A cura di Riccardo Furieri
Alla Gamescom 2026 è facile lasciarsi travolgere dal rumore. Trailer spettacolari, combattimenti frenetici, produzioni mastodontiche e presentazioni costruite per impressionare accompagnano praticamente ogni passo tra i padiglioni della fiera. Proprio per questo, quando ci siamo seduti davanti a Fangtopia, il cambio di ritmo è stato immediato.
Niente scontri, nessuna corsa contro il tempo e soprattutto nessuna volontà di mettere il giocatore sotto pressione. Il titolo sviluppato da Absolutely Games e pubblicato da Secret Mode punta tutto su una formula rilassante basata sul posizionamento di tessere, immergendola in un mondo popolato da vampiri, fantasmi, lupi mannari e altre creature tipiche dell’immaginario di Halloween.
Il risultato, almeno dopo la nostra prova alla Gamescom, è un puzzle game semplice da comprendere e piacevole da giocare, capace di trasformare scenari apparentemente inquietanti in un piccolo rifugio cozy.
Fangtopia arriverà il 26 ottobre 2026 su PC, PlayStation 5 e Nintendo Switch 2. Una data tutt’altro che casuale, considerando quanto l’estetica autunnale e halloweeniana sia centrale nell’identità del progetto.
Costruire il proprio regno mostruoso
La struttura di Fangtopia si basa su un concetto immediato. Il giocatore riceve una serie di tessere esagonali e deve inserirle all’interno dello scenario cercando di collegare nel modo più efficace i diversi elementi che compongono il paesaggio.
Boschi oscuri, montagne, corsi d’acqua, villaggi e altri ambienti cominciano progressivamente a unirsi, trasformando quello che inizialmente appare come uno spazio quasi vuoto in un vero e proprio regno mostruoso. È una formula che ricorda inevitabilmente altri puzzle game costruiti attorno alla composizione progressiva del territorio, ma Fangtopia prova a caratterizzarsi attraverso obiettivi, creature e una precisa identità estetica.
Non basta infatti creare un paesaggio bello da osservare. Ogni tessera può contribuire al completamento di determinati incarichi, alla raccolta di punti e allo sblocco di nuovi elementi. A questo si aggiungono i mostri che popolano il mondo di gioco, ciascuno alla ricerca di un luogo adatto nel quale stabilirsi.
La componente strategica emerge soprattutto nel momento in cui bisogna scegliere dove posizionare una tessera. Una decisione apparentemente semplice può influenzare le possibilità successive, soprattutto considerando che le risorse disponibili non sono infinite.
Fangtopia evita però accuratamente di trasformare questo sistema in una fonte di stress. Non ci sono limiti di tempo e il giocatore può osservare con calma ogni nuova tessera, ruotarla e valutare la soluzione migliore.
Questo doppio livello di lettura potrebbe diventare uno degli elementi più interessanti dell’esperienza completa. Chi desidera soltanto rilassarsi può concentrarsi sulla costruzione di un mondo armonioso e visivamente soddisfacente. Chi invece punta a ottimizzare ogni partita può studiare le combinazioni, gestire con maggiore attenzione le tessere disponibili e inseguire punteggi più elevati.
Halloween diventa cozy
Durante la nostra sessione è stato soprattutto il comparto artistico a catturare l’attenzione. Fangtopia utilizza praticamente tutto il repertorio classico di Halloween: castelli dall’aria sinistra, boschi immersi nella nebbia, zucche, ambientazioni notturne e creature soprannaturali. La particolarità sta però nel modo in cui questi elementi vengono rappresentati.
Vampiri, fantasmi e lupi mannari assumono un aspetto simpatico e quasi caricaturale, mentre gli scenari mantengono una componente gotica senza mai diventare opprimenti. L’intera produzione sembra costruita attorno all’idea di un Halloween rassicurante, più vicino al fascino delle decorazioni autunnali che all’horror vero e proprio. È una scelta stilistica che si sposa bene con il ritmo del gameplay.
Vedere il proprio regno espandersi lentamente, osservare i vari biomi connettersi tra loro e scoprire nuove creature restituisce una sensazione di progressione molto naturale. Non serve necessariamente inseguire un obiettivo complesso: una parte del piacere deriva semplicemente dall’osservare ciò che abbiamo costruito. Ed è probabilmente questo l’aspetto che meglio descrive Fangtopia.
Semplice, forse fin troppo?
Dopo la prova alla Gamescom 2026, la sensazione è che Absolutely Games abbia realizzato un titolo molto consapevole del pubblico al quale vuole rivolgersi.
Fangtopia non cerca la profondità estrema e non sembra interessato a complicare la propria struttura con decine di sistemi differenti. Bastano pochi minuti per comprenderne le regole e iniziare a giocare. Questa immediatezza rappresenta indubbiamente un punto di forza, ma porta con sé anche il principale interrogativo in vista dell’uscita.
La versione finale dovrà dimostrare di avere abbastanza varietà per sostenere il gameplay sul lungo periodo. Molto dipenderà dalla quantità di obiettivi, dalla diversità delle tessere, dalla presenza di nuovi elementi da sbloccare e dal modo in cui il gioco riuscirà a modificare progressivamente le condizioni delle partite. La base che abbiamo provato funziona, ma sarà necessario capire quanto Fangtopia saprà evolversi dopo le prime ore.
Prime impressioni
Nel caos della Gamescom, Fangtopia è riuscito a ottenere la nostra attenzione facendo esattamente il contrario di molti altri giochi presenti in fiera. Invece di gridare, rallenta. Invece di chiedere riflessi e concentrazione costante, invita a osservare. E invece di trasformare mostri e scenari gotici in qualcosa da temere, li utilizza per costruire un mondo sorprendentemente accogliente.
Fangtopia debutterà il 26 ottobre e sembra avere tutte le caratteristiche per inserirsi con naturalezza tra quelle esperienze da accompagnare a una serata tranquilla, magari proprio nel periodo di Halloween.
La vera prova sarà capire se dietro il suo aspetto adorabile si nasconde anche una profondità sufficiente a mantenere vivo l’interesse nel tempo. Per il momento, però, il piccolo regno di Absolutely Games ci ha lasciato una sensazione positiva: quella di un puzzle game senza pretese eccessive, ma con idee chiare, una forte identità visiva e il potenziale per diventare una piacevole sorpresa autunnale.




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