Home Videogiochi News “La nuova Xbox è già condannata”, parola di Michael Pachter: la colpa è del Game Pass

“La nuova Xbox è già condannata”, parola di Michael Pachter: la colpa è del Game Pass

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Il Vate è tornato.

Michael Pachter, consulente strategico di Wedbush Securities, non è conosciuto per edulcorare le proprie opinioni sul web, quando si parla dei videogiochi. Nel suo mirino, nel corso degli anni, sono passati disparati argomenti come le crisi di Ubisoft, le spese poco comprensibili di Sony (fu uno dei più famosi a criticare l’acquisto di Bungie per ben 3,6 miliardi di dollari, la metà di quanto sborsò Microsoft per ZeniMax Media), e, appunto, anche Microsoft.

Qualche anno fa, Pachter affermò che Xbox Game Pass avrebbe letteralente stravolto il mercato dei videogiochi, arrivando a un coinvolgimento fuori scala. Con l’acquisizione di Activision Blizzard King, arrivò addirittura a profetizzare che entro il 2034 il Game Pass avrebbe raggiunto 200 milioni di abbonati.

Oggi, però, Pachter ha cambiato idea.

In una breve conversazione con GamesBeat, in seguito al cambio di leadership in Microsoft, Pachter ha ora radicalmente modificato la sua posizione riguardo il futuro di Xbox. Parlando della prossima console di casa Microsoft, l’analista è ora molto dubbioso sul suo successo, che anzi potrebbe essere già compromesso a causa del Game Pass. “Penso che la console sia morta. Credo che abbiano già rovinato tutto con l’adozione del Game Pass”, dice Pachter.

Come abbiamo detto in precedenza, Pachter era un grande sostenitore del Game Pass, ma ha evidentemente cambiato idea, specialmente dopo gli aumenti decisi a ottobre 2025:

Il problema con Game Pass era che era tutto o niente. Dammi 30 dollari al mese o fottiti. Non giocherai ai miei giochi. Perché non venderesti EA Sports FC ai 100 milioni di persone che vorrebbero giocarci ma non vogliono comprare una console? Certo che dovresti. Penso che questa sia la soluzione definitiva: sfruttare il catalogo di giochi di Microsoft, la sua competenza nelle operazioni live e l’infrastruttura cloud per essere come Steam, ma per la connettività.

“Se mai lo facessero, penso che funzionerebbe”, continua Pachter. “Credo che l’abbonamento a 30 dollari al mese sia stato sbagliato. Il prezzo dovrebbe essere di 10 dollari al mese, a volontà. Chi pagherebbe un buffet sapendo che costa cinque volte tanto un pasto? Come si può far pagare in anticipo 360 dollari all’anno a un gioco quando ne costa solo 70? Avrebbero dovuto gestirlo come una mensa. È stato un loro errore.”

Fonte

Scritto da
Andrea Peroni

Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.

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