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MIO: Memories in Orbit | Recensione

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Piante velenose e macchine assetate di sangue. Siete pronti a sfidare le leggi della gravità e a provare un nuovo esponente della storia dei metroidvania? Oggi non parleremo di un platform qualunque: stiamo parlando di MIO: Memories in Orbit, il gioco il cui proposito è divenire il legittimo erede al trono di Hollow Knight e Ori. Preparatevi, perché il viaggio all’interno dell’Arca è appena iniziato e vi racconteremo di più nella nostra recensione.

Versione provata: PC

Fuga dall’Arca

Il gioco è un’IP completamente nuova, sviluppato dallo studio Douze Dixièmes e pubblicato da Focus. Non esistono capitoli precedenti, il che lo rende un punto di partenza ideale per qualsiasi giocatore in cerca di un’esperienza fresca e innovativa nel mondo dei platform.

La storia inizia con il risveglio del robot femminile Mio, che il giocatore controllerà nelle profondità di un’enorme nave spaziale chiamata In-VR. In origine, questa nave era un vascello tecnologicamente avanzato, progettato per salvare o trasportare l’umanità. Ora, però, non è altro che un relitto alla deriva nello spazio.

Un nemico misterioso ha colpito la nave: non si tratta di un semplice guasto tecnico, ma di qualcosa simile a un’infezione causata da un’intelligenza artificiale o da un’entità sconosciuta chiamata Thiber. Questo essere è responsabile della trasformazione dei sistemi difensivi della nave in mostri ed è anche la causa della crescita di strane piante che hanno iniziato a divorare la struttura dell’astronave.

La nostra missione è recuperare i ricordi. Mio non è un robot qualunque: possiede la capacità unica di riconnettersi ai sistemi morti della nave. Il nostro obiettivo principale è recuperare i ricordi perduti per capire cosa sia successo agli esseri umani che vivevano a bordo e perché la nave abbia smesso di funzionare.

La storia non viene raccontata solo attraverso i dialoghi, ma soprattutto tramite la narrazione ambientale: troveremo resti dei diari dell’equipaggio e robot danneggiati che ci racconteranno brevi storie sugli ultimi momenti prima della caduta della nave.

Ma cosa è successo davvero? La vicenda si avvia con il nostro risveglio nei panni di Mio, il robot che detiene l’unica chiave per la salvezza. La nave, un tempo simbolo di speranza, si è trasformata in una prigione oscura sotto il controllo di Thiber. Non combattiamo solo contro le macchine, ma anche contro l’oblio. Ogni area che esploriamo, ogni nemico che sconfiggiamo, ci avvicina di un passo al recupero dei nostri ricordi e alla scoperta del destino tragico dell’equipaggio.
È stata una ribellione delle macchine o la natura ha deciso di riprendersi ciò che le era stato sottratto? Questo è l’enigma che accompagna ogni istante dell’esperienza.

La potenza è nulla senza controllo

Passiamo ora al gameplay e ai comandi. Se l’atmosfera è ciò che vi conquista, lo stile di gioco è ciò che vi farà restare incollati allo schermo. Memories in Orbit non è solo un gioco di salti estremi, ma una vera sinfonia di velocità e precisione.

Partiamo dal movimento: il gioco punta tutto sulla fluidità. Il personaggio è dotato di un rampino, della possibilità di correre sui muri e di scivolare in aria. Qui il movimento non è solo un mezzo per arrivare a destinazione, ma un piacere in sé: possiamo concatenare le mosse per restare sospesi in aria il più a lungo possibile senza toccare terra.

Il sistema di combattimento è estremamente rapido e richiede riflessi immediati. Mio combatte con una combinazione di attacchi ravvicinati e a distanza. La caratteristica più interessante è la capacità di creare copie illusorie di sé stessa per confondere i nemici, oppure di usare potenti scatti offensivi per sfondare le loro difese.

Per quanto riguarda la progressione, non esiste un’unica arma fissa. Al contrario, troveremo oltre trenta moduli di abilità nascosti nella nave. Questi moduli ci permettono di personalizzare completamente Mio: vogliamo aumentare la portata del rampino? Trasformare l’energia del salto in un’esplosione devastante? Potenziare i proiettili? Siamo noi a costruire la nostra build in base al nostro stile di gioco.

