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Perché il gaming online è nel mirino: le cyberminacce che ogni gamer dovrebbe conoscere

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Se credi che il gaming sia solo “divertimento”, potresti non essere aggiornato sulle ultime evoluzioni. Il gaming online è un ecosistema vastissimo, ricco di dati, flussi economici e informazioni di grande valore. Bastano questi elementi per capire come sia diventato uno dei bersagli preferiti dei cybercriminali. Giochi FPS con premi ricchissimi, ambienti multiplayer e community sempre connesse creano il mix perfetto: alto valore, tanti dati esposti e sicurezza troppo spesso sottovalutata. Vediamo perché i giocatori sono nel mirino e quali sono le 6 cyberminacce da conoscere nel 2026.

Perché i giocatori sono nel mirino

Un account di gioco oggi è un vero e proprio asset digitale: skin rare, progressi, ranking, crediti, marketplace interni, metodi di pagamento collegati, email e account social associati. Mettere le mani su username e password del profilo di un gamer significa poterlo rivendere, svuotare o usare per altre campagne fraudolente a cascata.

Il contesto generale non aiuta. Secondo il Rapporto Clusit 2025, nel primo semestre del 2025 sono stati registrati 2.755 cyber incidenti gravi a livello globale, con un aumento del 36% rispetto al semestre precedente.

el nostro Paese, sempre secondo il Clusit, gli attacchi DDoS costituiscono oltre la metà delle offensive informatiche registrate nel periodo. Si tratta di un numero considerevole, soprattutto se lo si considera nel contesto del gaming competitivo, dove una connessione sovraccarica può compromettere l’esito di un ranked match.

6 cyberminacce che ogni giocatore deve conoscere

1. Account Takeover (ATO)

Password riutilizzate, email deboli e assenza totale dell’autenticazione a due fattori (2FA), facilitano il furto di account tramite il credential stuffing. Una volta effettuato l’accesso, il criminale informatico può modificare le credenziali e prendere il controllo di tutti gli asset digitali del giocatore.

2. Phishing “a tema gaming”

Messaggi relativi a drop esclusivi, beta private, ban improvvisi o premi a sorpresa funzionano perché fanno leva su urgenza e FOMO (fear of missing out, ovvero la paura di perdersi un’occasione). Un click sbagliato e le credenziali finiscono nelle mani di un hacker.

3. Mod e tool dannosi

Mod, cheat, launcher alternativi e “optimizer” sono i veicoli preferiti per impiantare malware e infostealer nei computer dei giocatori. Nel 2025 Wired Italia ha raccontato il caso di un gioco infetto pubblicato su Steam, rimasto online giorni e scaricato da centinaia di utenti prima di essere rimosso.

4. DDoS e attacchi alla connessione

Anche se sempre meno frequente, possono ancora verificarsi nei tornei competitivi: l’obiettivo non è rubare dati ma rallentare o ridurre le prestazioni degli altri partecipanti. Ranked, scrim e altre partite decisive diventano così ingestibili.

5. Social engineering nelle community

Finti amministratori su Discord, sponsor inesistenti, tornei inventati, link a presunte configurazioni o preset. Il file è l’esca, al cui interno si nasconde un software malevolo.

6. Hijack dell’email

Perdere l’accesso all’email principale significa perdere l’accesso a tutto: reimpostazione delle password, recupero degli account, store e wallet digitali. È il punto più critico della sicurezza informatica personale.

Perché il multiplayer competitivo aumenta i rischi

Negli ambienti online, soprattutto quelli competitivi, i rischi sono concreti: indirizzi IP visibili, chat pubbliche, sistemi di abbinamento, streaming e community composte da migliaia di utenti. Ogni interazione può diventare un potenziale punto di vulnerabilità. È qui che entrano in gioco soluzioni avanzate come, ad esempio, le migliori VPN per Warzone: non per influenzare il matchmaking, ma per proteggere l’indirizzo IP, tutelare la sicurezza digitale su reti non fidate e limitare il rischio di attacchi mirati.

Una VPN non va vista come una “bacchetta magica” per l’invulnerabilità, ma può rappresentare un ulteriore livello di protezione, se selezionata con attenzione, senza compromettere la stabilità della connessione.

Scritto da
Festerr

Videogiocatore appassionato principalmente di Call of Duty e sicurezza informatica

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