Il Discovery Tour dell’Antico Egitto – Ubisoft mette Assassin’s Creed al servizio dell’istruzione | Speciale

Di Andrea "Geo" Peroni
21 febbraio 2018

Chi ancora oggi, nel 2018, continua a sostenere che i videogiochi non possono insegnare nulla, si ritrova da poche ore a dover fare nuovamente un esame di coscienza. In passato, e parliamo di un passato neanche poi tanto lontano, abbiamo già avuto esempi di videogiochi messi al servizio dell’istruzione scolastica. L’ultimo esempio, in ordine cronologico, è stato Minecraft, che nel 2015 iniziò ad essere utilizzato con frequenza in alcuni istituti comprensivi e scuole per permettere agli alunni di divertirsi e allo stesso tempo imparare. Concetti come la matematica, la scienza, le basi della programmazione informatica, ma addirittura la religione e la storia venivano convogliate in questa edizione speciale del fenomeno creato da Markus Persson chiamata MinecraftEDU e che ha avuto la sua discreta fetta di successo all’estero. In Italia, ovviamente, no, complice un sistema d’insegnamento abbastanza arretrato (fortunatamente non sempre così) e restio ad aprirsi alle novità.

Eppure c’è chi, tra i produttori di videogiochi, continua nel suo avvicinamento al mondo scolastico. Proprio ieri Ubisoft, che con la sua serie Assassin’s Creed accompagna da anni gli appassionati nell’esplorazione di molti periodi storici (il Rinascimento, la Rivoluzione Americana e quella Industriale, l’epoca dei Pirati e così via) perfettamente ricostruiti, ha rilasciato quello che a tutti gli effetti potrebbe divenire uno strumento di apprendimento innovativo e approfondito per legare videogames e insegnamento. Il Discovery Tour dell’Antico Egitto, direttamente dall’ultimo capitolo della serie Assassin’s Creed: Origins del quale potete leggere qui la nostra recensione, ha fatto il suo esordio come update gratuito per tutti i possessori del titolo, ma date le sue estreme potenzialità la casa madre francese ha dato la possibilità di usufruirne in maniera stand-alone al costo di 19.99€. Il profumo di un’operazione commerciale e non solo di grande livello c’è tutta, e oggi vi spieghiamo perché il Discovery Tour potrebbe rappresentare lo strumento ideale per l'”invasione” dei videogiochi nelle scuole.

I monumenti di Giza in tutto il loro splendore.

In ogni capitolo della serie Assassin’s Creed noi possiamo riscontrare una cura maniacale nella ricostruzione delle città, degli ambienti e della vita quotidiana di chi viveva in quell’epoca, fatta di studi approfonditi sulle abitudini del tempo grazie a storici e studiosi. È grazie a questa politica di fedeltà storica se la magnifica Roma Rinascimentale di Assassin’s Creed: Brotherhood pare la copia sputata dell’allora capitale dello Stato della Chiesa, con i suoi templi, le piazze ricche di mercanti, le già antiche meraviglie dell’Impero in decadenza e che iniziavano a presentare gli inevitabili segni del tempo. E come dimenticare la Parigi della Rivoluzione Francese, o le prime grandi città americane come Boston e New York nelle quali riconoscevamo anche intricate simbologie massoniche nella progettazione stradale e degli edifici, proprio come accadeva nel XVIII secolo. Per l’Antico Egitto di Assassin’s Creed: Origins, ambientato nel I secolo a.C., la cura riposta nella realizzazione e ricostruzione degli ambienti è stata addirittura maggiore considerando la pochezza dell’eredità che oggi ci hanno lasciato gli Egizi, le cui città sono ad esempio quasi completamente scomparse. Affidarsi ad un’equipe di prestigiosi egittologi e archeologi è stata ovviamente la cosa più giusta da fare, ma vista forse la mole di lavoro ecco che nella mente degli sviluppatori balza un’idea originale: sfruttare Assassin’s Creed: Origins per insegnare.