La varietà di nemici e boss è notevole: affronteremo di tutto, da piccoli e rapidi robot a enormi creature organiche che hanno infestato la nave. Ogni boss è un vero e proprio enigma di combattimento, che ci costringerà a usare tutte le abilità apprese per essere sconfitto.

Non mancano le attività secondarie: il gioco è ricco di sfide platform estreme e stanze puzzle che richiedono grande precisione, oltre alla ricerca dei ricordi, che sblocca nuovi frammenti di storia e migliora costantemente le nostre capacità.

Colori incantevoli

Uno dei punti più forti è senza dubbio il comparto grafico. Fin dal primo sguardo a Mio, capiremo di non essere davanti a un semplice gioco, ma a una vera opera d’arte in movimento. La grafica adotta uno stile bidimensionale disegnato a mano, una scelta artistica che conferisce al titolo un’identità visiva unica, fondendo eleganza anime e dettagli da fumetto che ricordano lo stile di Moebius.

Ogni angolo della nave è curato nei minimi dettagli: il contrasto tra il freddo dei metalli e delle macchine distrutte e la vitalità delle piante aliene è straordinario. L’illuminazione gioca un ruolo fondamentale, trasmettendo isolamento e mistero nelle aree oscure ed esplodendo in colori vividi nelle zone più vitali.

Non è solo una questione di bellezza, ma anche di fluidità: le animazioni di Mio sono estremamente scorrevoli, e gli effetti di combattimento ed esplosione si fondono perfettamente con gli sfondi, rendendo il gameplay simile a un cartone animato interattivo di altissima qualità. Il design architettonico della nave riflette una civiltà tecnologicamente avanzata ormai dimenticata, e la grandezza delle strutture sullo sfondo ci fa sentire piccoli, una singola macchina in un universo immenso.

Tra spazio e ricordi

Pur essendo un IP completamente nuova, MIO: Memories in Orbit riesce a stupire con il suo impianto grafico. Ricorda la bellezza di Ori, ma con un’impronta cyberpunk più cupa e originale, superando visivamente molti titoli concorrenti.

Parliamo ora di numeri e piattaforme. Il gioco sarà disponibile sulla maggior parte degli store digitali a un prezzo di circa 20 euro. La notizia migliore per gli utenti PC è che su Steam, grazie a uno sconto del 10%, il prezzo scende a circa 18 euro. MIO inoltre supporta perfettamente la lingua italiana, ma purtroppo le risoluzioni ultrawide non sono abilitate.

Sul fronte delle criticità, tuttavia, va segnalato come l’elevato livello di difficoltà possa risultare scoraggiante per chi predilige esperienze più accessibili o rilassate, richiedendo precisione e tempismo costanti. La struttura del mondo di gioco, tipica dei metroidvania più ambiziosi, può inoltre generare smarrimento a causa di una mappa complessa e di indicazioni talvolta poco chiare, portando a lunghe fasi di esplorazione non sempre gratificanti. Ci è capitato inoltre di percepire una certa sovrabbondanza di sistemi e abilità, che rischia di appesantire l’esperienza nelle fasi iniziali.

8
Riassunto
Riassunto

Memories in Orbit è un tentativo audace e riuscito di portare qualcosa di nuovo nel mondo dei metroidvania. Se cercate una vera sfida e un’opera artistica che nasconde segreti in ogni angolo, non esitare a provarlo. Il gameplay colpisce per la solidità, e l'art design, ispirate all'opera del fumettista francese Moebius, è senza dubbio l'aspetto positivo di MIO di maggior impatto. C'è qualche lungaggine di troppo nelle fasi di esplorazione, ma si tratta di difetti che è lecito aspettarsi da un'opera prima.

Pro
Movimento estremamente fluido Stile artistico distintivo Grande varietà di nemici e sfide
Contro
Mappa di difficile navigazione Qualche problema tecnico
  • Giudizio complessivo8
Scritto da
Silvia SiL Mannu

Nel lontano 1990 entro in una sala giochi e scopro i cabinati arcade. Da quel momento, la passione per i videogames non mi ha mai abbandonata. Oggi sono una PC Gamer legata soprattutto a titoli action, giochi di ruolo, stealth e picchiaduro.

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