[Recensione] Avengers: Endgame

Di Andrea "Geo" Peroni
24 Aprile 2019

Ci sono voluti 11 anni per arrivare fino a questo punto. Per mettere la parola fine ad un progetto titanico, un franchise come mai se n’erano visti prima nella storia del cinema. 21 film tutti connessi l’uno con l’altro, per arrivare fino a qui, alla fine dei giochi. Ad Avengers: Endgame.

In tre atti si consuma forse il miglior finale che si potesse immaginare per la Infinity Saga dei Marvel Studios, e al tempo stesso forse il peggior finale che qualcuno potesse aspettarsi. Una sceneggiatura ricca e corposa e soprattutto solida mantiene sempre altissimo il livello di attenzione, che traballa solamente nella parte centrale del primo atto che risulta sicuramente il meno attivo e dal ritmo più smorzato. Eppure, tutto cambia dopo. La pellicola inizia ad aumentare vertiginosamente le carte in gioco, la tensione, la paura, la gioia, le classiche risate targate Marvel (uno dei personaggi è talmente irriconoscibile da risultare di per sé fonte di ilarità). Tutto fino a giungere ad un finale che racchiude in sé il giusto coronamento della carriera dei Sei originali.

C’è spazio per tutti, in Endgame. Meno Thanos, già esplorato ampiamente in Infinity War, e più Avengers. Più Tony, più Steve, più Thor, più Natasha, più Bruce e ovviamente più Clint, uno dei grandi assenti del primo capitolo di questo ciclo narrativo conclusivo. Più spazio per le idee, ma anche per le più disparate apparizioni che vi faranno ricordare quanto dannato tempo sia passato da quel lontanissimo Iron Man del 2008. C’è spazio per tutti, anche per gli insospettabili. Effetto sorpresa ancora una volta riuscito, anche per le straordinarie sequenze d’azione che compongono un ricchissimo terzo atto di alta tensione e forti emozioni.

I fratelli registi Joe e Anthony Russo, che iniziarono la loro carriera nei cinefumetti con Captain America 2, continuano a dimostrare il loro amore per il personaggio interpretato da Chris Evans. Eppure, l’intero film riesce a dare giustizia ad un gruppo di sei eroi le cui gesta sono già impresse nella storia del cinema. C’è chi potrà non amare i cinecomic, del resto i gusti sono gusti. Ma negare l’impatto che questo franchise ha avuto sul mondo, e la storia dei Sei, è impossibile. È Storia con la S maiuscola, appunto. E Endgame non si fa problemi ad omaggiare questa Storia, costruendo un filone intrecciato senza lacune nonostante il pericoloso tema. La missione è compiuta. Gli Avengers, al cinema, trionfano ancora.

Fine dei giochi.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.