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DOOM: The Dark Ages – Rivelazioni | Recensione

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DOOM: The Dark Ages – Rivelazioni arriva in una fase particolarmente delicata per id Software. La ristrutturazione interna di Xbox ha colpito duramente anche lo studio texano, alimentando dubbi sul futuro del team e delle sue proprietà più importanti, a cominciare da DOOM e Quake.

È una situazione difficile da ignorare, soprattutto considerando il percorso compiuto dallo studio nell’ultimo decennio. A partire dal reboot di DOOM del 2016, id Software ha saputo rinnovare costantemente la formula della serie. DOOM Eternal aveva trasformato ogni scontro in una danza frenetica fatta di movimento, gestione delle risorse e priorità offensive, mentre The Dark Ages aveva scelto una direzione più pesante e frontale, rendendo lo Slayer una sorta di carro armato medievale.

Revelations riparte proprio da quest’ultima impostazione, ma la modifica in profondità. Non si limita ad aggiungere nuove missioni, bensì interviene sul movimento, sulla progressione e sull’intero equilibrio del combattimento. Il risultato è un’espansione sorprendentemente ricca, più vicina a un piccolo seguito che a un contenuto aggiuntivo tradizionale.

Ma andiamo con ordine.

Versione provata: PlayStation 5 Pro

Una nuova guerra nel Purgatorio

Sebbene sia possibile avviare il DLC senza aver concluso il gioco principale, farlo è poco consigliabile. Non soltanto si perderebbe parte del contesto narrativo, ma ci si troverebbe davanti a scontri che danno per acquisita una buona conoscenza dell’arsenale e delle meccaniche di base.

La storia riprende infatti direttamente dopo gli eventi di The Dark Ages. Lo Slayer parte all’attacco del Consiglio Infernale, un’enigmatica assemblea di sovrani destinata a ricoprire un ruolo importante nelle nuove minacce provenienti dall’Inferno.

Dopo un tradimento, il protagonista viene privato dell’armatura e dello Scudo, lo strumento che aveva definito il sistema di combattimento di The Dark Ages. Precipitato nel Purgatorio, incontra l’Architetto, una misteriosa figura che gli consegna la Lancia a Catena, un’arma destinata a trasformare completamente il ritmo dell’avventura.

La campagna si sviluppa attraverso un hub centrale collegato a quattro livelli principali. La progressione iniziale è abbastanza lineare, ma l’acquisizione di nuove capacità consente di raggiungere zone precedentemente inaccessibili, introducendo una struttura vagamente metroidvania.

La storia principale può essere completata in circa sei o sette ore, ma il vero valore del pacchetto emerge nell’endgame. Ottenuta la Chiave della Maestria, è difatti possibile tornare nelle aree già visitate per scoprire percorsi alternativi, affrontare boss opzionali, completare prove a tempo e accedere a livelli ispirati al DOOM del 1993.

Completando le diverse attività si ottiene inoltre la Chiave Astrale, necessaria per affrontare uno degli scontri più impegnativi dell’espansione. Superata anche questa sfida, vengono sbloccate le Master Arenas, una serie di combattimenti progressivamente più difficili pensati per chi vuole padroneggiare ogni aspetto del sistema di gioco.

La trama rimane piuttosto prevedibile e non raggiunge mai una particolare complessità, ma svolge efficacemente il proprio compito. In Rivelazioni il vero racconto passa soprattutto dalle nuove armi, dalla trasformazione dello Slayer e dal modo in cui il giocatore impara a dominare le arene.

Una Lancia per domarli tutti

Il cuore dell’espansione è la Lancia a Catena. Definirla una semplice arma sarebbe riduttivo: funziona contemporaneamente come strumento offensivo, difensivo e di movimento.

L’arma permette innanzitutto di deviare gli attacchi evidenziati in verde. A differenza dello Scudo, però, non offre una protezione continua. Il giocatore deve colpire al momento giusto, facendo scontrare lo strumento con l’offensiva avversaria. Il margine di errore è più ridotto, ma il feedback degli impatti è estremamente soddisfacente.

La lancia può anche eseguire un potente affondo, utile contro i nemici più resistenti e capace, attraverso i potenziamenti, di recuperare salute o stordire specifiche creature. Può inoltre essere lanciata a distanza per interrompere gli attacchi, colpire i punti deboli e danneggiare i demoni volanti.

La funzione più importante riguarda però il movimento. Conficcandola in un avversario, lo Slayer può trascinarsi verso di lui mantenendo il controllo della traiettoria. È possibile sorvolare il bersaglio, aggirarlo o guadagnare quota per eseguire uno schianto al suolo, generando un’onda d’urto capace di danneggiare interi gruppi di nemici.

