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The Legend of Heroes: Trails Beyond the Horizon | Recensione

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Nel marzo 2025, The Legend of Heroes: Trails Through Daybreak II arrivava con una storia dai toni contrastanti, priva di veri cliffhanger, ma che riusciva comunque a tenere incollati allo schermo. Dopo l’uscita del remake del primo capitolo di Trails in the Sky nel settembre 2025, ritroviamo ancora una volta il franchise con Trails Beyond the Horizon, che, dobbiamo ammetterlo, ha saputo mantenere le promesse attraverso un episodio che fa della scrittura il suo punto di forza. Ma analizziamolo più nel dettaglio nella nostra recensione!

Versione provata: PC

Negli episodi precedenti…

Come di consueto, è un piacere esplorare il mondo di Zemuria. Tuttavia, risulta piuttosto complicato consigliare questo capitolo ai nuovi giocatori. La serie è iniziata più di vent’anni fa e questo episodio si basa in larga misura sugli eventi narrati nei giochi precedenti.

Per chi ha giocato solo agli episodi ambientati a Calvard, è meglio evitare di iniziare da Beyond the Horizon. Innanzitutto, Trails Beyond the Horizon è il terzo capitolo della trilogia iniziata con Trails Through Daybreak, e oltre a dare per scontati molti dei colpi di scena emersi nei primi due episodi, solleva ancora più interrogativi.

La serie rimane complessa e di grande ricchezza. È quindi caldamente consigliato cominciare dal primissimo episodio, un po’ come si inizierebbe dal primo film della saga di Star Wars (o magari da Episodio I? Non divaghiamo…). Questo approccio permette di apprezzare meglio la storia e i personaggi nel lungo periodo.

Verso l’infinito e oltre!

Episodio cardine della serie The Legend of Heroes, Beyond the Horizon si colloca, al pari di Trails into Reverie, come un capitolo fondamentale della saga. Collega diversi archi narrativi, fornendo risposte e, allo stesso tempo, sollevando nuove domande dopo gli eventi di Trails through Daybreak II.

Fin dal prologo, il gioco stabilisce una forte sensazione di rottura. Il giocatore viene immediatamente catapultato in una situazione tesa, segnata da eventi insoliti che lasciano intuire come l’equilibrio di Zemuria stia per vacillare.

L’azione ha inizio presso il centro di addestramento della società Marduk. Qui ritroviamo il protagonista dei precedenti due capitoli, Van Arkride, e i membri dell’agenzia Arkride Solutions al fianco di personaggi ben noti come Rean Schwarzer, eroe dell’arco Cold Steel, insieme a diversi rappresentanti dell’Accademia militare di Thors, senza dimenticare il Gralsritter Kevin Graham e Rufus.

Un punto di svolta importante arriva con l’annuncio del Progetto Startaker da parte del presidente Roy Gramheart, la cui portata va ben oltre un semplice conflitto regionale. Questo progetto ambizioso, che mira a lanciare satelliti tramite razzi Orbal per esplorare ciò che si trova oltre l’atmosfera, minaccia ora l’equilibrio dell’intero mondo.

Nell’ombra, Ouroboros continua ad agire. Questa misteriosa organizzazione e i suoi membri, tra i quali spiccano figure come Jorda e suo fratello Ixs, svolgono un ruolo rilevante nello sviluppo della storia, aggiungendo un ulteriore livello di mistero e tensione all’insieme.

È difficile negare che questo episodio sia estremamente importante sul piano emotivo, al pari di Trails into Reverie. Il gioco approfondisce gli archi di personaggi chiave, in particolare quelli dell’agenzia Arkride Solutions, esplorando ulteriormente il passato e le relazioni complesse di personaggi come Jorda.

In sintesi, Nihon Falcom, nonostante un episodio precedente dai risultati altalenanti, riesce ancora una volta a impressionare con questo capitolo ambizioso. Beyond the Horizon conferma il suo ruolo centrale nell’universo di Trails, sia dal punto di vista narrativo che emotivo, preparando al contempo nuovi sviluppi per il futuro della serie.

Squadra che vince non si cambia

Il motore utilizzato da Nihon Falcom non è certo di ultima generazione. Beyond the Horizon non rivoluziona quindi le basi grafiche poste dagli episodi Daybreak. Tuttavia, si nota un miglioramento visivo sensibile rispetto a Daybreak II. L’illuminazione è stata rivista, la messa in scena delle animazioni e delle cinematiche è più curata, anche se alcune texture o animazioni restano di qualità disomogenea, com’è tipico delle produzioni dello studio giapponese.

Se si confronta il gioco con il superbo remake di Trails in the Sky, uscito nel settembre 2025, il contrasto in termini di finezza visiva è evidente. Ciononostante, Beyond the Horizon rimane piacevole da vedere. Le S-Craft restano spettacolari e le cut-scene sono messe in scena con maggiore dinamismo rispetto ai titoli precedenti.

Sul piano tecnico, tutto funziona correttamente. Tornano diversi ambienti familiari, cosa comprensibile in un episodio che riunisce una grande parte del lore della serie. L’animazione dei combattimenti e delle cinematiche mantiene una buona qualità generale. La colonna sonora, dal canto suo, si inserisce nella continuità degli episodi precedenti, con temi memorabili, anche se alcune composizioni risultano riciclate.

Questo rinnovamento relativo si inserisce in un contesto più ampio. Beyond the Horizon segna il 20° anniversario della saga e riunisce numerosi personaggi emblematici del franchise Trails.

Come dicevamo, anche se non tutti gli elementi grafici sono moderni quanto si potrebbe sperare, i miglioramenti rispetto ai titoli precedenti sono evidenti. Il gioco sfrutta appieno il proprio stile visivo per sostenere una narrazione ambiziosa, senza però rivoluzionare l’estetica dell’attuale motore Falcom.

