Meglio una gallina oggi che un uovo domani? | Speciale

red dead 3
Di Andrea "Geo" Peroni
25 maggio 2017

Il popolo dei videogiocatori è ormai abituato da tempo ad una parola che inizia per r, è il simbolo di inquietanti pensieri, ed è soprattutto lo spauracchio di ormai tutte le produzioni, tripla A e non: rinvio. L’ultimo, in ordine cronologico, è quello di Red Dead Redemption 2 (ci sarebbe quello di Get Even di Bandai rinviato di un mese, ma questa questione è molto più delicata), nuovo kolossal Rockstar Games annunciato nell’ottobre dello scorso anno. Un breve teaser trailer per mostrare al mondo il progetto, e niente più. Fino al funesto annuncio degli sviluppatori pochi giorni fa, quando il rinvio è divenuto ufficiale.

Rockstar, occorre ricordarlo, non è affatto nuova a rinvii di questo tipo. Se ripercorriamo un po’ la storia dello studio, ci accorgiamo di come da un certo punto in poi posticipare una data di rilascio sia diventata una prassi comune: GTA IV, previsto inizialmente per il 2007, arrivò un anno dopo; a GTA V accadde lo stesso destino; Agent, esclusiva PS3, non è neppure mai uscito. E gli indizi che suggerivano un rinvio anche per Red Dead Redemption 2 erano tanti. Nessuna novità da Rockstar dopo oltre 6 mesi dall’annuncio (e a meno di 6 mesi dall’ipotetica release), nessuna immagine o video, nessuna informazione, niente di niente. Si pensava ad un gigantesco spazio dedicato durante l’imminente E3, ma così non è stato: i ragazzi di Rockstar hanno gettato la spugna e si sono arresi, confessando che il gioco ha bisogno di molti altri mesi di lavoro per essere pubblicato in maniera ottimale. Ma non tutto il web è favorevole a questa politica, e c’è anche chi ora accusa Rockstar per essere stata, ancora una volta, troppo avventata.

Eppure, il videogiocatore moderno dovrebbe essere conscio del fatto che accelerare la produzione di un titolo, e farlo uscire in tempi stretti, non è una scelta che risulta essere proficua a lungo termine. Quante accuse sul web abbiamo letto riguardo Assassin’s Creed: Unity, con gli sviluppatori che furono accusati di aver realizzato un prodotto ripieno di bug? Quante volte ci siamo lamentati dei problemi di Fallout 4, che inizialmente rischiavano di rovinare anche i file di salvataggio? L’esempio più importante e recente di gioco che non doveva neppure essere pubblicato visto lo stato dei lavori, è sicuramente No Man’s Sky. Il survival di Hello Games, pompato dal reparto marketing di Sony che lo faceva apparire come un must assoluto per tutti i giocatori, è uscito palesemente incompleto. Sia graficamente, che in termini di contenuti.

L’unica operazione da compiere era: esplorare la superficie del pianeta, raccogliere risorse, alimentare l’astronave con queste nuove risorse, e ripartire per ripetere all’infinito questa sequenza di azioni. Gli Hello Games furono travolti dalle critiche, ma siamo sicuri che fosse tutta colpa loro? Sony, e anche l’esigente pubblico, spingevano per avere il gioco in tempi brevi, titolo che ormai era già stato annunciato da diversi anni. La frittata fu inevitabile, e il danno solo parzialmente riparato nei mesi successivi con vari update che hanno aumentato in maniera considerevole l’offerta di No Man’s Sky. Ma pagando un caro prezzo, se ci pensate: quello della credibilità, e della conseguente presa sul pubblico.

Meglio una gallina oggi, o un uovo domani? Meglio avere qualcosa non perfetto e subito, oppure è più allettante l’idea di attendere ansiosi qualcosa di fresco e innovativo, senza problemi di alcun genere? In fondo, alcune case sono sia famose per i loro rinvii sia per l’eccellente qualità dei loro prodotti, e Rockstar è una di queste. Dover attendere qualche mese in più per mettere le mani su un gioco che potenzialmente potrebbe rivelarsi grandioso è una proposta che ci piace, e che evidentemente risulta la scelta più logica per tutti. Mettiamoci l’anima in pace, e non pensiamo più di tanto allo spauracchio del rinvio. Rockstar Games non fa fortunatamente rima con Square-Enix o Team ICO.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.