Videogiochi alle Olimpiadi? “Una barzelletta”, secondo il presidente del CONI Malagò

Di Andrea "Geo" Peroni
20 novembre 2017

Ieri sera a Che tempo che fa, la trasmissione condotta da Fabio Fazio in onda da quest’anno su Rai 1, era presente anche il Presidente del CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) Giovanni Malagò. Intervistato sui temi più caldi del momento, tra cui naturalmente la mancata qualificazione dell’Italia a Russia 2018 e le dimissioni di Giampiero Ventura e Carlo Tavecchio, Malagò ha avuto modo anche di dire la sua sui discussi eSports, la cui idoneità all’inserimento tra le discipline olimpioniche è arrivata poche settimane fa.

Fazio ha infatti chiesto a Malagò il suo pensiero riguardo gli eSports come possibili partecipanti alle prossime Olimpiadi di Parigi, nel 2024. Il presidente del CONI ha inizialmente affermato che è favorevole ad una loro regolamentazione, dato che nel mondo le competizioni ufficiali legate ai videogiochi sono migliaia e che sono ancora di più i giocatori professionisti impegnati nel circuito di questi tornei. Ma la posizione di Malagò sugli eSports sembra molto chiara dalla sua chiosa finale sulla domanda:

“È una barzelletta che questi videogiochi entrino alle Olimpiadi”

Parole che fanno riflettere una comunità che si era vista  accettare solo poche settimane fa da un comitato prima molto severo e chiuso, e che ora vede nel presidente del Coni un “rivale” contro il quale scontrarsi. E le parole di Fazio sicuramente non hanno aiutato il popolo dei videogiocatori, quando il conduttore ha iniziato a sbeffeggiare i giocatori alla scoperta del doping in ambito di eSports. La sua affermazione “Doparsi per giocare a Super Mario?” è tutto dire.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.