Prey: Prima Ora – La prova della demo

Di Andrea "Geo" Peroni
29 aprile 2017

È ufficiale: il mio hype verso Prey, dopo aver assaggiato la prima ora di gioco nella demo attualmente disponibile su PlayStation 4 e Xbox One, è aumentato e ha raggiunto il livello “gioco da Day One”. Annunciato a sorpresa all’E3 dello scorso anno, il progetto di Arkane Studios è andato avanti quasi in sordina, nel mentre che incuriositi giocatori, tra cui me, cercavano di tenere sotto controllo qualsiasi nuova notizia o clip. Dopo molti mesi di attesa, siamo vicini alla release del gioco fissata per il 5 maggio (anche su PC), e la Prima Ora, tema della demo, ci ha lasciato ricolmi di tanta convinzione e speranza.

Morgan Yu. Quali segreti nasconderà il protagonista di Prey?

A partire dall’ambientazione, fantasticamente suggestica, il titolo ricorda davvero molto da vicino la serie BioShock, alla quale Arkane si è chiaramente ispirata per rilanciare il marchio Prey scomparso dopo il suo esordio nel 2008. Morgan Yu, protagonista del titolo che può essere utilizzato in versione maschile o femminile, è un novello esploratore di quella Rapture City a tratti terrificante che ci ha fatto sobbalzare dalla sedia in più occasioni quando fu il suo momento. Il 2017 è però l’ora di Prey, e l’incessante aura di mistero che aleggia intorno alla Talos I e proprio a Yu paiono come un biglietto da visita accattivante per tutti coloro che hanno intenzione di trascorrere il mese di maggio a caccia di Mimic.

Successivamente ad un prologo criptico e al momento ancora poco comprensibile, la realtà di Yu che abbiamo conosciuti finisce con lo sgretolarsi in pochi minuti, lasciando a bocca aperta lo spettatore che finisce con l’immedesimarsi completamente nell’enigmatico protagonista. Yu è spaesato, esattamente come noi, sensazione che non ci abbandonerà neppure sul finire della demo, il momento chiave di tutta questa prima ora. Sul punto di fornirci qualche indicazione in più, utile per scoprire cosa si cela nel mistero della Talos I, ecco che compare la funesta scritta.

Dannazione. Ma a parte l’inevitabile conclusione di tale versione, quello che abbiamo assaporato di Prey è qualcosa che trascende le ultime proposte del mercato videoludico e che si prefigge come scopo primo quello di risultare familiare agli occhi di chi è cresciuto con System Shock, Half Life e survival horror di vario genere. La natura discendenziale del gioco si fa sentire sin dai primi istanti di reale gameplay, ma non è affatto detto che ciò sia qualcosa di negativo. La storia, altro elemento fondamentale, sembra per ora intrigante, e speriamo che non finisca col perdersi in inutili giri di parole o in cliché. La sete di sapere, la voglia di scoprire qualcosa di più sui misteriosi alieni mutaforma Typhon che hanno attaccato la Talos I, e il bisogno di venire a conoscenza di cosa nascondano la base e l’organizzazione StarTrans, sono stati gli elementi predominanti di questa demo. Con nostro grande piacere.

Il game design sembra poi la naturale evoluzione di ciò che Arkane ha plasmato e perfezionato sempre di più su Dishonored. Maggiore libertà al giocatore, non solo in termini di spazio nel quale muoversi, ma anche di ricerca e di proseguimento verso una determinata area. Più di una volta vi capiterà di trovarvi di fronte a porte chiuse che possono essere aperte in più modi, sfruttando anche possibilmente i Neuromod e le loro capacità, così come le armi. Il bizzarro cannone GLOO, dotato di una sorta di sostanza collante che si appiccica anche ai nemici e che si solidifica in poco tempo immobilizzando la preda, può essere anche sfruttato come diversivo per i nemici in allerta, per arrivare ben preparati allo scontro con un nuovo nemico (oltre ai Mimic è presente nella demo anche un corpulento Spettro, molto meno veloce ma notevolmente più potente), o ancora per raggiungere luoghi inaccessibili.

Prey

L’atmosfera sembra azzeccata in ogni istante, gli ambienti ispirati e funzionali, e le possibilità sono tante, e tutto questo viene completato da una musica che rende ogni momento carico di tensione, per farvi restare sempre sull’attenti e vigili, nei momenti in cui non vi sarete dedicati all’esplorazione. Vi capiterà di perdervi anche all’interno della stessa demo, a caccia di nuovi oggetti da raccogliere, per scoprire qualcosa di più sui Riciclatori e per dare un’occhiata ai numerevoli Necromod presenti. Purtroppo, dopo un’ora circa l’esperienza della demo di Prey sarà conclusa. Ma quel che resta, almeno guardando alla realizzazione di questo inizio di gioco, è un grosso sì. Il grande dubbio riguarda ovviamente la trama, elemento a dir poco fondamentale in un’opera come questa. Il giudizio è rimandato, ma gli appassionati del genere potrebbero già essere in fibrillazione.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.