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Flow | Recensione 4k + Blu-ray

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Se la maggior parte dei film catastrofici tende a speculare sul futuro dell’umanità, Flow del regista lettone Gints Zilbalodis costituisce in qualche modo una variazione sul genere: ci troviamo in un mondo abbandonato dalla specie umana, nella quale essa sopravvive soltanto sotto forma di tracce e segni, come statue, una casa, alcuni oggetti, e dove un gatto vede la propria quotidianità sconvolta quando un gigantesco innalzamento delle acque ricopre la superficie terrestre e lo costringe all’esilio. Si imbarca così insieme ad altri animali su una barca a vela di fortuna, ultima soluzione possibile per abitare una terra diventata inospitale.

Sviluppando le conseguenze di questo presupposto, Flow si presenta quasi come uno studio sul comportamento degli animali nella natura, privilegiando la micro-narrazione rispetto ad una vera e propria sceneggiatura: ciò che conta soprattutto è osservare gli animali mentre «reagiscono» tanto a un ambiente a loro estraneo quanto gli uni nei confronti degli altri. Uno dei meriti del film risiede nel fatto che la loro convivenza conflittuale deriva dalla messa in scena di un’impossibilità di comunicazione interspecie, piuttosto che da un discorso psicologico. I comportamenti e i codici vocali degli animali, che qui non sono dotati di linguaggio parlato, in controtendenza rispetto a una prospettiva disneyana, risultano infatti tanto opachi alle altre specie quanto allo spettatore.

L’animazione costituisce proprio in questo senso uno strumento per rappresentare lo sguardo dell’altro. Attraverso lunghi piani-sequenza, che concedono una certa elasticità nella variazione degli angoli e delle scale d’inquadratura, il film organizza, un po’ come per Stray, un’immersione nel corpo del gatto, tanto timoroso quanto desideroso di esplorare.

La macchina da presa esibisce il proprio carattere «inumano», sintetizzando tutte le capacità animali quando rasenta il terreno per rappresentare un inseguimento, arretra sull’acqua oppure si innalza nell’aria per accompagnare il volo di un uccello. Questa volontà di cancellare il punto di vista umano a favore di quello animale si esprime anche attraverso il montaggio, come in una sequenza in cui il felino si esercita nella pesca subacquea: la destrezza che acquisisce sembra aumentare progressivamente la fluidità dei raccordi, fino a creare un balletto di jump cut che alterna immagini subacquee e l’accumularsi dei pesci sul ponte della barca.

Mantenere la rotta

Adattarsi: questa sembra essere l’ambizione estetica di Flow, così come il suo principale motore narrativo. Come il gatto che impara a pescare o l’uccello che comprende l’utilità del timone per dirigere la barca, gli animali sono costretti, per sopravvivere, a superare la propria condizione e a sviluppare un’intelligenza pratica.

Più in generale, Flow rappresenta uno spazio in continua trasformazione, sia perché viene rimodellato dall’acqua che avanza e si ritira a seconda dei luoghi, sia perché il piccolo gruppo è costretto al nomadismo per attraversarlo. Lontano dall’idea di un cataclisma che annienterebbe improvvisamente il pianeta, Zilbalodis rappresenta la fine del mondo come una condizione lenta e progressiva alla quale è possibile adattarsi.

Da questo punto di vista, il film riesce a navigare con grande sottigliezza tra lo spirito ludico e quello tragico. L’incontro tra gli animali e i resti della civiltà umana assume talvolta un tono comico, quando il lemure gioca con un cucchiaio o con uno specchio; talvolta si carica invece del peso del lutto, come quando la barca passa sotto una statua di una mano parzialmente sommersa, quasi fosse un gesto di richiesta d’aiuto.

Al comico muto di stampo chapliniano che scaturisce dallo spettacolo di corpi inadeguati rispetto all’ambiente in cui si trovano (pensiamo alle numerose cadute accidentali in acqua!) risponde la tristezza provata quando lo sguardo innocente del gatto si posa su una balena morente o su un albero che scompare nel vuoto.

Questo ambiente in evoluzione lo è ancora di più perché si tratta di un mondo senza confini, tanto indefinito dal punto di vista temporale, con i suoi paesaggi di rovine attraversati sono difficilmente collocabili in un’epoca precisa, quanto da quello spaziale. L’acqua sembra aver restituito alla terra la sua continuità originaria, mescolando territori e culture e rendendo possibile l’incontro tra animali domestici, come il cane e il gatto, e specie esotiche provenienti dai quattro angoli del mondo: dall’America del Sud, nel caso del capibara, all’Africa, per quanto riguarda il lemure e l’uccello segretario.

È proprio questo aspetto positivo di Flow che permette di formulare un discorso a favore della diversità, dell’accettazione dell’altro e del superamento dei determinismi.

Ma ciò che colpisce di più è la grandissima capacità tecnica e ritmica di Zilbalodis di trasmettere queste sensazioni e questi temi solo grazie all’ausilio delle immagini e della colonna sonora, peraltro composta da lui stesso. Una scelta coerente con la sua filmografia, tutta caratterizzata da opere d’animazione mute (avevamo già parlato anche di Away), che ha permesso al regista lettone di affinare la sua tecnica nel corso del tempo. Ora non ci resta che attendere Limbo, la sua prossima opera.

L’edizione Blu-ray

Il cofanetto di Flow in 4K Ultra HD + Blu-ray di CG Entertainment deriva dall’edizione Start-up uscita lo scorso anno, e in sostanza ne riprende tutti i contenuti, a parte la cover cartonata. Abbiamo quindi un disco 4K, con il film in 2160p e HDR10, e un semplice Blu-ray in 1080p, e un comparto sonoro che prevede una doppia traccia Dolby Digital 2.0 e DTS-HD Master Audio 5.1.

Il comparto degli extra è molto ricco, e comprende interviste a Gints Zilbalodis, due suoi corti (Aqua e Priorities), Animatic, Cat Pushing Oscar, una galleria di immagini e due trailer.

Prodotto fornito da CG Entertainment

4.5
Riassunto
Riassunto

Flow di Gints Zilbalodis è un film magnifico, opera di un regista estremamente coraggioso che ha avuto l'ardire di portare sul grande schermo un'opera con protagonisti una banda di animali sulla collaborazione e l'accettazione dell'altro, un film nel quale non viene pronunciata una singola parola, ma possiamo comprendere tutto grazie al potere delle sue stupende immagini. L'edizione 4K + Blu-ray di CG Entertainment è assolutamente imperdibile per tutti i cinefili, che apprezzeranno enormemente sia la pellicola del regista lettone con la quale vinse l'Oscar per il Miglior Film di Animazione nel 2025, ma anche il ricchissimo comparto degli extra.

  • Giudizio complessivo4.5
Scritto da
Silvia SiL Mannu

Nel lontano 1990 entro in una sala giochi e scopro i cabinati arcade. Da quel momento, la passione per i videogames non mi ha mai abbandonata. Oggi sono una PC Gamer legata soprattutto a titoli action, giochi di ruolo, stealth e picchiaduro.

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