A due anni dal non facilissimo debutto del secondo capitolo, Capcom ha riportato Dragon’s Dogma 2 alla Gamescom proponendo un’espansione monumentale pensata per rifinire e completare l’esperienza originale.
Durante la nostra prova su PlayStation 5 abbiamo potuto esplorare per circa un’ora le lande di Norgan, un’inedita regione montuosa situata nell’estremo nord della mappa continentale. Questa terra inospitale, battuta da gelide tempeste, si presenta come un territorio selvaggio, punteggiato dai resti di antiche fortezze e piccoli insediamenti montani, ricchi di predoni e piccoli accampamenti improvvisati di personaggi dai quali è meglio stare alla larga.

L’impatto visivo è notevole: la presenza della neve non è una semplice scelta estetica, poiché la ridotta visibilità, i venti sferzanti e le superfici ghiacciate influenzano direttamente la mobilità. L’ambiente stesso diventa un elemento strategico fondamentale, permettendo al giocatore di sfruttare stalattiti pendenti per creare trappole improvvisate come è capitato in almeno un paio di occasioni – ma attenzione ai laghi ghiacciati: nelle loro profondità, potrebbero nascondersi pericoli inaspettati.
Ma veniamo alle vere novità di Dark Arisen, che, almeno in parte, rivoluzionerà il gameplay del gioco base con nuovi elementi molto interessanti. Il fulcro dell’esplorazione a Norgan è rappresentato da un rinnovato loop di ricompense incentrato sulle reliquie. Durante gli spostamenti, eliminando le pattuglie nemiche o esplorando edifici diroccati, ci si imbatte in oggetti sconosciuti indicati in inventario solo con tipologie generiche. Questi reperti non possono essere usati immediatamente: devono infatti essere portati a un’esperta di antichità situata nei villaggi locali per essere identificati dietro pagamento di una modesta quantità di cristalli della Faglia.

Non è un sistema immediato, e ricorda per certi versi quello del loot di Destiny da convertire alla Torre. La valutazione genera un bottino casuale e potente, che include pezzi d’armatura esclusivi, armi uniche o amuleti in grado di conferire abilità speciali e seconde possibilità in combattimento. E, attenzione, tutti gli oggetti sbloccati possono essere impiegati liberamente nell’intera avventura principale, offrendo un incentivo costante all’esplorazione di un DLC che, ricordiamo, si integra direttamente all’interno dell’esperienza di Dragon’s Dogma 2 e non richiede di aver completato la storia per essere fruito.
Qualche rifinitura anche sul piano del gameplay vero e proprio. Vengono ad esempio ampliati gli slot per le abilità delle armi, cambiando l’approccio tattico delle singole vocazioni e permettendo combinazioni molto più versatili. Bello vedere anche, durante la nostra prova a Colonia, che i personaggi di supporto sono molto più attivi e coordinati. Oltre a curare e incantare le armi, infatti, sono ora in grado di offrire supporto fisico diretto.
Senza perdermi troppo nell’esplorazione, col rischio di non arrivare fino all’obiettivo della prova, la fase conclusiva della prova ci ha condotto lungo le vette montuose verso la roccaforte che ospita un gigantesco drago non morto. Il tragitto è stato costellato di scontri impegnativi contro predoni, lupi delle nevi ed enormi giganti ricoperti di pelliccia, dai quali, devo essere sincero, ho preferito stare alla larga. L’incontro con il drago finale ha rappresentato il punto culminante della demo: il mostro richiede di concentrare l’offensiva sui pochi punti vulnerabili come giunture ed arti, facendo inoltre i conti con il suo incantesimo capace di rianimare continuamente orde di scheletri che distraggono il gruppo dall’obiettivo principale.

Non faremo spoiler, ma proprio nel momento in cui la creatura sembrava a un passo dall’esalare l’ultimo respiro, ecco il colpo di scena: la comparsa di una figura misteriosa lascia presagire una trama densa di risvolti narrativi affascinanti.
Le impressioni complessive maturate durante questa prova sono positive, pur lasciando aperto qualche interrogativo sulla varietà complessiva dei mostri comuni – e lì, per giudicare il tutto, servirà avere tra le mani il gioco completo. Dragon’s Dogma 2: Dark Arisen non stravolge la struttura originale, ma si propone come un perfezionamento sostanzioso e ricco di contenuti.
L’appuntamento per vecchi e nuovi Arisen è fissato per il 9 ottobre 2026 su PC, console di attuale generazione e Switch 2.
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