Tra la calca dei padiglioni della Gamescom, nello spazio dedicato alle prossime uscite a tema Dungeons & Dragons, ecco un particolare titolo che promette di farci posare la spada e dimenticare per un attimo la salvezza dei Reami Dimenticati.
Long Rest Tavern propone infatti una prospettiva decisamente diversa rispetto alle classiche avventure epiche: anziché addentrarci in dungeon oscuri a caccia di draghi, ci ritrovarci dall’altra parte del bancone, a gestire il rifugio più importante di ogni gruppo di avventurieri che si rispetti.
L’esperienza si apre con un classico editor del personaggio. Trattandosi di una build provvisoria la personalizzazione è apparsa piuttosto limitata, permettendo di modificare soltanto il nome, i pronomi e pochi dettagli estetici come l’acconciatura, il colore dei capelli e la forma delle sopracciglia. Nonostante le opzioni risicate, abbiamo deciso di vestire i panni di un elegante (ma neanche troppo) mago elfo, pronto a scambiare i propri incantesimi con il mestolo da mastro birraio.
Una volta varcata la soglia della nostra locanda, il fulcro del gameplay diventa subito chiaro: servire birra e garantire un’atmosfera accogliente a ogni tipo di creatura magica che attraversa la porta. Le prime fasi di gioco richiedono di organizzare lo spazio vitale dell’attività: abbiamo iniziato piazzando i primi tavoli, curando l’illuminazione con lanterne e candele per rendere l’ambiente invitante, e reclutando il personale necessario per gestire l’afflusso di clienti assetati.

Man mano che gli affari prendono il via, il sistema gestionale rivela una discreta profondità. Non ci si limita a servire bevande commerciali: occorre ordinare ingredienti di qualità sempre migliore e costruire un rudimentale birrificio all’interno della struttura. Produrre da sé le proprie birre permette di elevarne drasticamente la qualità, un elemento indispensabile per soddisfare la clientela più esigente e aumentare la reputazione del locale.
Trattandosi di una versione ancora acerba, non sono mancati alcuni intoppi tecnici. Durante la prova abbiamo riscontrato diversi bug visivi, un’interfaccia che necessita di una pulizia generale e passaggi del tutorial non del tutto immediati. Anche la scelta di alcuni font appare al momento poco curata, ma si tratta di difetti comprensibili in questa fase dello sviluppo.
A rassicurarci ci ha pensato lo stesso game director durante la prova, rivelando dettagli stuzzicanti sul futuro del progetto. Più avanti nel gioco sarà possibile espandere la struttura costruendo veri e propri dormitori per ospitare i viaggiatori durante la notte. Ma la gestione della locanda non si fermerà all’ospitalità di base: saremo chiamati a dare indicazioni ai nostri ospiti sui luoghi da visitare il giorno successivo. È proprio da questa meccanica di interazione che dovrebbe svilupparsi la componente narrativa del titolo, un aspetto su cui gli sviluppatori mantengono ancora un fitto mistero.

Long Rest Tavern ha dimostrato di avere un’idea di fondo carina per tutti gli amanti del fantasy e dei gestionali rilassanti. La strada verso il lancio è ancora lunga e il lavoro di rifinitura da fare è notevole, ma le premesse per trasformare questo cozy game in una tappa obbligata per ogni avventuriero digitale ci sono.
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