Nel nostro storico delle recensioni mancava Final Fantasy VII Remake Intergrade; in occasione della riedizione su Nintendo Switch 2, ne approfittiamo per raccontare nuovamente del capolavoro di Square Enix.
Sono passati circa due anni da quando, nell’attesa di Rebirth, in molti abbiamo ripreso tra le mani lo spettacolare Final Fantasy 7 Remake – ancor meglio se nella sua versione Intergrade, con tanto di DLC aggiuntivo dedicato a Yuffie. Che sia su PlayStation, Xbox o PC, il gioco che ha ricostruito dalle fondamenta uno dei JRPG più importanti di sempre è un’opera celebrata in tutto il mondo; controversa, sì, per alcuni aspetti legati soprattutto alla narrazione, ma senza ombra di dubbio si tratta di un videogioco dalle qualità incredibili.
Dopo quasi 6 anni dal suo debutto originale avvenuto in piena pandemia, lo spettacolare remake di FF7 sbarca anche su Nintendo Switch 2 con una conversione apparentemente incredibile, specie sul fronte tecnico: avere la potenza di questo immenso gioco di ruolo tra le mani, con pochissimi compromessi, è qualcosa di difficile da credere fino a pochi mesi fa, quando ancora pensavamo ai porting per Switch 1.
Rigiocare un capolavoro, di nuovo

Se ne sono dette di tutti i colori su questo Final Fantasy 7 Remake. C’è chi ha lamentato l’approccio a un gameplay ibrido, che ha dato maggior importanza all’azione. C’è chi si è risentito del fatto che Square Enix abbia deciso di frammentare l’opera in tre parti, facendo di Remake una rivisitazione solo del primo disco dell’originale gioco. C’è chi ha gridato allo scandalo di fronte a risvolti narrativi inediti come l’arrivo dei Numen. La realtà dei fatti è che, al netto di alcune forzature sulla storia sulle quali è però ancora molto difficile pronunciarsi (questa, appunto, è solo la prima parte della trilogia), nel 2020 ci siamo trovati di fronte a un titolo monumentale.
Final Fantasy VII Remake Intergrade non è semplicemente una riedizione di un classico, ma un’opera titanica che ha ridefinito il concetto stesso di remake, trasformando un’icona del 1997 in un’esperienza contemporanea, vibrante e tecnicamente sbalorditiva. Il lavoro compiuto da Square Enix sotto la direzione di Tetsuya Nomura e Naoki Hamaguchi rappresenta un equilibrio quasi miracoloso tra rispetto per la nostalgia e audacia creativa, capace di espandere l’universo di Midgar ben oltre i confini del titolo originale – non tutti ne sono stati contenti, ma siamo sinceri: l’universo espanso di Final Fantasy 7 merita di essere raccontato il più a lungo possibile.
La trama di questa prima parte del progetto Remake si concentra sulla fuga da Midgar, ma lo fa con una profondità narrativa inedita. Ogni membro dell’Avalanche, da Barrett a Tifa, fino ai comprimari come Jessie e Biggs, riceve uno spessore psicologico che nel titolo originale era solo accennato.

La storia di Cloud Strife, il mercenario dal passato tormentato, viene riletta attraverso una regia cinematografica di altissimo livello, capace di alternare momenti di introspezione malinconica a sequenze d’azione degne dei migliori blockbuster hollywoodiani, ampliando l’immaginario del gioco originale con altri dettagli e caratteristiche provenienti dalle opere connesse come Crisis Core e Advent Children.
La versione Intergrade, inoltre, include l’episodio aggiuntivo INTERmission, un DLC originariamente venduto a parte che vede protagonista la ninja Yuffie Kisaragi. Questa espansione non è un semplice contenuto accessorio, ma un tassello molto ben riuscito che arricchisce il mosaico narrativo, introducendo meccaniche di gioco uniche e un tono più scanzonato che bilancia perfettamente la gravità degli eventi principali. Dovremmo spendere centinaia di parole per parlare anche di esso, ma probabilmente già sapete di cosa si tratta: INTERmission rielaborava la struttura di FF7 Remake con nuovi personaggi e attacchi, garantendo continuità ma anche novità.
Il vero cuore pulsante dell’esperienza rimane però il sistema di combattimento, un ibrido perfetto che riesce a conciliare la frenesia degli action moderni con la profondità strategica dei turni classici. L’uso della barra ATB richiede al giocatore di pensare velocemente, gestendo abilità, magie e oggetti mentre si muove liberamente sul campo di battaglia. Ogni personaggio ha uno stile unico: la potenza bruta di Barrett, la versatilità degli attacchi di Cloud con la sua fidatissima Buster Sword, la grazia magica di Aerith: tutti richiedono approcci differenti, rendendo ogni scontro un puzzle dinamico da risolvere.

