre. C’è voluta la chiusura di teatri e cinema, che ha fermato il loro lavoro per molti mesi. C’è voluto tutto questo, per convincere il trio comico più famoso d’Italia a rimettersi in macchina, allacciare le cinture e riproporre uno degli sketch più famosi di sempre. Subaru Baracca: Il ritorno è tutto ciò che non ci aspettavamo, ma di cui sentivamo il bisogno.

Aldo, Giovanni e Giacomo tornano in azione direttamente dal palcoscenico di YouTube, dove nella serata di ieri hanno pubblicato quella che può essere descritta come una reinterpretazione moderna, una sorta di remake dell’intramontabile sketch Subaru Baracca: Il viaggio divenuto un’icona della comicità italiana. Messo in scena per la prima volta nel corso del celebre spettacolo Tel Chi El Telùn nel 1999 e andato in onda sulle reti Mediaset, il viaggio in Subaru Baracca, la nuova fiammante ma anche stravagante auto di Giovanni, raccontava di un’epopea omerica dai risvolti comici, una lunga (e pericolosa, specialmente per i Dalmata) traversata da Milano a Pizzo Calabro costellata di risate e momenti passati alla storia nella quale il trio, all’epoca forse nel miglior momento della sua carriera, si distingueva per le sue varie figure e personalità in gioco, ognuna delle quali con un preciso disegno, caratterizzazione e scopo all’interno di un racconto nel quale tutto funzionava a meraviglia.

Oggi, a 21 anni di distanza, l’auto di Giovanni esce nuovamente dal garage, e il viaggio ricomincia. Il tempo è trascorso, e si vede sulla pelle degli stessi comici ma non solo. La Subaru Baracca è ora un modello Hybrid, che ha sacrificato uno dei sedili posteriori per inserire batterie aggiuntive e aumentare l’autonomia del mezzo, fondamentale per la nuova impresa che attende Giovanni e Giacomo: raggiungere Aldo a Siracusa. C’è ancora il finestrino malefico da abbassare, ma stavolta può essere sbloccato solamente da una password numerica. E c’è ancora, come ci aspettavamo, il classico automobilista che alle 6 del mattino, per le strade di Milano, fa imbestialire il povero Giovanni già nervoso alla guida.

Stavolta però, come detto, il viaggio della Subaru Baracca ha come scopo proprio quello di raggiungere Aldo nel sud Italia, e il comico non prende quindi direttamente allo sketch. La sua figura si farà vedere, a intervalli regolari, con alcune videochiamate con Giovanni e Giacomo, al quale vengono assegnati sostanzialmente tutti i ruoli che il compare desaparecido aveva nello sketch originale – la sosta per urinare, la folle apertura della portiera della macchina, il mal d’auto dopo una curva brutta brutta.

L’assenza di Aldo, nonostante gli sforzi nel rimodellare lo sketch nel suo insieme dando nuova linfa a Giacomo e inedite sequenze al primo, si fa certamente sentire. In alcune sequenze, Subaru Baracca: Il ritorno appare notevolmente più spento, privo di quella linfa fondamentale che era l’interazione tra tutti e tre i personaggi/attori quando vengono messi nello schermo insieme.

Ciononostante, assistere nuovamente a questo pezzo di storia della comicità italiana, che ha cercato di reinventarsi e riproporsi al giorno d’oggi, proprio come ha fatto il trio nel corso di tutta la sua trentennale attività, è un piacere. Come al solito, la risata è garantita, e ci piace constatare, ancora una volta, che Aldo, Giovanni e Giacomo hanno ritrovato la complicità di un tempo dopo alcuni tempi bui nei quali le loro strade sembravano destinate a separarsi irrimediabilmente. Non è stato così, per fortuna. Perché di AGG, per noi, c’è sempre bisogno.

“Allora, Ciccio!”

Hai Telegram? Clicca sull'icona per entrare nel canale



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.




Scrivi un commento