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Well Dweller | Recensione

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In un panorama indipendente sempre più affollato, il genere metroidvania continua a dimostrarsi uno dei terreni più fertili per piccoli studi e sviluppatori capaci di costruire esperienze fortemente caratterizzate. All’interno di questo contesto si inserisce Kyle Thompson, autore già noto per Crypt Custodian, produzione che aveva saputo distinguersi grazie a una direzione artistica personale e a una struttura ludica solida.

Con Well Dweller, Thompson torna a confrontarsi con una formula familiare, scegliendo però un’impostazione più compatta, immediata e centrata sulla fluidità dell’esperienza.

La sensazione dominante è quella di un’opera progettata con grande attenzione al ritmo. Ogni abilità viene introdotta gradualmente, gli spostamenti sono rapidi e i tempi morti vengono ridotti al minimo. È proprio questa continuità a costituire uno dei maggiori punti di forza di Well Dweller, capace di condurre il giocatore attraverso una campagna della durata di circa una dozzina di ore senza mai dare l’impressione di diluire artificialmente i propri contenuti.

Il risultato è un metroidvania accessibile e tradizionale nelle fondamenta, ma dotato di sufficiente personalità da distinguersi grazie alla qualità generale della realizzazione e a un’identità artistica particolarmente riconoscibile.

Versione provata: PlayStation 5

Non bisogna lasciarci le penne

La vicenda ruota attorno a Glimmer, un piccolo uccello nero che vive insieme alla propria famiglia in un rifugio nascosto sul fondo di un pozzo. Il mondo esterno è però dominato da una regina crudele, decisa a catturare gli ultimi uccelli rimasti nel regno per utilizzarne le piume nella realizzazione di un sontuoso abito.

L’avventura prende inizialmente le mosse da una situazione quasi quotidiana. Glimmer, in quanto fratello maggiore, deve occuparsi dei più piccoli e procurare cibo per la famiglia. Questa introduzione, volutamente misurata, consente al gioco di dedicare tempo alla caratterizzazione dei personaggi e alla costruzione del rapporto tra i membri del nucleo familiare. Quando questi ultimi vengono rapiti, la successiva missione di salvataggio acquista così un peso emotivo maggiore.

Armato di un semplice fiammifero, utilizzato come una piccola spada improvvisata, Glimmer lascia il proprio rifugio e si avventura nelle terre sovrastanti. Il suo obiettivo è ritrovare la famiglia, ma il viaggio finisce presto per coinvolgerlo nei problemi di un intero regno segnato dalla decadenza e dall’oppressione.

La narrazione resta volutamente semplice, senza ricorrere a lunghi dialoghi o spiegazioni eccessive. Gran parte della costruzione del mondo passa infatti attraverso gli incontri con personaggi secondari, che condividono con il pennuto protagonista piccoli drammi personali o obiettivi apparentemente marginali. Alcuni forniscono servizi, altri indicazioni sulla mappa, mentre altri ancora diventano il fulcro di missioni secondarie.

In alto il fiammifero!

Dal punto di vista ludico, Well Dweller segue con convinzione i principi più classici del metroidvania. L’esplorazione è costruita attorno a una serie di aree interconnesse, molte delle quali presentano percorsi inizialmente inaccessibili che diventano raggiungibili dopo aver ottenuto nuove abilità. All’inizio, il repertorio di Glimmer è piuttosto limitato. Il fiammifero consente di eseguire semplici attacchi corpo a corpo, ma il sistema viene progressivamente ampliato attraverso nuove capacità di movimento.

La progressione è ben calibrata e ogni nuova abilità arriva con sufficiente regolarità da mantenere viva la sensazione di crescita. Ancora più importante è il modo in cui il level design incoraggia immediatamente l’utilizzo dei nuovi strumenti. Ottenere una capacità significa spesso ricordare passaggi incontrati in precedenza e tornare sui propri passi per raggiungere zone segrete o collezionabili.

Il backtracking viene inoltre alleggerito dalla presenza di un sistema di viaggio rapido disponibile attraverso i punti di salvataggio. La soluzione riduce sensibilmente gli spostamenti ripetitivi e contribuisce a mantenere elevato il ritmo dell’esperienza. Anche la mappa è particolarmente funzionale, in quanto è possibile inserire indicatori manuali oppure spendere valuta di gioco per ricevere suggerimenti relativi a obiettivi e collezionabili.

Il sistema di combattimento privilegia chiarezza e reattività rispetto alla profondità. Gli attacchi di Glimmer diventano rapidamente intuitivi e non richiedono una particolare complessità esecutiva. A rendere gli scontri interessanti è soprattutto la varietà dei nemici, dotati di pattern facilmente leggibili ma sufficientemente diversi da imporre approcci differenti. I boss rappresentano il momento più impegnativo dell’esperienza e richiedono un uso più preciso delle abilità di Glimmer, specialmente della scivolata.

A completare il sistema intervengono i trinket, equipaggiamenti capaci di modificare o migliorare determinate caratteristiche. Alcuni aumentano il danno o la resistenza, altri aggiungono proprietà agli attacchi o alle capacità di movimento. La loro presenza introduce una componente di personalizzazione leggera ma efficace, ulteriormente valorizzata dalla possibilità di potenziarli utilizzando risorse ottenute esplorando o completando sfide opzionali.

La difficoltà generale rimane comunque relativamente contenuta. Well Dweller preferisce mantenere costante la progressione piuttosto che costruire ostacoli particolarmente severi. Per i veterani del genere questa scelta potrebbe tradursi in una minore profondità, ma contribuisce in modo decisivo alla fluidità dell’esperienza.

Artisticamente fa volare

È soprattutto sul piano artistico che Well Dweller riesce a lasciare un’impressione più marcata. La direzione visiva ricorda quella di un libro illustrato in movimento, con personaggi disegnati a mano, ambientazioni ricche di dettagli e un uso molto efficace di illuminazione e particellari.

Ogni area possiede una propria identità, ma tutte condividono una sensazione costante di decadenza. Foreste, rovine, ambienti umidi e strutture abbandonate restituiscono l’immagine di un mondo antico e consumato, nel quale la natura sembra convivere con i resti di una civiltà ormai in declino.

Anche il comparto sonoro contribuisce in maniera significativa all’atmosfera. Le melodie accompagnano con discrezione esplorazione e combattimenti, mentre gli effetti sonori restituiscono peso agli attacchi e ai movimenti di Glimmer, nonostante la semplicità visiva della sua arma.

Il codice per la recensione è stato fornito dal publisher.

8.8
Verdetto
Riassunto

Well Dweller è un metroidvania compatto e ben rifinito, capace di distinguersi grazie a controlli precisi, un’ottima direzione artistica e una progressione sempre fluida. Non rivoluziona il genere e presenta un sistema di combattimento piuttosto semplice, ma compensa con ritmo, atmosfera e un level design efficace.

Pro
Direzione artistica riuscita Controlli fluidi e precisi Esplorazione ben gestita
Contro
Combattimento poco profondo Difficoltà generalmente contenuta
  • Valutazione8.8
Scritto da
Lorenzo Bologna

Appassionato di tutto ciò che concerne il mondo videoludico, sono un inguaribile amante dei titoli horror e un accumulatore compulsivo di trofei (meglio se di platino). Avvicinato al medium grazie a mamma Nintendo e papà Crash Bandicoot.

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