Recensione Call of Duty: Infinite Warfare – Un passo avanti, tre indietro

infinite warfare recensione uagna
Di Andrea "Geo" Peroni
12 novembre 2016

Con il solito strascico di polemiche, come ogni anno, arriva sul mercato Call of Duty: Infinite Warfare. E i fan, subito, si domandano: il gioco si merita davvero tutta la shitstorm che ha subito nei mesi scorsi? L’ondata di polemiche non è mai stata infatti così elevata come in questo caso, con un trailer di annuncio che raggiunse il più alto numero di dislike mai fatto registrare da un video inerente ai videogame su YouTube. Partire con l’idea che questi “non mi piace” siano fondati rappresenterebbe però un pericoloso preconcetto, che rischia di oscurare la percezione del prodotto e quello che è realmente. Abbandoniamo quindi tutte le polemiche, tutte le opinioni che sono state espresse nel corso dei mesi su Infinite Warfare e concentriamoci sulla nostra recensione. Che, come potete vedere, mette in forte dubbio la via che Activision ha ormai deciso di percorrere con il suo franchise, ma che potrebbe aver posto delle importanti basi per un rinnovamento generale.

Versione provata: PlayStation 4

SISSIGNORE, SIGNORE

L’idea di un futuro lontanissimo dalla nostra civiltà è già stato abbracciato da tanti altri sparatutto AAA nel corso degli ultimi anni. Da Resistance ad Halo, da Mass Effect a Killzone, ed era inevitabile per Call of Duty: Infinite Warfare non finisse col presentare tanti punti di contatto con produzioni da anni sul mercato e che trattano temi molto similari. Ma andiamo con ordine, partendo dalle basi sulle quali si poggia la storia narrata nell’ultimo titolo di Infinity Ward.

call-of-duty-infinite-warfare_3-wm

Protagonista principale e nostro alter ego digitale sarà Nick Reyes, un alto ufficiale delle forze di difesa terrestri, che dopo un attacco lampo alla base Retribution si ritroverà a dover guidare un gigantesco contingente di soldati. Un peso non indifferente sopra alle sue spalle, che non abbiamo mai sperimentato prima se guardiamo la storia recente di Call of Duty. I poteri dei quali saremo insigniti ci faranno capire che il nostro protagonista ha una forte personalità che lo porta spesso a scontrarsi direttamente con i suoi superiori, che dovrà spesso fare i conti con la sua integrità morale e i suoi principi, per i quali l’uomo viene sempre prima della missione. Purtroppo però, come Infinite Warfare ci insegnerà nel corso della campagna, spesso il bene di molti prevale le esigenze di pochi (per citare l’immortale signor Spock di Star Trek), e dunque anche le difficili decisioni faranno parte della missione di difesa della Terra da parte del nostro contingente di soldati.

call of duty infinite warfare

L’idea di poter impersonare finalmente un alto esponente delle forze armate ci ha inizialmente incuriosito, dato che le possibilità erano davvero tantissime e che potevano portare a novità considerevoli per la campagna. Novità che, sotto questo punto di vista, non sono assolutamente arrivate. Il fatto di poter guidare in prima persona un eroe, un capitano che deve dare ordini, non ha cambiato la natura estremamente lineare della storia, che si piega alle decisioni degli sviluppatori e dei level designer piuttosto che alla vostra volontà di cambiare le carte in tavola. Non potremo scegliere di salvare o sacrificare un nostro alleato, non potremo intraprendere una via secondaria sfruttando altri sentieri, non sarà neanche possibile deviare il corso della storia dato che tutto quello che potremo fare sarà seguire semplicemente il percorso della storia scritta da Infinity Ward. Una possibile occasione per cercare di dare una nuova identità alla campagna in single player (deludente l’assenza della co-op che invece venne implementata l’anno scorso) che non è stata sfruttata, e che potrebbe, speriamo, essere presa in considerazione per l’avvenire.

STAR WARS

La trama di base che Infinite Warfare ci propina è qualcosa di particolarmente già visto nell’ambito videoludico, e non solo. Ci troviamo in un lontano futuro, dove la tecnologia ha fatto passi da gigante e ha permesso la creazione di più colonie sparse per tutto il Sistema Solare. Come nel più umano sentimento di libertà, però, le colonie, raggiunta una certa indipendenza, iniziano a sentirsi oppresse, controllate e rallentate. Gli unici modi che ha l’uomo di esprimere dissapore e dissenso sono l’odio  e la guerra: è così che hanno luogo gli antefatti di Call of Duty: Infinite Warfare, con le colonie marziane guidate dall’SDF e dall’ammiraglio Salen Kotch (interpretato da Kit Harington, star di Game of Thrones) che decidono di lanciare un’offensiva finale al nostro pianeta e diventare i veri padroni della galassia. A bordo della nave ammiraglia Retribution, saremo impegnati in una corsa contro il tempo per impedire a Kotch e al suo esercito di portare a termine il piano, senza se e senza ma: la Terra va protetta e salvata, a qualunque costo. Una campagna che, nonostante alcuni difetti come vedremo tra poco, rappresenta un diversivo ben accetto e gradito, che strizza come sempre l’occhio ai blockbuster hollywoodiani in termini di spettacolarità ed effetti scenici.

call of duty infinite warfare kit harington

La presenza di una star internazionale come Harington non riesce però a restituire lo stesso effetto che ebbe Kevin Spacey sulla storia di Advanced Warfare. Kotch sarà infatti, più che un villain, una sorta di Imperatore Palpatine della situazione, che preferisce rimanere nelle retrovie e muovere i burattini legati ai suoi fili piuttosto che esporsi in prima linea contro i  terrestri. Il suo epilogo, così come la sua presenza in generale del gioco, sarà insignificante e decisamente poco adrenalinico, alla stregua di un normale bersaglio ricercato che deve essere annientato (forse anche per il doppiaggio italiano, spesso poco incisivo e senza sentimento). La stessa storia, come avrete capito, offre ben poco in termini di reale originalità. Lo stesso discorso delle colonie che intraprendono una guerra per diventare indipendenti può essere ritrovato anche in altre celebri produzioni come Killzone, così come alcune caratteristiche del gioco lo accomunano a Mass Effect. Impersonare un carismatico comandante, raggiungere pianeti differenti, scovare nuove tecnologie che permettono di upgradare il proprio arsenale, una tra le novità più gradite dell’intera modalità, sono tutte caratteristiche che, se avete già apprezzato i già citati titoli, ritroverete su Infinite Warfare.

Continua nella prossima pagina…

Pagine: 1 2 3 4



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato “videogioco” alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.