Da segnalare l’ottimo porting PC, che vanta il supporto nativo alle risoluzioni ultrawide e il frame rate sbloccato. Inoltre sono disponibili una miriade di opzioni: partiamo dalle più comuni, con l’abilitazione del motion blur e della profondità di campo, ma abbiamo moltissimi selettori per la draw distance, che riguardano quella dei personaggi, ma anche dei nemici, della luce e dei dettagli, dei quali possiamo scegliere anche la densità. Abbiamo inoltre facoltà di regolare la risoluzione delle ombre e il loro filtro, oltre che i riflessi e le luci volumetriche. Il DLSS è abilitato sino all’ultimo modello, il 4.5. Come nota negativa dobbiamo segnalare che Trails Beyond the Horizon è disponibile unicamente in inglese.

Un gameplay sempre più rifinito

Si dice spesso che l’eccellente Clair Obscur abbia reintrodotto il combattimento a turni nei JRPG, come se questo fosse scomparso. Eppure, da diversi anni, la serie Trails propone una delle interpretazioni più riuscite del genere. Beyond the Horizon non si limita a riprendere il secondo episodio: affina e arricchisce in modo significativo il suo sistema di combattimento.

Dal primo Daybreak, Nihon Falcom permetteva ai giocatori di iniziare gli scontri in stile A-RPG, attaccando, schivando o lanciando magie in tempo reale. In Beyond the Horizon, questo approccio viene rafforzato dal sistema Z.O.C.: una volta caricato, rallenta il tempo durante i combattimenti sul campo e aumenta notevolmente i danni e la capacità di stordire i nemici.

La componente a turni non viene dimenticata. Il gioco integra il sistema B.L.T.Z., che arricchisce gli scontri permettendo agli alleati, talvolta non giocabili, di intervenire. Possono aggiungere attacchi, potenziare Crafts o Arts e migliorare l’efficacia delle cure o degli oggetti.

Gli Shard restano una risorsa tattica fondamentale. Consentono di attivare azioni potenti, ripristinare punti vita o ridurre i danni subiti per diversi turni, in modo simile al sistema Brave Order di Cold Steel. Il sistema delle S-Craft è sempre presente, così come la magia tradizionale. Tutto ciò preserva l’essenza dei combattimenti di Trails, rendendoli al contempo più dinamici.

Al contempo, Beyond the Horizon propone una versione rivisitata del Märchen Garten, il Grim Garten. Questo mondo alternativo permette di formare il proprio team, affrontare domini controllati da Ouroboros e sbloccare eventi o servizi. Offre inoltre un accesso più profondo alla trama principale e alle varie sottotrame.

La storia riprende, come in Trails into Reverie, la struttura dei racconti paralleli. Il giocatore può seguire gli eventi dal punto di vista di Rean, Van o Kevin. Ciò consente di rispondere ad alcune domande rimaste in sospeso, sollevandone al contempo di nuove, trasformando l’insieme in un vero crocevia narrativo della serie.

Si chiude un capitolo, si aprono nuovi interrogativi

Come già accennato, Nihon Falcom sa come toccare il cuore dei giocatori grazie a una narrazione densa e a personaggi profondamente carismatici. Beyond the Horizon è un episodio ricco di un gameplay da padroneggiare al meglio e di momenti narrativi intensi. Pone nuove domande mentre chiude alcuni archi narrativi, e ne apre altri che fanno immediatamente desiderare di scoprire cosa accadrà in seguito.

Questo capitolo si inserisce in un momento particolarmente importante per la serie: è il titolo del 20° anniversario, riunisce personaggi iconici come Van, Rean, Kevin o Rufus ed esplora temi fondamentali, ponendo le basi di conflitti globali per il futuro di Zemuria.

Per comprendere appieno ogni aspetto di questa saga, è innegabile che sia necessario giocare tutti gli episodi precedenti. Sì, può sembrare intimidatorio: la serie è composta da numerosi capitoli e da un lore estremamente ricco. Accontentarsi di semplici riassunti trovati su Internet o di sintesi in-game non basta. Questa avventura va vissuta per essere compresa, amata, custodita… e a volte anche per farci piangere ancora.

Beyond the Horizon, oltre a essere un sequel di grande qualità, riunisce, approfondisce ed espande l’universo di Trails in un modo che pochi altri JRPG osano fare. Un’esperienza che si propone come profondamente unica.

8.5
Riassunto
Riassunto

Trails Beyond the Horizon segna un nuovo capitolo della saga di The Legend of Heroes, e marca anche il ventesimo anniversario della saga JRPG di Nihon Falcom. Alcuni interrogativi posti nei precedenti episodi avranno le risposte che meritano, ma al contempo nuovi misteri renderanno la trama sempre intrigante. Il gameplay è solidissimo e divertente, e l'esperienza degli sviluppatori si fa sentire positivamente. Purtroppo, a fronte di un ottimo porting pc, il comparto grafico risulta inferiore a quello del remake del primo capitolo di Trails in the Sky uscito a settembre, e manca una traduzione in italiano. Ma sono dei lati negativi che i fan della saga saranno certamente pronti a trascurare, di fronte alla consueta alta qualità di scrittura della saga.

Pro
Gameplay eccellente Storia e personaggi ben scritti Ottimo porting, ricco di opzioni
Contro
Manca l'italiano La grafica sente il peso di un motore ormai superato
  • Giudizio complessivo8.5
Scritto da
Silvia SiL Mannu

Nel lontano 1990 entro in una sala giochi e scopro i cabinati arcade. Da quel momento, la passione per i videogames non mi ha mai abbandonata. Oggi sono una PC Gamer legata soprattutto a titoli action, giochi di ruolo, stealth e picchiaduro.

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