Un primo contatto con l’atteso remake di Persona 4, in attesa non solo di provare il gioco completo ma di avere anche notizie più concrete sul sesto capitolo in sviluppo.
L’impatto con Persona 4 Revival in occasione della Gamescom di Colonia si rivela un’esperienza interessante, soprattutto per chi si avvicina al titolo senza la zavorra dei ricordi legati al capitolo originale. Chi ha già avuto modo di assaporare l’originale Persona 4 sa benissimo cosa si troverà di fronte, mentre chi è nuovo potrà osservare la cittadina di Inaba con uno sguardo diverso, apprezzandone appieno la bellezza visiva e la cura riposta nei dettagli.
I distretti commerciali e i vicoli secondari restituiscono l’immagine di una provincia giapponese autentica, dove la quotidianità si intreccia all’estetica tipica di Persona. Da questi primi minuti (la demo era suddivisa fra tre sezioni tra prologo, una missione giocabile, e un breve dungeon da esplorare), si nota lo sforzo produttivo di Atlus nel modernizzare l’opera, producendo transizioni fluide tra i filmati d’intermezzo animati e l’esplorazione del mondo tridimensionale, mantenendo però del tutto inalterate l’anima originale e l’estetica classica.

L’interfaccia è ricca ed esplosiva (chi ha giocato a Persona sa a cosa mi riferisco, tra colori sgargianti e un impatto che può essere disorientante), ma la logica di fondo dei combattimenti risulta intuitiva e soddisfacente da assimilare. La chiave di volta di ogni scontro risiede nell’individuazione e nello sfruttamento dei punti deboli degli avversari. Colpire l’elemento corretto permette di atterrare il nemico e di sbloccare la meccanica del turno supplementare, nota come One More, trasformando la battaglia in un puzzle tattico dove ogni azione va pianificata per massimizzare il numero di attacchi a disposizione.
Il remake Revival introduce anche la presenza fisica delle Ombre all’interno delle mappe d’esplorazione aggiunge un ulteriore livello strategico all’esperienza di gioco. Avvicinarsi ai nemici alle spalle e coglierli di sorpresa garantisce un vantaggio iniziale fondamentale, che consente di iniziare lo scontro con maggiore tranquillità e con più spazio per la sperimentazione. Questo incentiva un approccio più cauto nell’attraversamento dei dungeon, spingendo il giocatore ad analizzare i movimenti degli avversari nell’ambiente prima di ingaggiare il combattimento.
Il culmine della prova è stato rappresentato dagli scontri con i boss, situazioni in cui la semplice progressione per tentativi cede il passo a una gestione più oculata delle risorse e dei turni di attacco. Si passa così con naturalezza dalla tranquillità della cittadina a battaglie serrate contro creature bizzarre e visivamente d’impatto, modellate con precisione nel nuovo comparto grafico tridimensionale. L’impianto visivo rimane chiaro ed espressivo anche durante i momenti più concitati, garantendo una perfetta leggibilità dell’azione di gioco.

I quarantacinque minuti trascorsi in compagnia della demo mantengono alta l’attenzione e lasciano la sensazione di aver scalfito soltanto la superficie di un sistema di gioco profondo e sfaccettato, come del resto era già evidente a chi conosce a menadito Persona 4 Golden. L’armonia tra l’ambientazione suggestiva di Inaba, la dinamicità del sistema di combattimento a turni e la forte caratterizzazione artistica rende questo remake un appuntamento estremamente stuzzicante sia per i neofiti sia per chi non vede l’ora di tornare nell’universo narrativo di Persona.
Persona 4 Revival uscirà il 18 febbraio 2027 su PC, PS5, Xbox Series X|S e al day one su Xbox Game Pass.
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