The Walt Disney Company ha annunciato questa settimana un ampio piano di licenziamenti con l’obiettivo di “snellire le operazioni”, secondo quanto riportato in una comunicazione interna firmata dal nuovo CEO Josh D’Amaro.
I tagli riguarderanno circa mille dipendenti distribuiti in tutte le principali divisioni del gruppo, tra cui studios, reti televisive, sport ed esperienze.
Una delle realtà più colpite è Marvel, che perderà personale sia a New York sia a Burbank, in quasi tutti i settori dell’organizzazione: dalla produzione cinematografica e televisiva ai fumetti, passando per franchise, finanza e ufficio legale.
Tra i reparti maggiormente penalizzati figura anche il team di visual development dei Marvel Studios, premiato con l’Oscar, che sarebbe stato quasi completamente smantellato.
Si tratta del gruppo di artisti, illustratori, character designer, environment designer e altri specialisti tecnici che ha contribuito a definire l’identità visiva delle produzioni cinematografiche e televisive Marvel, da The Avengers a Guardiani della Galassia, fino a Daredevil. Molti di loro lavoravano in Marvel da oltre dieci anni.
Secondo quanto emerso, quasi l’intero dipartimento sarebbe stato licenziato, lasciando soltanto una struttura minima di personale interno incaricata di coordinare, di volta in volta, l’ingaggio di collaboratori esterni sui singoli progetti. Le prime segnalazioni sui tagli hanno iniziato a circolare nella giornata di martedì, sia su canali pubblici sia privati.
Fonti vicine alla vicenda spiegano che la decisione sarebbe legata soprattutto alla riduzione già annunciata della lineup produttiva dei Marvel Studios, oltre che al più ampio piano di contenimento dei costi e riduzione del personale avviato da Disney. Non sembrerebbe invece che questi specifici licenziamenti siano stati causati dall’intelligenza artificiale, fattore che in altri casi ha avuto un ruolo nelle recenti ristrutturazioni del settore creativo.
Alcuni artisti del visual development dovrebbero passare da un impiego a tempo pieno a collaborazioni su base progettuale. La mossa di Disney si inserisce in un contesto più ampio, segnato da una forte ondata di tagli che sta colpendo professionisti creativi nei settori dell’intrattenimento, della pubblicità, dei videogiochi e della produzione media.
“So che è difficile”, ha scritto D’Amaro nel memo inviato ai dipendenti. “Queste decisioni non riflettono il loro contributo, né la solidità complessiva dell’azienda. Piuttosto, riflettono la nostra continua valutazione su come gestire in modo più efficace le risorse e reinvestire nelle nostre attività”.
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