Il comparto sonoro merita una menzione a parte. La colonna sonora originale di Nobuo Uematsu è stata riarrangiata con un’orchestra completa e versioni dinamiche che cambiano in base a ciò che accade a schermo, creando un tappeto uditivo che amplifica ogni emozione. Sentire i temi iconici evolversi fluidamente durante i combattimenti è un’esperienza che tocca le corde del cuore di ogni appassionato, ma che risulta altrettanto potente per chi si avvicina alla saga per la prima volta.
Dal punto di vista artistico, il gioco è un trionfo. Il design dei personaggi è stato aggiornato con una cura maniacale per i dettagli, mantenendo l’estetica distintiva dell’originale ma conferendole un realismo straordinario. Ogni angolo di Midgar racconta una storia, dalla miseria dei settori popolari alla decadenza dorata dei piani alti. La versione Intergrade, a livello tecnico, andò inoltre a sistemare alcune imperfezioni e sbavature del Remake, come la presenza di alcuni fondali disegnati in 2D che sfiguravano di fronte alla magnificenza visiva degli ambienti e dei particellari in primo piano.
In conclusione, al netto di tutte le contorte riscritture della narrazione che costruiscono un mosaico multiversale non facile da leggere, Final Fantasy VII Remake Intergrade è un’opera imprescindibile, un capolavoro che ha saputo prendersi il rischio di cambiare le carte in tavola per offrire qualcosa di nuovo e dirompente. Non è solo un viaggio nel viale dei ricordi, ma una testimonianza di come il videogioco possa elevarsi a forma d’arte totale, unendo narrativa d’autore, game design d’avanguardia e una tecnica visiva d’eccezione.
La versione Switch 2? Una conversione incredibile

Sembra che sia passata una vita da quando qui, sulle pagine di Uagna.it, esaltavamo il porting di The Witcher 3 per la prima Switch: una conversione che doveva sottostare a compromessi enormi, rinunciando ai dettagli, la pulizia dell’immagine e texture rifinite per poter adattarsi a una console dotata di caratteristiche notevolmente inferiori agli standard. Nonostante ciò, la precedente console di Nintendo ha saputo regalare soddisfazioni anche alle terze parti, complici gli ottimi lavori di ottimizzazione svolti dai team.
Final Fantasy 7 Remake Intergrade, invece, è completamente su un altro pianeta. Pad – pardon, console alla mano, questo titolo viene totalmente esaltato dalla portatilità di Switch 2, senza scendere a nessun compromesso: visivamente parlando, forse siamo di fronte al gioco migliore mai visto su una console della grande N.
L’arrivo sulla nuova console Nintendo segna l’ultimo traguardo fondamentale per la portabilità di questo capolavoro. Grazie alla potenza hardware della nuova ammiraglia di Kyoto, il gioco riesce a mantenere una fedeltà visiva impressionante, supportando una risoluzione che in modalità docked raggiunge i 1440p, mantenendo inoltre stabilità nel frame rate a 30fps che non scalfisce la fluidità necessaria a godere del frenetico sistema di combattimento.

La città di Midgar, una metropoli cyberpunk opprimente e allo stesso tempo affascinante, viene restituita con un livello di dettaglio che lascia davvero senza fiato. Switch 2 ha già dimostrato di poter garantire porting eccellenti (lo abbiamo visto a dicembre con Assassin’s Creed: Shadows, di cui trovate qui la recensione), ma FF7 Remake Intergrade appare ancora migliore grazie a una versione originale solidissima e allo straordinario lavoro del porting. L’illuminazione dinamica riflette realisticamente sui metalli arrugginiti dei Bassifondi e sulle superfici cromate dei palazzi Shinra, mentre le texture dei materiali e dei tessuti contribuiscono a rendere i personaggi più vivi che mai.
Su Nintendo Switch 2, l’introduzione di funzionalità specifiche e una risposta dei comandi estremamente precisa permettono di godere appieno della tecnicità degli scontri, specialmente nelle impegnative battaglie contro i boss.
Ciò che esalta questa transizione verso Switch è che l’enorme lavoro di ottimizzazione di Square Enix è riuscito a lasciare praticamente intatta l’intera produzione, confermando che il motore grafico Unreal Engine è stato ottimizzato magistralmente per la nuova piattaforma, e sfruttando anche tecniche di ricostruzione dell’immagine all’avanguardia per garantire una pulizia visiva costante sia in modalità portatile che su TV. Le differenze, minime, con le altre versioni di Intergrade non abbassano in alcun modo la qualità del titolo. Se non avete mai avuto la possibilità di recuperare questa magnifica opera, questa versione Switch 2 è una vera manna dal cielo: perfetta, lucidissima, spettacolare, immancabile.

Review Overview
Riassunto
Final Fantasy 7 Remake Intergrade è una conversione monumentale su Nintendo Switch 2: il modo perfetto per godere di un videogioco davvero mastodontico, capace di rielaborare in chiave moderna, e con qualche aspetto inedito e forse anche controverso, uno dei migliori giochi di sempre. Peccato per il prezzo: dopo tutti questi anni dal lancio, si poteva pensare a uno sconto sostanziale.
Pro
Un gioco enorme e bellissimo Conversione straordinaria per Switch 2Contro
Il prezzo poteva essere più contenuto- Giudizio complessivo9
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