Il CEO di Atari ha offerto nuovi dettagli sulla sua visione per il futuro dell’azienda e sull’approccio lento ma costante con cui intende guidare il rilancio del marchio.
Atari è probabilmente il nome più legato al primo grande boom del videogioco domestico. Allo stesso tempo, però, il brand viene spesso associato anche al rapido crollo dell’industria videoludica statunitense prima dell’arrivo del Nintendo Entertainment System nel 1985.
Nel corso degli anni, la missione di Atari è cambiata più volte. L’azienda ha sperimentato con console retrò, raccolte di giochi classici, una console di nuova generazione e diversi altri progetti. Ora, il CEO Wade Rosen ha spiegato il suo approccio più recente: essere più selettivi nelle scelte legate al marchio e puntare con decisione su una rinascita in chiave retro.
Rosen ha 41 anni, un’età che gli consente di comprendere bene il peso storico del marchio Atari nel mondo dei videogiochi. Il suo obiettivo è trasformare l’azienda nel miglior brand retro al mondo.
Parlando con Jason Schreier di Bloomberg, Rosen ha definito i vari insuccessi vissuti da Atari nel corso degli anni come esperienze da cui imparare. Ha inoltre spiegato di voler costruire qualcosa di duraturo, senza l’obiettivo di rivendere semplicemente l’azienda a un nuovo proprietario:
Ovviamente ci interessa il valore dell’azienda e vogliamo che abbia successo. Ma l’obiettivo non è trasformarla in qualcosa per poi venderla. L’obiettivo è rivitalizzare Atari e far sì che sia un’azienda presente nel mondo, capace di rendere migliore la vita delle persone proprio perché esiste. La mia vita, per esempio, è migliore perché Nintendo esiste.
Rosen ha poi parlato del lavoro di Atari sulla proprietà intellettuale di Bubsy, spiegando di voler essere il primo a realizzare un buon gioco della serie con il prossimo Bubsy 4D.
Secondo il CEO, affidarsi a un team di sviluppo già collaudato come Fabraz può ridurre i rischi legati alla realizzazione di un nuovo Bubsy nel 2026:
Bisogna trovare un team che funzioni al massimo e che stia già realizzando un ottimo gioco in quel genere. Credo che, in definitiva, sia questo ad aiutare a ridurre i rischi di quei progetti.
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