[Recensione] Captain Marvel

Di Andrea "Geo" Peroni
6 Marzo 2019

A cura di A. De Giorgi 

Il momento in cui Thor scopre di poter controllare i suoi poteri in Thor Ragnarok senza l’ausilio del suo fidato martello Mjolnir è sicuramente una delle scene più esaltanti dell’UCM (accompagnato poi da Immigrant song dei Led Zeppelin è qualcosa di fico a prescindere), per non parlare del suo agognato arrivo nella battaglia wakandiana in Avengers Infinity War, in cui sfodera una potentissima nuova arma ammazza titani, Stormbreaker, in grado di resistere addirittura al potere del guanto dell’infinito completo. Ecco, di fronte a cotanta incontenibile potenza di fuoco, era difficile credere che il personaggio più potente dell’UCM dovesse ancora rivelarsi.
Eppure esiste, o per meglio dire esisteva già dal 1996, qualcuno in grado di fare molto di più, di volare più veloce, di colpire più forte e di sapersi rialzare più volte di fronte al fallimento.
Il nuovo capitolo dell’UCM Captain Marvel, in sala dal 6 Marzo qui in Italia, è dedicato alla nuova, brillante ed enormemente potente eroina di casa Marvel interpretata dal premio Oscar Brie Larson.

Vers è una guerriera che deve fare i conti con le sue emozioni che la rendono debole, deve dimostrare di essere pronta a difendere e a combattere per la gloria del popolo Kree noto per la sua tenacia e per la sua ferrea volontà militare. Le è stato dato un potere che solo attraverso la disciplina dovrebbe essere in grado di controllare per portare finalmente a compimento la vittoria in una guerra che imperversa ormai da secoli nella galassia.
La minaccia Skrull è dietro l’angolo e si nasconde dietro i volti di chiunque, non si può fidare di nessuno se non delle regole e del suo addestramento per poter sopravvivere, soprattutto quando, rimasta sola su un pianeta sconosciuto, viene in contatto con una primitiva popolazione indigena che lo abita del tutto ignara del pericolo appena giunto sulla superfice. Deve essere in grado di identificare il nemico e non lasciarsi influenzare dalle debolezze di questi “umani” che più che altro sembrano interessati a perdere tempo con innoqui animali pelosi a quattro zampe che chiamano gatti.

C’è un negozio Blockbuster con un cartonato (di uno dei film più amati dal sottoscritto) che viene incenerito dalla protagonista come un bersaglio di un centro di addestramento militare per novellini. Ci sono i Nirvana e una lunga playlist (destinata a diventare la numero uno tra le più ascoltate su ogni piattaforma digitale) che accompagna tutte le 2 ore e 12 minuti della pellicola; chi già conosce le canzoni (e ci è cresciuto) non resisterà all’effetto nostalgia e chi non le ha mai ascoltate rimarrà ipnotizzato dal famoso grunge e pop di un paio di decenni fa. Ci sono Nick Fury, alias Samuel L. Jackson, in versione giovane ma non inesperta (quando SLM diventerà vecchio non è dato sapere) e il novellino Phil Coulson, alias Clark Gregg, che dimostra con un singolo gesto di avere la stoffa per diventare il futuro capo dello Shield; entrambi sembrano veramente la versione anni novanta di loro stessi e considerando che Fury appare per buona parte della pellicola la Disney merita davvero un’ovazione generale per il traguardo raggiunto. Ci sono giocattoli, videogiochi, auto, vestiti e addirittura effetti analogici, make up e costumi (alcuni davvero troppo posticci) dei personaggi che volutamente rimandano alla cultura, al cinema e alle serie tv fantascientifiche e di supereroi degli anni ’90.
Insomma, l’ambientazione è stata studiata a dovere, le basi di partenza per far tornare in auge i giubbotti da aviatore americani di pelle ci sono tutte, ma tutto questo ricchissimo teatro di posa viene usato per una storia che vivrebbe in qualsiasi epoca perchè forse a tratti risulta troppo banale e l’eroina (siamo entusiasti di vedere finalmente un film stand alone dedicato ad un personaggio femminile) cede spesso la scena a personaggi secondari poco significativi e con qualche difetto di troppo.

Nonostante ciò è un film costruito sui sentimenti e sui conflitti del protagonista e quindi in grado di trasmettere un messaggio bellissimo, ovvero credere in se stessi e non lasciarsi ingannare dalle apparenze.
È palese che con Vers non si può scherzare e di fronte al suo potere bisogna prendere, come si dice qui da noi, baracca e burattini e filarsela con la coda tra le gambe prima di ricevere una sonora sculacciata fotonica. Titano avvisato, mezzo (esattamente mezzo) salvato.
Sarà in grado Vers di contrastare la minaccia Skrull da sola su un pianeta sconosciuto e senza l’aiuto del suo fidato istruttore?

Vi consigliamo di scoprirlo dal 6 Marzo andando a vedere Captain Marvel nel cinema più vicino a voi e soprattutto vi raccomandiamo di arrivare in orario, i titoli di testa sono molto, molto importanti stavolta. E ovviamente non azzardatevi ad alzarvi fino a quando lo schermo non sarà completamente spento, ci sono un paio di cose extra che vi attendono nel finale.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.