È così che nasce il Discovery Tour, come detto uno strumento indipendente da Origins ma che ne sfrutta tutto il potenziale per divenire quello che è tutti gli effetti un documentario interattivo sull’Antico Egitto. Nei panni di uno dei tanti personaggi a disposizione, come Bayek, Amuneth, William Miles ma anche Cleopatra Filopatore, Caio Giulio Cesare e altre figure ben note, il tour realizzato da Ubisoft in collaborazione con il fior fior degli esperti mondiali sull’antica civiltà che abitava l’area del Nilo ci mette di fronte ad un’immensa raccolta di informazioni, che per la prima volta possono essere viste in prima persona. Coadiuvato da immagini e foto reali, presi dai vari ritrovamenti che gli archeologi continuano a rinvenire e che aiutano a ricostruire sempre più le abitudini degli Egiziani, il tour riesce infatti a dare tutti gli elementi al fruitore per poter apprendere moltissimi aspetti della terra dorata, come retroscena sulla creazione della Grande Piramide, o l’importanza militare, strategica, economica e politica che riservava una città come Alessandria, un tempo fulgido esempio della magnificenza egiziana contaminata dall’arrivo dell’altrettanto brillante estetica dei Greci. Perché difatti la grande potenzialità del tour è quella di poter permettere al giocatore, o allo spettatore, di sentirsi completamente immerso in quel mondo, dove troviamo edifici, abitanti e oggetti legati al lontanissimo passato dell’Egitto, facendogli percorrere fisicamente (o quasi) le stesse strade che un qualsiasi uomo del I secolo a.C. poteva incontrare girovagando per il Sahara.

Attraverso i 75 documentari interattivi che formano il Discovery Tour, non vi è solo la possibilità di conoscere curiosità prettamente storiche e adatte ai libri scolastici, ma anche gustose chicche dal mondo antico che forse mai nessuno, a meno che non siate veri appassionati di Storia, ha avuto la possibilità di dirvi. Sapevate ad esempio che la birra era una bevanda di grandissima importanza per gli Egiziani? Eravate a conoscenza del fatto che furono i Tolomei, una delle dinastie più famose e longeve dell’Egitto, a creare i primi sistemi di rotazione delle colture, e a dare il via a nuove coltivazioni di cereali? O ancora, siete sicuri di sapere tutto sul processo di mummificazione, peraltro già affrontato nel gioco con quest principali e missioni secondarie che ne esplorano tangenzialmente le complicate operazioni? Tra gli elementi più umili della vita quotidiana, scoprirete nel documentario anche aspetti legati alle maestose Piramidi, all’Egitto in generale e naturalmente ai Romani, civiltà qui già presente e in piena espansione in quel momento storico come abbiamo già visto nella storyline principale di Bayek di Siwa.

Sono sicuro che il Discovery Tour vi saprà conquistare, non solo se siete giocatori incalliti e al contempo appassionati di Storia. Come detto più volte, l’operazione di Ubisoft è da rimarcare e da lodare, perché alza sempre più l’asticella dell’importanza di una serie come Assassin’s Creed elevandola a opera di cultura, uno strumento che le scuole, anche quelle italiane visto il completo doppiaggio italiano e l’ormai inossidabile passione dei ragazzi ai videogiochi, oggi molto più che 15-20 anni fa, potrebbero sfruttare per fare un passo avanti, per dare vita a nuove vie d’insegnamento e unificare due mondi che secondo molti sono inconciliabili. E invece, come ha dimostrato oggi Ubisoft, non è assolutamente così. Unire l’utile al dilettevole, questo il diktat di Discovery Tour, un serio rivale da ora di Superquark e Passaggio a Nord Ovest. Se qualche insegnante di Storia è in ascolto, il consiglio è quello di valutare approfonditamente gli aspetti di questo incredibile prodotto, perché grazie ad una direzione artistica di primo livello e al puro insegnamento che deriva da questa iniziativa, la parola “noia” potrebbe essere debellata dal vocabolario degli studenti.

Per chi volesse farsi un’idea visiva del Discovery Tour, ecco a voi il trailer di lancio dell’add-on disponibile da martedì 20 febbraio.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.