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Samsung Odyssey alla Gamescom: quando un monitor cambia davvero l’esperienza

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Dalla conferenza stampa alla prova diretta con Crimson Desert e il nuovo Modern Warfare 4: alla Gamescom è stato possibile testare la nuova generazione di monitor Samsung Odyssey, mettendone alla prova qualità dell’immagine, fluidità e capacità di coinvolgimento in scenari di gioco molto diversi tra loro.

Tra i numerosi appuntamenti che hanno scandito la fiera di Colonia, quello con Samsung si è rivelato particolarmente interessante non soltanto per la presentazione dei nuovi schermi della famiglia Odyssey, ma soprattutto per la possibilità di provarli direttamente con alcuni dei videogiochi presenti all’evento. Ed è stata proprio la prova sul campo, più ancora della presentazione tecnica, a lasciare le impressioni più significative.

Dalla TV al monitor, la differenza si percepisce subito

Il passaggio da un televisore tradizionale a un monitor gaming di fascia alta rende immediatamente evidenti alcune differenze. Una volta seduti davanti allo schermo, l’esperienza appare più definita, più fluida e soprattutto più immediata. Nitidezza, reattività e vicinanza dell’immagine contribuiscono a modificare sensibilmente la percezione del gioco, soprattutto quando il monitor occupa una porzione importante del campo visivo.

Non si è trattato, inoltre, della classica dimostrazione costruita attorno a filmati preparati appositamente per valorizzare colori, contrasto o caratteristiche del pannello. Samsung ha permesso di utilizzare realmente gli schermi, controller alla mano, provandoli con Crimson Desert e il nuovo Call of Duty: due esperienze molto diverse tra loro e proprio per questo particolarmente utili per valutare il comportamento dei monitor in condizioni differenti.

È in situazioni come queste che la tecnologia smette di essere soltanto una successione di numeri riportati su una scheda tecnica. Refresh rate, risoluzione, tecnologia OLED e tempi di risposta sono certamente elementi fondamentali per definire il valore di un monitor da gaming, ma durante una partita la valutazione finale passa inevitabilmente da ciò che viene percepito sullo schermo. Da questo punto di vista, le impressioni lasciate dai nuovi Odyssey sono state decisamente positive.

Il 49 pollici è tra i modelli più interessanti

Tra le diverse soluzioni mostrate da Samsung durante l’evento, il modello da 49 pollici è stato uno di quelli capaci di attirare maggiormente l’attenzione. A sorprendere non è soltanto la diagonale, quanto soprattutto il modo in cui il formato dello schermo riesce ad avvolgere il giocatore, occupando una porzione molto ampia del campo visivo e creando una sensazione di coinvolgimento difficile da percepire osservando semplicemente il monitor dall’esterno.

Una volta seduti davanti allo schermo, il gioco occupa immediatamente lo spazio visivo e restituisce la sensazione di trovarsi molto più vicini all’azione, senza dover necessariamente ricorrere alle distanze e alle dimensioni tipiche di una configurazione basata su TV. Il 49 pollici riesce così a trasmettere una notevole sensazione di grandezza, mantenendo allo stesso tempo quella precisione e quell’immediatezza tipiche di una postazione da gaming dedicata. Il risultato è un equilibrio particolarmente interessante per chi cerca immersione senza rinunciare alla reattività.

Call of Duty è stato il banco di prova ideale

Se Crimson Desert ha permesso di apprezzare soprattutto la qualità dell’immagine e la resa complessiva dei pannelli, la prova con il nuovo Call of Duty: Modern Warfare 4 si è rivelata probabilmente la più indicativa per comprendere il valore di uno schermo di questo tipo. Un titolo così rapido rappresenta infatti un banco di prova particolarmente efficace, in quanto denso di movimenti improvvisi, continui cambi di inquadratura, rotazioni veloci della visuale e situazioni nelle quali la leggibilità dell’immagine deve rimanere elevata anche durante le fasi più concitate sono esattamente le condizioni in cui un monitor gaming di fascia alta può mettere in evidenza le proprie qualità.

Ed è proprio passando da un’esperienza più controllata a una decisamente più frenetica come quella di Call of Duty che emerge con maggiore chiarezza la filosofia alla base della proposta Odyssey. Non si tratta semplicemente di avere davanti agli occhi un’immagine più bella. La differenza più interessante riguarda soprattutto la percezione di immediatezza, in quanto durante l’azione tutto appare più diretto, l’immagine resta leggibile anche quando la scena si muove rapidamente e il rapporto tra input, movimento e risposta visiva risulta particolarmente naturale. Per chi gioca abitualmente titoli competitivi o shooter, sono aspetti che possono avere un peso ben superiore alla semplice qualità estetica del pannello.

Una prova capace di mettere in discussione il setup tradizionale

Uno degli aspetti più interessanti emersi dalla prova riguarda proprio il confronto con le configurazioni basate su televisore. Osservare una nuova tecnologia è interessante, così come leggerne le specifiche tecniche può aiutare a comprenderne il posizionamento, ma sedersi davanti allo schermo, prendere in mano un controller e mettere alla prova titoli molto diversi tra loro permette di capire in maniera molto più concreta quale sia il valore effettivo del prodotto.

I nuovi Samsung Odyssey mostrano come il confine tra monitor gaming e televisore possa diventare sempre più sottile, soprattutto quando entrano in gioco grandi dimensioni, qualità dell’immagine, fluidità e coinvolgimento. Non significa che la TV diventi improvvisamente una soluzione meno valida, ma piuttosto che i due dispositivi finiscono per offrire modalità differenti di vivere il videogioco. Quando un monitor riesce a coniugare ampiezza dell’immagine e precisione, il compromesso tra immersione e reattività diventa particolarmente convincente.

Scritto da
Lorenzo Bologna

Appassionato di tutto ciò che concerne il mondo videoludico, sono un inguaribile amante dei titoli horror e un accumulatore compulsivo di trofei (meglio se di platino). Avvicinato al medium grazie a mamma Nintendo e papà Crash Bandicoot.

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