Il riferimento al rampino di DOOM Eternal è evidente. La Lancia a Catena reintroduce infatti una mobilità che nel gioco principale era stata fortemente ridotta. A completare il cambiamento torna anche lo scatto, assente in The Dark Ages. La possibilità di spostarsi lateralmente, superare i nemici e correggere rapidamente la propria posizione cambia radicalmente l’approccio alle arene. Lo Slayer non è più costretto a mantenere la posizione e rispondere frontalmente a ogni attacco, ma può utilizzare lo spazio in modo più creativo e tridimensionale.

A metà dell’avventura torna inoltre disponibile anche lo Scudo. Da quel momento il giocatore può alternare liberamente scudo e lancia, combinando due strumenti che condividono alcune funzioni ma rispondono a filosofie differenti. Lo scudo rimane ideale per assorbire la pressione e avanzare frontalmente, mentre la lancia favorisce il riposizionamento, il combattimento aereo e gli attacchi mirati. L’unione delle due meccaniche dà vita al sistema di combattimento più ricco dell’intera campagna.

L’unico vero problema riguarda la configurazione dei comandi. Le azioni di lancio e parata utilizzano pulsanti differenti a seconda dell’equipaggiamento selezionato e, nelle fasi più caotiche, è facile confondere le due logiche. La curva di apprendimento può quindi risultare brusca, ma dopo qualche ora il sistema diventa più naturale.

La progressione è invece legata al Platino, una risorsa nascosta nei livelli o ottenuta completando sfide e attività secondarie. I potenziamenti consentono di specializzare le diverse tecniche della lancia contro particolari categorie di nemici, recuperando una delle idee migliori di DOOM Eternal: utilizzare lo strumento corretto contro la minaccia giusta.

Tra campagna, segreti, boss opzionali e contenuti finali, il completamento totale può facilmente superare le quindici ore, arrivando vicino alle venti alle difficoltà più elevate.

Tecnica e direzione artistica

Sul piano tecnico, Revelations conferma l’eccellenza di id Tech. Il motore gestisce grandi ambienti, numerosi avversari ed effetti particellari complessi mantenendo sempre una buona leggibilità dell’azione.

Su PlayStation 5 Pro il gioco beneficia infatti dell’upscaling PSSR, capace di produrre un’immagine pulita nonostante la presenza di qualche lieve artefatto. La direzione artistica sfrutta il Purgatorio per proporre scenari più astratti e inquietanti. Rovine monumentali, strutture sospese e architetture che mescolano elementi sacri, medievali e infernali accompagnano una rappresentazione della violenza ancora più spettacolare.

Ottimo anche il comparto sonoro. La colonna sonora di Finishing Move combina chitarre, basso, batteria e cori rituali, con un missaggio più equilibrato rispetto a quello del gioco base al lancio. Gli effetti delle armi e degli impatti continuano inoltre a comunicare perfettamente il peso e la brutalità di ogni azione.

9
Riassunto
Riassunto

DOOM: The Dark Ages – Rivelazioni è un’espansione eccezionale, capace di migliorare e trasformare un sistema di combattimento già molto solido. La Lancia a Catena rappresenta una delle aggiunte più riuscite della serie moderna. Il ritorno dello scatto, la maggiore verticalità e la possibilità di alternare lancia e scudo avvicinano il gioco alla mobilità di DOOM Eternal, senza rinunciare alla pesantezza di The Dark Ages. La storia rimane prevedibile e i comandi richiedono un periodo di adattamento, ma si tratta di difetti marginali davanti alla qualità e alla quantità dei contenuti proposti. In un momento segnato dall’incertezza sul futuro di id Software, Rivelazioni dimostra ancora una volta il valore tecnico e creativo dello studio. È il punto d’incontro quasi perfetto tra la brutalità di The Dark Ages e la velocità di DOOM Eternal.

Pro
Gameplay divertente e fluido come sempre La Lancia a Catena è un'ottima aggiunta... Tecnicamente ed artisticamente sublime
Contro
Trama non così memorabile ...una volta padroneggiati i comandi
  • Valutazione9
Scritto da
Lorenzo Bologna

Appassionato di tutto ciò che concerne il mondo videoludico, sono un inguaribile amante dei titoli horror e un accumulatore compulsivo di trofei (meglio se di platino). Avvicinato al medium grazie a mamma Nintendo e papà Crash Bandicoot.

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